Una nuova pagina in cui segnaliamo novità, curiosità, collegamenti e notizie che "smuovono" il mondo della DISABILITA' Invitiamo anche Voi lettori a segnalarci articoli o esperienze di pubblico interesse che potranno eventualmente essere pubblicate.

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14 gennaio 2012

La posizione di ENIL Italia sull'ISEE

Un documento che cerca di spiegare le correlazioni tra l'imposizione dell'ISEE e la scelta dell'assistenza personale. Per le persone con disabilità e con ridotta autonomia, l'ISEE significa dover pagare per esercitare le azioni quotidiane di base inerenti alle libertà fondamentali; costi che non devono affrontare le persone normodotate. Arricchito dalle argomentazioni che in Toscana .le Associazioni Avitoscana e Paraplegici Atponlus hanno presentato al Consiglio regionale proprio per modificare il tratto della legge regionale relativo all'imposizione dell'ISEE per l'accesso agli interventi finalizzati a compensare la condizione di disabilità. (vedere sul sito www.avitoscana.org )  Il documento è stato inviato anche alla FISH affinché sia utilizzato congiuntamente (anche nel lavoro dell'Osservatorio nazionale disabilità) a favore di un possibile nuovo regolamento, sulla base dell'art. 5 della Legge Delega in discussione al Governo, prima che siano disposti ulteriori indirizzi a svantaggio delle persone con disabilità.

leggi il documento (Pdf)

 

 

5 gennaio 2012

Falsi invalidi, accompagnamento, INPS: false verità

Apriamo l'anno nuovo con un articolo esemplificativo di Cristiano Gori* pubblicato da Il Sole 24 ore, dove si evidenzia come esponenti politici del vecchio governo abbiano alimentato false verità sul problema "falsi invalidi" tali da costringere l'INPS a interventi molto dubbi che non hanno portato a nessuna conclusione se non a quella di danneggiare l'immagine delle persone disabili e tutte quelle che ancora sono in attesa di risposte.

Il welfare e il nodo dei falsi invalidi (di Cristiano Gori, il Sole 24 ore)

Inattese novità nella lotta ai falsi invalidi. I dati raccolti nei controlli dell'Inps mostrano che riceve prestazioni d'invalidità civile senza averne diritto circa il 4% dei beneficiari. Sono frodi da combattere, ma si tratta di una percentuale di utenza inappropriata limitata e inferiore a quella di tanti altri settori.

Ad esempio, in sanità ben più del 4% dei pazienti subisce operazioni non necessarie e pure superiore è la percentuale di famiglie di evasori fiscali esenti dalla retta degli asili poiché figurano a basso reddito. Perché quella contro i falsi invalidi è diventata la principale battaglia per la moralizzazione del welfare italiano?

L'equivoco del 2010

Nei primi mesi dello scorso anno l'Inps rese noti i dati sulla forte crescita della spesa pubblica per l'invalidità civile, da quasi 11 miliardi di euro nel 2002 a 17 miliardi nel 2010. In un'Italia stretta tra problemi reali e ricerca di capri espiatori, iniziarono inchieste giornalistiche e dichiarazioni di politici sullo scandalo dei falsi invalidi. Alcuni ministri di allora, in particolare Sacconi e Tremonti, attribuirono la maggiore spesa a un unico motivo: il comportamento di numerosi approfittatori - i falsi invalidi - che riceverebbero le prestazioni senza averne diritto. Questa divenne la spiegazione dominante.

La maggior parte dei media la fece propria e le inchieste aumentarono. Il falso invalido venne raffigurato come un adulto che finge una condizione di disabilità e - anche se l'espansione della spesa è dovuta, principalmente, all'invecchiamento della popolazione - la terza età non fu associata agli abusi. Così prese forma l'assunto alla base della vicenda: "crescita della spesa = adulti che si fingono disabili = un problema di frodi".

Le badanti degli ultra80enni

L'incremento della spesa per l'invalidità si suddivide tra 681 milioni di euro per le pensioni e 5.487 milioni per l'indennità di accompagnamento. A trainarlo è stata l'impennata dell'utenza anziana dell'indennità: le persone con almeno 65 anni che la ricevono sono passate dal 6% del totale (2002) al 9,5% (2009). Inoltre, oggi tre beneficiari dell'accompagnamento su quattro sono anziani e la metà ha almeno 80 anni.

Lo scorso decennio ha visto in Italia l'impetuosa diffusione delle badanti. Davanti alle sempre più pressanti esigenze di assistenza agli anziani e alla scarsità di servizi pubblici, a loro si sono rivolte tante famiglie. Queste ultime hanno cercato un contributo economico pubblico che potesse aiutarle a remunerare le badanti e l'hanno trovato nell'indennità, senza la quale per molte famiglie sarebbe stato difficile - o impossibile - pagarle. L'invecchiamento della popolazione e l'espansione delle badanti costituiscono le principali cause del boom della spesa per l'invalidità civile ma tali fenomeni non sono stati presi in considerazione dai decisori.

Ossessionati dai controlli, non dai modi

A motivare l'aumento della spesa sono anche alcune peculiarità dell'indennità di accompagnamento. L'accertamento dei requisiti per riceverla si basa su criteri generici e non standardizzati; l'Italia è l'unico Paese europeo dove lo Stato eroga questa prestazione senza definire con precisione chi ne abbia diritto e a quali condizioni. Il margine di discrezionalità esistente nell'assegnarla ha consentito di allargarne l'utenza nel rispetto delle regole formali. I dati mostrano che in alcune aree il ricorso alla misura è superiore al necessario ma, sovente, la genericità dei criteri di accesso rende impossibile per lo Stato provare che una persona la riceva impropriamente. Da tempo, sono sul tappeto proposte per introdurre strumenti di accertamento delle condizioni di chi la richiede.

Inoltre, l'accompagnamento è diffuso nel Mezzogiorno, in parte a causa di tassi di disabilità superiori alla media nazionale (la diffusione di questa condizione è sempre inversamente legata al livello di sviluppo economico e d'istruzione) e in parte perché utilizzato impropriamente, quale sostegno economico a famiglie in difficoltà. Anche qui esistono proposte per responsabilizzare le Regioni meridionali nella concessione dell'indennità.

Per via di queste, e altre criticità l'accompagnamento non sostiene adeguatamente chi ne ha bisogno e può essere ricevuto da alcuni che non ne avrebbero necessità. Ma il precedente Esecutivo non se ne è interessato e - fedele alla teoria che l'unica ragione della maggior spesa sono gli abusi - si è dedicato solo agli 800mila controlli da compiere nel periodo 2009-2012. Non si è neppure occupato di migliorare il welfare pubblico rivolto a chi vive questa condizione, dove robusti tagli ai già esili servizi hanno affiancato l'assenza di qualsiasi progettualità. Eppure il welfare presenta - lo dicono tutti gli studi - notevoli lacune e una capacità di risposta ai bisogni delle persone interessate, perlopiù, bassa.

La costruzione del falso invalido

L'assunto "crescita della spesa per l'invalidità = adulti che si fingono disabili = un problema di frodi" è errato ma rimane dominante nell'opinione pubblica. Perché? Un motivo riguarda la comunicazione politica. Sino all'estate, Tremonti, Sacconi e alcuni loro colleghi di Governo hanno utilizzato la propria visibilità per riproporre la loro posizione. Numerosi altri esponenti del mondo politico e istituzionale, come il presidente dell'Inps Antonio Mastropasqua e i capigruppo alla Camera di Lega, Marco Reguzzoni, e Idv, Massimo Donadi, sono ripetutamente intervenuti a sostegno di questa versione dei fatti. In settembre sono stati resi noti i dati ufficiali che certificano il fallimento della lotta ai falsi invalidi ma su questi le stesse personalità non hanno ritenuto di dover fornire spiegazioni.

Nel frattempo la massiccia copertura mediatica della disabilità focalizzata solo sulle frodi, con immagini di sicuro impatto come il cieco che guida e l'invalido che gioca a pallone (casi gravi ma rientranti nel 4% individuato dai controlli) ha prodotto una percezione distorta della realtà nell'opinione pubblica, diffondendo l'impressione di un dilagare degli abusi.

Per chi sostiene una posizione differente l'accesso ai media rimane proibitivo. Le associazioni delle persone con disabilità, in particolare, hanno mostrato quale sia la verità sui controlli ma la loro voce è rimasta confinata tra gli addetti ai lavori senza trovare eco sui mezzi di comunicazione generalisti.

Inverno 2011-2012: il danno è fatto

La lotta ai falsi invalidi non lascerà risultati degni di nota in termini concreti bensì sul piano culturale. Se è vero che nell'ultimo biennio politica e mezzi di comunicazione si sono occupati di disabilità come mai prima, le conseguenze di una così intensa - ma, purtroppo, distorta - attenzione rimarranno nel tempo. Sebbene la crescita della spesa per invalidità sia dovuta, principalmente, all'invecchiamento il falso invalido è stato rappresentato come un disabile adulto, forse perché denigrare gli anziani viene ritenuto politicamente più sconveniente. Il mondo della disabilità è stato dipinto come poco chiaro e contraddistinto da abusi, trasmettendo l'idea che il suo problema non siano le mancanze del welfare - di cui non si parla, come se non esistessero - ma solo le irregolarità. Nel complesso, si è costruito un muro di sospetto e diffidenza verso tutto ciò che riguarda tale condizione.

La società italiana mostra, da sempre, un'attenzione verso i diritti delle persone disabili minore del resto d'Europa. Lo stigma creato nell'ultimo biennio ha fatto compiere al nostro Paese ulteriori passi indietro: oggi per queste persone - e per le loro famiglie - veder riconosciuti i propri diritti e aspirare a un welfare più adeguato è divenuto ancora più difficile. Ecco l'unico, vero, risultato della lotta ai falsi invalidi: ridurre le aspettative di una vita migliore per le persone con disabilità.

* E' docente di politica sociale all’Università Cattolica e consulente scientifico dell’Istituto per la Ricerca Sociale, a Milano, e visiting senior fellow presso la London School of Economics a Londra. Ha percorso di valutazione delle politiche sociali lombarde (www.lombardiasociale.it) e il Network Non Autosufficienza (NNA) ("L’Assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia. Secondo Rapporto", Maggioli, 2010, scaricabile da www.maggioli.it/rna). E’ editorialista de “IlSole-24Ore”. 

 

 

14 dicembre 2011

Nasce l'Associazione Le Baccanti

Da un'idea di Tania Bocchino, nostra socia, l'Associazione Culturale "Le Baccanti" si prefigge lo scopo di promuovere progetti e interventi utili a garantire una maggior fruibilità delle risorse artistiche e culturali del territorio piemontese, per tutte le persone, nel quadro di una visione volta a tutelare il diritto ad una "Vita Indipendente" delle persone con disabilità.

L'Associazione Consequor augura a Tania un proficuo lavoro nell'ottica di possibili collaborazioni future.

Visita il sito internet: http://www.associazionelebaccanti.com/

 

 

2 dicembre 2011

Convocazione assemblea dei soci Ordinaria e Straordinaria - anno 2011.

* vedi aggiornamento a fine articolo.

Assemblea Ordinaria:

1^ convocazione: 30 novembre 2011, ore 7,30

2^ convocazione: 16 dicembre 2011, ore 15,00

Assemblea Straordinaria:

1^ convocazione: 30 novembre 2011, ore 21,00

2^ convocazione: 16 dicembre 2011, ore 16,00

Ordine del Giorno Assemblea Ordinaria:

- Relazione del Vice Presidente sull’attività dell’Associazione svolta nel 2011.

- Relazione, discussione, approvazione Bilancio Consuntivo anno 2011.

- Relazione, discussione, approvazione Bilancio Preventivo anno 2011.

Ordine del Giorno Assemblea Straordinaria:

- Presentazione dei candidati, esposizione di proprie idee e programmi attuativi.

- Dibattito aperto ai soci, collaboratori e simpatizzanti: proposte e disponibilità.

- Votazione ed elezione nuovo Consiglio Direttivo

- Varie ed eventuali.

L’occasione è gradita per ringraziare della partecipazione e porgere a tutti cordiali saluti

Il Consiglio Direttivo

Scarica la lettera in Pdf

vedi la mappa per arrivare, si può trovare parcheggio nei luoghi indicati dalle X rosse perchè la via è stretta ed a senso unico. Si entra dalla porta in legno e poco avanti nel cortile da un cancello grigio, ma non con l'auto.

-AGGIORNAMENTO del 17 dicembre 2011

Durante l'Assemblea (presenti 12 soci con diritto di voto) sono stati discussi e approvati i bilanci consuntivo e preventivo. Dopo la discussione generale su come procedere nell'attività associativa, si è proceduto alla votazione del nuovo Consiglio Direttivo. In seguito il nuovo c.d. ha designato le cariche per il prossimo triennio, con decorrenza immediata. Vedi qui il nuovo direttivo.

G. Tosi

 

 

25 novembre 2011

ENIL Italia nell'Osservatorio Nazionale sulla disabilità   

Una delle priorità evidenziate nella scorsa Assemblea di ENIL Italia era la necessità di essere più visibili nel contesto nazionale, per ciò che riguarda gli obiettivi dell'Associazione, mirati alla conoscenza e sviluppo dell'assistenza personale autogestita ed autodeterminata finalizzata alla Vita Indipendente delle persone disabili. Grazie all'impegno degli associati e del nuovo direttivo, nonché alla disponibilità di Pietro Barbieri presidente FISH, ENIL Italia è ufficialmente membro del Gruppo di lavoro 3: Autonomia, vita indipendente e empowerment della persona con disabilità: le politiche pubbliche, sociali, sanitarie e socio sanitarie di contrasto alla disabilità (art. 12, art. 19, art. 26, art 18, 22 e 23), all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, presieduto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il primo incontro del Gruppo è previsto per il prossimo martedì 29 novembre, presso il Ministero del Lavoro e del Welfare a Roma. Seguirà resoconto.

G.T.

 

17 novembre 2011

UN POPOLO DI SANTI, POETI E NAVIGATORI… CON DISABILITA’

L'associazione AVI onlus, Agenzia per la Vita Indipendente e l’Associazione ECAD, Ebraismo Cultura Arte Drammaturgia,  lunedì 28 novembre 2011, al Teatro Sala Umberto di Roma (via della Mercede 50), proclameranno i vincitori della prima edizione del premio per la drammaturgia “Teatro e Disabilità”.

Il premio nasce nel 2011 durante le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, proprio in relazione ideale con uno dei suoi massimi artefici, Giuseppe Garibaldi, eroe dei due mondi, che trascorse alcuni anni della sua vita, costretto su una sedia a rotelle. Condusse e vinse la battaglia di Digione contro i prussiani, nel 1870, da seduto su una carrozzina trainata da cavalli, che aveva fatto costruire appositamente. Aveva dovuto accettarla la disabilità, così com’era venuta, ed escogitare stratagemmi d’ogni genere per continuare a vivere ancor più da “eroe”, tra le innumerevoli barriere architettoniche e culturali di quell’epoca, in cui molto più di oggi disabilità voleva dire invalidità, debolezza, rinuncia, dipendenza. L’obiettivo è quello di dare una voce all’anima delle molteplici disabilità attraverso la scrittura teatrale.

“Ci riteniamo pienamente soddisfatti dei testi che ci sono pervenuti” sottolinea Silvia Cutrera, presidente di AVI onlus, “sono state rappresentate disabilità sensoriali, fisiche e mentali in una maniera quasi tangibile, segno che chi ha scritto conosce molto bene ciò di cui sta parlando”.

Introdurranno l'evento: l'On. Ileana Argentin, deputato al Parlamento italiano, Pietro Barbieri, presidente FISH, , prof.ssa Bruna Grasselli dell'Università Roma 3. Premieranno i vincitori, alle ore 18.30, Paola Villoresi, attrice e presidente di Giuria, Marcello Prayer, attore di teatro, cinema, televisione (tra gli altri “La meglio gioventù”, “Quando sei nato non puoi più nasconderti”, “Ama il tuo nemico 2”) e regista, e Giuseppe Distefano, giornalista e critico teatrale de Il Sole 24 Ore. Gli altri membri della giuria: Dino Barlaam, direttore Avi onlus; Silvia Cutrera, presidente Avi onlus; Lorella De Luca, giornalista; Angela Guarino, docente universitaria in Psicologia – Università La Sapienza, Roma; Claudio Imprudente, scrittore e giornalista; Donatella Orecchia, docente universitaria Storia del teatro – Università Tor Vergata, Roma; Vittorio Pavoncello, regista e scrittore; Matteo Schianchi, scrittore. Tra i partecipanti alla Tavola rotonda anche Claudio Roberti, socio Consequor e vice-presidente ENIL It, autore del libro: "L'Uomo A-Vitruviano".

Durante la mattina, ore 10-13, si terrà una tavola rotonda su temi collegati all’Unità d’Italia, alla Convenzione internazionale ONU, alla partecipazione alla vita politica sociale e culturale delle persone con disabilità.

Sarà allestito anche uno spettacolo di teatro narrazione sulla figura di Cristina di Belgioioso, eroina risorgimentale.

Nel pomeriggio, ore 17-20, durante un’altra tavola rotonda rivolta alla cittadinanza si rifletterà su Il ruolo dell’arte nella disabilità e per la disabilità con relatori da definire. Saranno quindi proclamati i vincitori del Premio Teatro e Disabilità e reso omaggio a Giuseppe Garibaldi con una rappresentazione teatrale che narrerà la sua straordinaria avventura umana.

Al testo vincitore sarà assegnato un premio di € 1.500, al secondo un premio di € 500.

Con il Patrocinio della Presidenza della Regione Lazio

Leggi il Programma (Pdf)

ed il Comunicato stampa (Pdf)

 

16 novembre 2011

Assistente personale cerca lavoro

Pubblichiamo l'annuncio di una persona che ha fatto l'assistente personale per tanti anni al nostro scomparso Presidente.

Disponibile a viaggiare, grandissima esperienza. Per contatti telefonare a: Germano Tosi 338-2369207

 

 

13 novembre

Lotta ai falsi invalidi: costi inutili per risultati discutibili

Lo si era già detto facendo i "conti della serva" che la lotta al falso invalido, così come intesa dalla maggioranza del governo, sarebbe stata solo deleteria per l'immagine culturale dei veri invalidi, a fronte di impiego inutile di risorse. Ora a dirlo è uno studio approfondito di Cristiano Gori, docente di Politica Sociale all'università Cattolica di Milano, direttore della rivista "Welfare Oggi". Un dossier con una precisa analisi fatto insieme a Carlo Giacobini, direttore responsabile di Handylex e dell'editoriale di Superando. Dai dati analizzati si evince un risparmio insignificante (circa l’1% dell’intera spesa sulle invalidità) ed un pericoloso peggioramento nella immagine del welfare tra la collettività. Altroché politiche a favore della centralità della persona disabile…, se si facesse lo stesso per evidenziare lo spreco dei costi della politica siamo sicuri che i risultati sarebbero molto più eclatanti. Sono le vere persone disabili in realtà, quelle che subiscono in questi ultimi anni, l’evidente perdita del potere di acquisto dovuta all’inflazione, ma molto più del dato medio che l’ISTAT ha calcolato sulla media italiana nello 0,6% per il 2010, che si ripercuote ancor di più nella diminuzione della quota che le famiglie risparmiavano negli anni passati. In più la soppressione dei fondi statali per la non autosufficienza e per le politiche sociali, che fornivano denaro alle regioni per i servizi di base, obbligano le stesse a modificare i criteri dei regolamenti per l’accesso alle prestazioni, inserendo ad esempio l’ISEE relativo al nucleo famigliare, generando situazioni di contenziosi, ricorsi giuridici, ritardi per la burocrazia assurda, recando forte danno alle persone disabili, che aumenta di pari passo con l’innalzarsi della gravità. Secondo i due autori, nel 2010-2011 il tasso annuo di crescita della spesa è stato del 3.5%, rispetto al 5.9% del 2002-2009. Il dato dell'ultimo anno, è causato anche da un effetto "deterrente" dovuto a un mix di controlli e clima di maggiore attenzione verso le possibili frodi che ha scoraggiato in diversi a presentare domanda. C'è anche la procedura telematica introdotta nel 2010 ad aver rallentato accertamenti e risposte. Ma quanto hanno permesso di risparmiare le revoche? Sono 31.083 le provvidenze revocate in due anni e 300 mila controlli. "Ipotizzando il massimo del risparmio - spiegano -, si giunge a circa 70 milioni di spesa annua in meno nel 2009/2010. Nel 2011/2012 poco meno di 100 milioni di euro. In poche parole l'1% della spesa per le invalidità". Una situazione che non cambia se si ampliassero i controlli. "I controlli a tappeto porterebbero a risparmiare circa 50 milioni di euro l'anno, senza contare i numerosi disagi per i cittadini chiamati a visita. Una cifra assolutamente marginale rispetto alla spesa di 17 miliardi di euro annui".

La lotta ai falsi invalidi lascerà il segno, spiegano Gori e Giacobini. La campagna, affermano, vanificherà i miglioramenti realizzati in passato rafforzando la "cultura retrograda della disabilità insita nella campagna mediatica contro i falsi invalidi". La prospettiva lontana dall'assistenzialismo e proiettata verso una cultura della persona con disabilità come cittadino è a rischio. "Le analisi di questo speciale mostrano che la retromarcia culturale dell'ultimo biennio si è sedimentata nella popolazione - aggiungono - ed è destinata a esercitare i propri effetti negli anni. La retromarcia si è tradotta, innanzitutto, nel consolidamento dello stereotipo della disabilità come malattia e come costo sociale". "Se si fosse dedicato anche solo un decimo dell'energia impegnata nella lotta ai ‘falsi invalidi' alla progettualità per il welfare si sarebbero ottenuti risultati di rilievo", spiegano gli autori, ma la realtà degli interventi realizzati sulle politiche rivolte alle persone con disabilità sono diversi. "Il welfare italiano ha due problemi. Primo, la capacità delle prestazioni e dei servizi erogati di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità è debole sotto molti profili. Il secondo problema è che un certo numero di persone che non ne avrebbero bisogno riceve impropriamente le prestazioni monetarie; il nodo, appunto, dei ‘falsi invalidi'. Nel periodo considerato la progettualità del Governo per la disabilità è stata interamente assorbita dal secondo problema mentre il primo non è stato affrontato".

Le Associazioni del Terzo settore, tramite la campagna "i diritti alzano la voce" insieme a "sbilanciamoci" ed alla Federazione FISH, hanno presentato il Libro nero del welfare, un dossier presentato al Senato contenente le critiche, ma anche le plausibili proposte, alle norme contenute nella legge delega per la riforma socio-assistenziale.

Vedi il Libro nero del welfare (word)

Vedi qui sotto l'articolo di Claudio Roberti

 

12 novembre 2011

Il Censimento in corso:luci e ombre  

Il pensiero aperto di Camillo Gesulmini, presidente sezione UILDM di Pescara e Chieti e membro del Movimento Vita Indipendente Abruzzo. In tanti ce lo siamo chiesti: ma a proposito di un censimento, le persone disabili non contano? O meglio, perchè non vengono contate? Siamo quasi nel 2012 eppure in Italia non vi sono dati certi sulla popolazione disabile. Sui fogli da compilare le uniche domande relative ad una situazione di disabilità sono facoltative. Neanche le ASL dispongono di un sistema informatizzato con elenchi suddivisi. Questo censimento pare davvero improntato su una logica di target consumistico...

Censimento e dati “sensibili”

Ci sono dei dati il cui segreto è custodito meglio dei tesori d’arte come la Gioconda o la Pietà di Michelangelo.

Mi riferisco ai dati sulle persone con disabilità. Provare per credere. Cercate di ottenere dagli uffici della vostra regione il numero delle persone con disabilità grave e gravissima, da certificazione legge 104 e vedete il risultato. Se ci riuscite siete più bravi del Commissario Montalbano, perchè vi risponderanno che sono dati sensibili, ove per “sensibili” si deve intendere : “non ve li diamo!”. 

 Il sospetto che viene è che neanche loro, in realtà, li abbiano, e che non sappiano neanche dove andarli a prendere. Tant’è vero che quasi tutti i Piani di Zona degli Enti d’Ambito Sociali Territoriali, presentano dati “presuntivi” e di massima.

Solo l’INPS è in grado di dire quante indennità di accompagnamento eroga (e vorrei ben vedere).

Ora arriva il censimento.

Qualche ingenuo penserà:” finalmente ci chiederanno, tra le tante domande, se in famiglia c’è un disabile grave, se è ricoverato, se ha un famigliare dedicato a lui per 24 ore al giorno” e, magari, anche quali problemi comporta ecc. ecc.. manco per sogno!

Quello che interessa sapere fondamentalmente sono notizie sulla casa e sulla composizione famigliare.

Su questi due punti, fateci caso, le notizie che interessano, sono quelle dalle quali si potranno desumere, essenzialmente dei dati, che, dal punto di vista sociologico, indicheranno che tipologia di consumatori siamo stati e potremo essere nel futuro.

Almeno questo è quello che desume un comune cittadino.

Sicuramente qualche professorone ci spiegherà che non è così, che la finalità di questo censimento obbligatorio è ben altra, magari riuscirà anche a convincerci che i dati che si desumeranno serviranno ad indirizzare le politiche economiche e sociali del governo ecc.;  sarà pur vero, ma a me rimane il fastidioso sospetto che questi dati serviranno sì ad indirizzare le politiche economiche ma non del governo, piuttosto delle multinazionali che ormai dominano la nostra vita e che,  a spese della società, quindi nostre, avranno, come hanno sempre avuto del resto, una marea di dati utilissimi per le loro strategie di mercato.

Ritorniamo ai dati sulle persone con disabilità e poniamoci una domanda: perchè l’accesso a questi dati, ammesso che esistano e siano attendibili, è quasi impossibile?   Eppure, dovrebbero interessare anche tutte quelle multinazionali, per esempio quelle degli ausili, insieme al mondo della sanità e del sociale che vive, sopravvive, specula e spesso si arricchisce sulle spalle della disabilità.

Il fatto è che, se questi dati fossero resi pubblici finalmente si potrebbe fare una seria programmazione e ripartizione nel campo del sociale; finalmente potrebbe esserci una presa di coscienza dell’immenso valore economico della disabilità e, Dio non voglia, lo sconvolgimento sociale potrebbe essere tanto forte che, tutti i potentati che prosperano sull’ignaro e inconsapevole disabile potrebbero tremare.

Che cosa c’entra il censimento?

Il censimento avrebbe potuto essere uno strumento formidabile per il rilevamento di quei dati che interessano tutti coloro che si occupano, magari volontariamente e cioè gratis, di sociale. È ben per questo che si evitano accuratamente quelle domande che potrebbero far emergere lo stato di sfinimento e prostrazione vissuto dalle famiglie che supportano e sopportano al loro interno una persona con disabilità, o magari tossicodipendente o magari uscito di galera in cerca di redenzione.

Ciò che sembra interessare con questo censimento è riuscire a desumere dati come: quanti televisori o lavatrici si compreranno nei prossimi 10 anni, quante persone saranno in cerca di appartamenti da acquistare nei prossimi 10 anni. Quanti invecchieranno e quindi avranno bisogno di una casa di riposo, o di bare, o di loculi (perdonatemi l’ironico cinismo) o meglio ancora di farmaci per l’artrosi o i reumatismi, o addirittura di vaccini.

Credo che interessi anche sapere: quanti sono totalmente inutili come “consumatori” e quindi da ignorare completamente, come se non esistessero.

Di sicuro non interessano quei dati che griderebbero al mondo l’enorme quantità di disagio sociale che sarebbe espresso dalle persone “deboli”, come ultimamente vengono definite nelle stanze istituzionali. 

          Dott.Camillo Gelsumini Presidente UILDM PE-CH. Movimento Vita Indipendente Abruzzo

 

6 novembre 2011

Roberto Migliore, paraplegico, morto per errore all'Unità Spinale del CTO di Torino

Un dramma che non vorremmo mai documentare. Roberto, paraplegico di 49 anni, ai primi di ottobre si ricovera all'USU per sottoporsi ad alcune terapie. Ma per un errore gli viene somministrata un'iniezione di cloruro di potassio al posto di soluzione fisiologica. L'infermiera e il medico si accorgono immediatamente dell'errore ma è tardi. Il cuore di Roberto si ferma, l'anestesista prova a farlo ripartire ma sopraggiunge il coma. Roberto muore dopo un mese, il 3 novembre. L'Unità spinale è sicuramente un reparto d'eccellenza ma il caso ora è passato alla magistratura ed il pm Viglione dovrà valutare le responsabilità dell'infermiera e del medico.

Il Coordinamento Paratetraplegici, che da anni si batte per il buon funzionamento dell'Unità Spinale Unipolare di Torino, prende posizione.

Vedi il documento (formato Word)

 

 

 

5 novembre

Tania Bocchino presenta il suo libro: Nuda Pelle

La nostra eclettica socia, dopo aver vinto il Premio fotografico "Luca Pron" con la sua "Opera al nero" presso il Museo Cinematografico di Torino, vedi qui sotto, DOMENICA 6 NOVEMBRE ore 15:00 presso la Sala Feltrinelli a Porta Nuova via Nizza 2 Torino, presenterà il suo libro di narrativa "Nuda Pelle". Relatore sarà Clarita Bona presidente di Turismo per tutti.

"Nuda pelle" è un romanzo che racchiude nel titolo stesso la sua forza: l'assenza di filtri e di maschere. Il tentativo di sublimare il corpo diventa la metafora che sprigiona l'essenza della protagonista, Irina, giovane donna disabile, che vive con passione e coinvolgimento ogni singola emozione. L'inesistenza di nascondigli in cui rifugiarsi col proprio dolore smaschera le verità molteplici di un amore intenso e mai banale, che scardina l'essenza della parola per svelare la propria miseria e, contemporaneamente, l'immensità che lo alimenta. Un amore vissuto col corpo, attraverso membra che si incontrano visceralmente, e con un sentimento spiazzante e totalizzante, capace di riempire di senso anche i più piccoli dettagli della vita, ma soprattutto i silenzi, che scandiscono una scrittura profonda dal ritmo vibrante e sincero come quello del respiro. Editore Il Filo, codice ISBN 8856749742

G.T.

 

 

4 novembre 2011

L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO, UN ISTITUTO IN VIA DI LIQUIDAZIONE-ESTINZIONE: BREVE ANALISI E PROPOSTE MIRATE

di Claudio Roberti

Una approfondita analisi su indennità di accompagnamento e il nuovo scenario prospettato in questo "tempo di crisi". La manovra del governo, con la delega assistenziale, potrebbe far cadere lo storico istituto dell'accompagno, trasformando in beneficio ciò che ora rappresenta uno degli ultimi diritti, per le persone con disabilità grave. Questo a fronte di nessuna volontà di un cambio positivo con interventi mirati, anzi, in nome della campagna contro i falsi invalidi. Misure contro i falsi politici o tagli ai benefici della casta? Zero...

Vai all'articolo

 

 

22 Ottobre 2011

Dall'Abruzzo "buone prassi" (e buoni amministratori) da seguire

Da anni Nicolino Di Domenica, Camillo Gesulmini e altri, lavorano a testa bassa e con impegno per rendere possibile la scelta dell'assistenza personale in forma autogestita e autodeterminata. Fortunatamente anche l'opera di attenti amministratori contribuisce a risaltare l'efficacia e l'efficienza di questo nuovo modo di welfare applicato davvero al bisogno della persona disabile, titolare delle proprie scelte, sebbene le cifre in gioco non permettono una reale vita indipendente. Ecco quanto scrive Nicolino:

FORSE CI SIAMO CON LA VITA INDIPENDENTE ANCHE IN ABRUZZO.

C’e un ambito sociale, precisamente l’EAS Aventino n. 20, che ha capito perfettamente l’utilità dei progetti di V.I. il merito va riconosciuto alla bravissima Responsabile dell’ufficio di piano di quest’ambito vale a dire alla Dott.ssa Rosella TRAVAGLINI e ai sindaci che hanno saputo  assecondarla nei progetti da lei presentati. Il primo progetto, esclusivamente  per l’assistenza, assegnato l’anno scorso a Severino Mingroni è stato pienamente soddisfacente, ha apportato un notevole vantaggio economico per l’ente e assistenziale  per la persona.

Il secondo progetto invece assegnato ultimamente, ad un disabile grave di 38 anni di Torricella Peligna, che pur avendo una buona  rete famigliare, è stato studiato un progetto finalizzato alla socializzazione questo gli permetterà di avere un assistente personale che lo aiuterà, dopo il grave incidente, a reinserirsi nella società, a ricominciare ad esempio ad andare a vedere una partita di calcio, ad iniziare un nuovo lavoro, ad uscire da casa per una passeggiata e così via..

Lo spirito della Vita Indipendente è questo, possiamo affermare con soddisfazione che dopo quattro anni e più d’incontri e convegni che si sono tenuti in Abruzzo su questo argomento sono serviti a diffondere sempre più questa filosofia d’assistenza anche nella nostra regione, in alcuni ambiti un po’ di più in altri meno, ma sappiamo bene che c’è un muro enorme da varcare, un muro d’interessi e di potere economico che gira intorno alla disabilità e solo persone con spirito innovativo e privo d’alcun interesse può mettere in pratica questa rivoluzione culturale dell’assistenzialismo alle persone con grave disabilità.

Adesso ci auspichiamo dai nostri politici che rispettano la promessa dataci  vale a dire che entro quest’anno sia approvata la nostra proposta di legge sulla V.I. in modo da estendere a tutti i gravi disabili Abruzzesi questo diritto, sancito da leggi e convenzioni, che questa regione a differenza delle altre continua ancora ad ignorare.  

SI RICORDA che sabato 29 Ottobre alle 0re 15,30 ci sarà a Teramo un convegno-incontro dove la Dott.ssa TRAVAGLINI sarà relatrice e parlerà di tutto ciò.

Vedi la Locandina e il Comunicato Stampa (formato Pdf)

 

Nicolino DI DOMENICA

Responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo

Vice Presidente AIAS sezione di Lanciano Onlus

e-mail: nicolino.didomenica@tiscali.it

    nicolino.didomenica@regione.abruzzo.it

 

 

12 Ottobre 2011

La Delibera regionale del Piemonte 2011

La nuova DGR 1-2646 pubblicata ai primi di ottobre nel Bollettino regionale, definisce gli stessi importi stanziati per la disabilità, in ugual misura di quelli dello scorso anno. Anche il capitolo di spesa relativo ai Progetti di Vita Indipendente è evidenziato e non cambia. In pratica i fondi che saranno relativi al 2012 non subiscono tagli, anzi, da come si legge in questa delibera, sembrerebbero addirittura aumentati per effetto della quota relativa all'Osservatorio regionale sulla disabilità, dirottata insieme appunto a questi fondi. In attesa di chiarificazioni ulteriori la nostra Associazione ha comunque inviato una lettera all'Assessorato Politiche Sociali chiedendo un confronto su queste tematiche, insieme alle altre Associazioni che hanno collaborato in questi anni. Lo stesso Tavolo sulla Vita Indipendente non si riunisce dal maggio 2009, urge quindi un incontro anche per mantenere solido il percorso ormai a regime ma sempre a rischio per la politica del "facile taglio".

Vai alla pagina delle delibere regionali

 

 

8 ottobre 2011

ENIL Italia saluta Gianni Pellis

Il ricordo di Gianni espresso in questo scritto di Rita Turissini, pubblicato sul sito di ENIL Italia, dove invitiamo i lettori che vogliono leggerlo. Una bella testimonianza di chi conosceva il pensiero di un uomo che resterà immortale per ciò che ha costruito sul diritto all'assistenza personale autodeterminata e autogestita.

di Rita Turissini

Così, all’improvviso, mentre preparava il convegno di Enil Italia, European Network on Independent Living, per la realizzazione del quale si stava decisamente dannando, se ne è andato. Il cuore non ha retto. Aveva fatto tanta fatica e aveva tirato avanti la vita con determinazione ma anche con i denti. La sclerosi multipla ha avuto la meglio. ..Vai all'articolo completo.

G. T.

 

 

5 ottobre 2011

Nuove prospettive dopo l'assemblea ENIL Italia

L'assemblea straordinaria di ENIL Italia si è svolta dal 30 settembre al 2 ottobre 2011, presso il Villaggio Ge-Tur a Lignano Sabbiadoro (Ud), ENIL Italia, network italiano che in questa occasione celebra i suoi vent’anni di vita, è nato infatti nel 1991 per sviluppare anche nel nostro Paese la Vita Indipendente delle persone con disabilità tramite il principio dell'assistenza autogestita in forma indiretta.

L’appuntamento era fissato per data e luogo ancor prima della dipartita di Gianni Pellis, cofondatore di ENIL Italia assieme a Raffaello Belli, e rappresentante legale in carica da molti anni, ed è un appuntamento che Gianni ha fortemente voluto per rilanciare l’attività con il necessario vigore e determinazione in questo difficile periodo di tentativi di smantellamento dei diritti economici e sociali faticosamente conquistati e oggi messi a rischio dalla cosiddetta crisi economica mondiale, o meglio da chi la usa come alibi per colpire le spese “improduttive” e quindi le persone appartenenti alle categorie "fragili", in particolar modo le persone con disabilità.

Il primo obiettivo che ENIL Italia si è data è la creazione di una rete tra le persone e i vari gruppi regionali di persone che credono nella scelta dell'assistenza personale autogestita, sulla base delle buone prassi dei percorsi costruiti in questi anni in alcune regioni.

L'ingrediente principale, propedeutico alla formazione della rete, è l'autodeterminazione delle stesse persone con disabilità per rafforzare le iniziative già avviate e per svilupparne di nuove e su questo occorre un impegno capillare reso difficile dalla carenza di mezzi di sostegno e finanziamenti sempre più nel mirino dei tagli.

In seguito occorre potenziare l'interlocuzione con gli organi legislativi e di governo, possibile solo se riusciamo ad essere una grande forza rappresentativa schierata con chi oggi ha questa capacità e prerogativa. La FISH è indubbiamente una di queste grosse realtà. Le necessità delle persone con disabilità sono tante e differenti. il nostro obiettivo è la Vita Indipendente e lo strumento principale per ottenerla è l'assistenza personale autogestita in forma indiretta. Pertanto operiamo affinché questa sia  una scelta possibile e concreta per tutte le persone con disabilità che la vogliono e che ENIL Italia a questo livello ha la vocazione di rappresentare.

Di pari importanza assume il cammino di collaborazione intrapreso con ENIL Europa, lo storico network europeo per l'Independent Living, organismo non governativo che raccoglie oltre 20 rappresentative di nazioni europee, suddivise in coordinamenti nord, centro e sud, appartenente all'EDF (European Disability Forum) ed anche al FRA (Agenzia dell'Unione Europea per i diritti fondamentali), che lotta per gli obbiettivi di ratificare in tutta Europa il diritto all'assistenza personale autogestita, eliminare l'istituzionalizzazione delle persone disabili, favorire l'inclusione sociale con la piena applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili.

 Da una parte le leggi, i Trattati internazionali, la Convenzione ONU, dovrebbero garantire quei diritti umani e soggettivi che sempre più sono sgretolati dalle necessità di parità di bilancio (ma tutte le spese dello Stato contribuiscono al passivo di bilancio, e ve ne sono certamente di inutili, se non dannose, che andrebbero eliminate per prime). Dall'altra il controllo mirato a cui è sottoposto l'individuo dall'indotto pseudo statale delle ASL, delle cooperative accreditate, degli enti sociali che, giocando al ribasso, trasformano la soddisfazione delle necessità in atto caritatevole da elargire oltre tutto in forma collegata a parametri reddituali appositamente confezionati.

La risultante costrizione scatena inevitabilmente la guerra fra poveri, ciascuno proteso a difendere la briciola o la nicchia che ha e che spera di mantenere. Proprio verso questo aspetto serve un aumento enorme di consapevolezza, anche perché come qualcuno ha detto: “E’ molto difficile liberare schiavi che credono di essere liberi”. Il cosiddetto progetto del federalismo per il momento ha prodotto ancor più disparità di trattamenti e le buone prassi acquisite in diverse regioni non trovano spazio e ascolto in altre. Sulle poche Regioni “virtuose” che a stento hanno creato le basi per un sistema fondato sulla diversificazione del finanziamento delle prestazioni, incombe lo spettro dell’azzeramento delle risorse da parte dello Stato centrale. Il fondo per le politiche sociali ed il fondo per la non autosufficienza saranno azzerati e come scrisse già ad inizio settembre il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani: “non solo non si può più parlare di Patto della salute ma ci troviamo di fronte a un taglio 2013-2014 di oltre 7 miliardi di euro, ciò renderà le Regioni simili a ‘grandi Asl a rischio default’. Non è possibile fare finta di niente, siamo molto preoccupati di questa confusione".

I fondi sociali scompaiono e in compenso si spende denaro per smascherare l'inesistente "problema" dei falsi invalidi. Tanto denaro speso che però il Governo si guarda bene dal rendicontare, anzi trasforma in campagna mediatica. Vogliamo ricordare una volta ancora che un esponente della maggioranza indicò in 12 miliardi di euro la spesa italiana delle pensioni di invalidità percepite abusivamente? Nessuna categoria al pari dei veri disabili è così ben conosciuta e monitorata continuamente dagli enti dello Stato. Con altri soggetti, basti l’esempio degli evasori fiscali, sembra che l’azione di risanamento sia molto più cauta.

Gli interventi di Pietro Barbieri Presidente FISH e quello di Carlo Giacobini responsabile Handylex hanno contribuito a chiarire la necessità e il vantaggio di unire le forze per combattere lo smantellamento dello stato sociale e le minacce più pericolose e meno conosciute della “riforma del welfare”. Anche l'ultimo qualificato intervento di Raffaello Belli, traccia importanti elementi di riflessione e linee di indirizzo mirate alla futura crescita, non facile, della condizione delle persone con disabilità.

All’orizzonte si intravede un panorama cupo: il degrado socio economico del nostro Paese e un Governo che si dimostra ben lontano dal voler attuare la Costituzione, su cui ha giurato, e che, al contrario, sembra intenzionato a far piazza pulita sommariamente degli ultimi baluardi del diritto. Il 2012 sarà ancora più negativo: in Piemonte ad esempio, la diminuzione della quota  dovuta agli Enti locali per il 2011 è stata di circa 12 milioni di euro; sarà di oltre 40 milioni nel 2012.

Sintetizzando, possiamo dire che occorre più che mai una mobilitazione su molti fronti e che c'è bisogno di grande consapevolezza dell'essere cittadini oltre che persone con disabilità. In questo Paese dove è più facile restare bambini a lungo, e passare all'età anziana saltando la fase adulta, crearci un possibile futuro è la nostra responsabilità.

L'assemblea votante al termine dei lavori ha definito, in ordine di preferenze, la nuova Segreteria Operativa di ENIL Italia composta da:

Germano Tosi, John Fischetti, Claudio Roberti, Ida Sala e Stefano Baldini.

Nella successiva prima riunione della Segreteria Operativa sono state assegnate le cariche:

Germano Tosi, rappresentante legale e con ruolo di presidente

Claudio Roberti con ruolo di vicepresidente

John Fischetti, tesoriere

Ida Sala e Stefano Baldini consiglieri.

Con l'occasione si ringraziano le persone intervenute dalle varie Regioni, gli ospiti relatori: Raffaello Belli, Pietro Barbieri, Carlo Giacobini, Avv. Aldo German. Un grande abbraccio a Lory, mamma di Roby Margutti e a Teresa, assistente di Gianni Pellis. I nostri angeli custodi.

G. Tosi

 

 

21 settembre 2011

Perché sono andato a Strasburgo (seguito dell'articolo di presentazione qui sotto)

Parafrasando una vecchia poesia inizio con:-"eran 300, eran giovani e forti (più o meno), ma non son morti".- Questa è la stima delle persone disabili ed accompagnatori giunti a Strasburgo per il Freedom Drive, la marcia per la libertà appuntamento biennale mirato appunto a “liberare” il diritto all’assistenza personale, in tutti i paesi aderenti all’UE. Un grande sforzo organizzativo ed economico sostenuto da ENIL, il Network europeo per la Vita indipendente, nato oltre 20 anni or sono, per un programma di 4 giorni che si è concluso quest’anno con il meeting nel Parlamento Europeo, in plenaria e con la traduzione simultanea per la prima volta, incontrando l’on. Adam Kosa, Presidente dell’Intergruppo Disabilità che lavora nell’European Disability Forum o EDF. Ma per tutte le persone disabili intervenute, con carrozzine e stampelle, non è stata solo una passeggiata. Lo sappiamo bene anche noi arrivati dall’Italia. Per essere accreditati e ricevuti al Parlamento la sveglia è alle 6:00 per l’appuntamento puntuale alle 9:00 davanti all’entrata dove sventolano quelle tante bandiere. Serve quindi grande determinazione e tanta disponibilità, anche dei propri assistenti, per affrontare lunghi viaggi, levatacce, pranzi a base di un panino di corsa, oltre all’impegno economico. Eppure quella “piccola” rappresentanza eterogenea, simbolo dell’unico grande popolo dei disabili europeo, giunge a manifestare pacificamente e col sorriso in fronte, con tanti cartelli colorati in tante lingue diverse, bandierine della propria nazione, le magliette blu stampate da ULOBA (la cooperativa norvegese di assistenza personale nata nel 1991) con la carrozzina al posto del logo di Superman. Una rappresentanza colorata di persone accomunate da una ferrea volontà e determinazione nella richiesta dell’assistenza personale come diritto di scelta per la propria vita indipendente. Enil ha condensato in un documento queste 9 domande che ogni delegazione ha consegnato durante l’incontro con i rispettivi onorevoli europarlamentari nazionali. Sempre tramite ENIL, durante il meeting plenario del 15 settembre, è stata presentata al Presidente dell’Intergruppo Disabilità una proposta di Risoluzione riguardante i tagli della spesa pubblica e di conseguenza alle prestazioni sociali che, nelle varie manovre di bilancio delle nazioni europee, sta seriamente compromettendo la vita delle persone disabili. Ovviamente il documento contiene non solo richiami ai tagli: si richiamano i principi di pari opportunità e non discriminazione, articoli della Carta dei diritti fondamentali, l’art. 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, le linee guida di equità di trattamento nel pubblico impiego e occupazione lavorativa delle persone disabili, ecc. Un atto articolato che ha un seguito con le note aggiuntive, visionabili anche in inglese sul sito ENIL. Molto esplicito, tra i vari interventi in plenaria (vedasi qui sotto la sintesi di Simonetta Merlo del Coordinamento Lombardo Vita Indipendente), di Freyia, una ragazza con forte autonomia ridotta islandese (vive su un lettino) che ha spiegato di come abbia potuto vivere finora, grazie al finanziamento delle sue assistenti ora a rischio di taglio, integrandosi nella società, anche lavorando.  Ma facciamo un passo indietro e iniziamo dall’incontro con gli onorevoli europarlamentari italiani del martedì 13 pomeriggio. Grazie all’efficace lavoro dell’on. Niccolò Rinaldi e del suo staff, la nostra delegazione ha avuto modo di incontrare numerosi membri europarlamentari a cui illustrare che cosa è l’assistenza personale autogestita, quale scelta possibile per una vita indipendente delle persone disabili, la situazione italiana fortemente a rischio con l’effetto dei prossimi ridimensionamenti dei servizi del welfare locale, la necessità contingente di adottare contromisure e interventi di salvaguardia mirati soprattutto alla popolazione disabile, inerme di fronte agli effetti deleteri della manovra appena varata dal Governo. Erano presenti l’On. Erminia Mazzoni - Partito popolare europeo, presidente della Commissione petizioni, On. Gianni Pittella - Alleanza Progressisti Democratici e Socialisti (S&D), On. Andrea Zanoni, Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, On. Niccolò Rinaldi, Gruppo Alleanza dei Democratici e Liberali  VicePresidente del gruppo ALDE, On. Tiziano Motti del Gruppo del Partito popolare europeo, On. Marco Scurria – Partito popolare europeo - On. Patrizia Toia del Gruppo Alleanza dei Democratici e Liberali  e l’On. David Sassoli del Gruppo Alleanza Progressisti Democratici e Socialisti (S&D). Durante l’incontro abbiamo presentato un documento congiunto, per certi tratti molto critico, che esprime le preoccupazioni dell’evidente effetto della scure che incombe su di noi. Ci attendiamo una seria comprensione delle istanze indicate ed una collaborazione da parte dei più attenti interlocutori che si facciano portatori dello status di declino del sistema welfare e di quel federalismo che dovrebbe essere solidale ma che rischia di nascere già defunto, con le persone disabili costrette alla stessa sorte. Ben coscienti di non avere una bacchetta magica, tantomeno superpoteri, non ci resta che impegnarsi nello spiegare che l’assistenza personale è una pratica che genera risparmio, occupazione, inclusione. Una buona prassi da consolidare in tutta Europa, non solo sulla carta. Sinteticamente, le proposte scaturite dall'incontro sono quelle di raccogliere notizie sui costi alti dell'assistenza italiana fornita dalle cooperative e dalla permanenza in istituti, paragonandole a quelle dell'assistenza autogestita in forma indiretta. La realtà è quella però che in Italia i contributi erogati per questo tipo di assistenza indiretta sono molto al di sotto delle necessità soggettive e degli importi previsti nei paesi del nord-Europa. Inoltre si è prospettata la figura di un Commissario europeo di controllo. Mi chiedo però a Bruxelles cosa debba fare l'esistente Commissione Just. Ultimo accenno molto importante, sulla non discriminazione e il diritto di cittadinanza, di fatto negato per le persone disabili con un finanziamento mirato all'assistenza personale, che vogliano spostarsi in altre Regioni in Italia ma anche nei paesi europei.

Nel pomeriggio del mercoledì 14, dopo il Freedom Drive, ossia la marcia svoltasi da  Piazza della Repubblica al Parlamento Europeo e conseguente incontro con il Presidente Adam Kosa, si è svolta l’assemblea generale di ENIL Europa. Sono stati presentati gli obiettivi strategici del Network, tra i più importanti voglio ricordare il rafforzamento del supporto alle organizzazioni membri, sia come attività di lobby per future class action, sia come supporto alle attività di sviluppo e conoscenza dell’assistenza personale nelle varie nazioni. La Conferenza di Roma è un esempio di quanto appena affermato. A seguire vi è stata la votazione per l’elezione di un membro per il consiglio direttivo, causa un posto vacante lasciato dalla serba Gordana Rajkov, dimessasi per motivi di età, dopo lunga militanza. Ricordo che il sottoscritto facente parte della Nomination Committee, commissione delegata per cercare e vagliare nuove candidature che vogliono presentarsi per la nuova board, che resta in carica 3 anni (le prossime votazioni avranno luogo nel 2012). Milica Ruzicic-Novkovic, classe 1978, serba, è subentrata a Gordana con 11 voti di preferenza. Non essendoci stati altri candidati avevo proposto la mia, per la cronaca ho ricevuto 6 voti, evidente segno positivo del lavoro svolto dai partecipanti italiani in questi ultimi 2 anni di “risveglio”. Ricordo inoltre che le delegazioni serba e slovena erano le più numerose come partecipanti al F.D..

Nel pomeriggio del giovedì 15, dopo il meeting plenario al Parlamento, l’ultimo appuntamento con i rappresentanti di ENIL e le varie delegazioni per fare il punto della situazione e pianificare interventi contro i tagli alle risorse nei paesi europei. Il nostro contributo è stato quello di indirizzare ENIL verso possibili supporti a ricorsi giuridici tramite legali specializzati, puntando sul fatto che la mancanza di assistenza personale equivale a ledere il principio della non discriminazione, impedendo alle persone disabili di esercitare le libertà fondamentali. Forse, su queste basi, sarà possibile impegnare i rappresentanti europarlamentari per una mirata azione di svolta verso il diritto all’assistenza personale.

Vedi il documento proposta di Risoluzione in italiano

vedi la proposta di Risoluzione e le note aggiuntive, in inglese (Pdf)

Ulteriori report sulla manifestazione sono visibili nel sito  www.enil.eu, sulla pagina Facebook di ENIL e sui siti di http://www.superando.it/content/view/7913/112/ e ancora www.vitaindipendente.net

La delegazione italiana era composta da:

Germano Tosi, ENIL Italia e Associazione Consequor

Silvia Cutrera, Agenzia Vita Indipendente di Roma

Stefania Valesi e Simonetta Merlo, Coordinamento Lombardo Vita Indipendente

G.T.

 

 

Le domande dei partecipanti al Freedom Drive proposte da ENIL:

  1. la vita indipendente delle persone con disabilità deve essere rilevante in tutte le politiche europee
  2. i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità devono essere applicati nelle leggi e nelle iniziative politiche
  3. includere le persone con disabilità nella società abbandonando soluzioni speciali segreganti
  4. de-istituzionalizzazione e chiusura entro il 2020 di tutti gli istituti. Utilizzo dei fondi strutturali per altre forme di assistenza con divieto di utilizzo per sostenere gli istituti
  5. l’assistenza personale è un diritto umano
  6. libertà di movimento e mantenimento del diritto all’assistenza personale anche in altri luoghi, fuori la propria residenza
  7. destinare il 5% dei fondi europei alla realizzazione di programmi per la vita indipendente nei paesi in via di sviluppo
  8. piena ratificazione e implementazione della Convenzione ONU e del Protocollo opzionale
  9. coinvolgimento delle organizzazioni delle persone con disabilità in tutti gli ambiti decisionali delle politiche sulla disabilità. Nulla su di noi senza di noi

 Sintesi del Meeting plenario di Simonetta Merlo.

Intergruppo europeo per la disabilità il 15.09:  Sala PPE Presiede Adam Kosa parlamentare europeo ungherese disabile (sordomuto) e presidente Intergruppo disabilità dell'EDF.

500 milioni di cittadini europei x 27 nazioni con 80m di disabili

-       Intervento Freyja – Islanda – situazione di disabilità terribile, ha raccontato la sua esperienza per costruirsi un vita accettabile e come questo sia stato possibile nel suo paese in seguito a lotte per l’ introduzione di una legislazione adeguata

-       Germania – una portavoce dei problemi che ancora sussistono per i disabili mentali anche in un paese come la Germania

-       Germania – altro intervento per sottolineare la preoccupazione dei passi indietro che sembrano aver luogo anche in Svezia e Olanda – elenco di problemi vari in Germania

-       GB – intervento di un inglese – lunghe lotte per restare allo stesso punto: si privilegiano ancora i finanziamenti alle “istituzioni”

-       Svezia – intervento per denunciare le prime revoche di assistenza in Svezia – valutare i costi per la società se non vengono fornite le assistenze

-       Germania – chi controlla che l’ utilizzo dei fondi europei sia conforme alle direttive ad essi relativi? – in Romania con questi fondi si costruiscono case ancora con barriere architettoniche

-       Francia – denuncia di organizzazioni che vivono sulle spalle dei disabili facendone un loro business – qual è il costo di queste istituzioni, il loro rapporto costi/benefici?

-       Slovenia – intervento di eurodeputato – chi sta pagando il prezzo per lo sperpero di denaro dei ns paesi? – ora il risultato è la congiuntura economica – no ai tagli lineari in campi già troppo sotto sovvenzionati – assistenti personali cercasi, una proposta di soluzione per la disoccupazione – essenziale intervenire sui parlamenti nazionali

-       Norvegia – Convenz. ONU ed EU sui diritti umani -  come EU ha intenzione di garantire questi diritti se non interviene direttamente sui paesi membri con disposizioni e controlli? – il cittadino dovrà sempre e solo ricorrere alla Corte EU dei Diritti a livello personale?

-       Spagna – valore simbolico dei tagli – si colpiscono i più deboli – paragone con apartheid

-       Spagna – ripetizione sui diritti

-       Slovenia – hanno una legge su assistenza personale che non viene rispettata – testimonianza personale – vogliamo che il Parlamento ci senta !

-       Ungheria – commenti di eurodeputato ungherese – niente di nuovo

-       GB – eurodeputato inglese commenta l’ attività dei parlamentari in merito – fanno il possibile considerato le difficoltà burocratiche e di coordinamento di tutti – continueranno

-       Germania – eurodeputato dice che ha imparato dalla riunione

-       GB – eurodeputato sollecita a non perdersi d’animo e continuare a insistere per i propri diritti

-       Slovenia – eurodeputato orgogliosa dei suoi connazionali

-       Irlanda – eurodeputato – gli eurodeputati irlandesi faranno pressione sui deputati nazionali – portabilità dei diritti di assistenza

-       Spagna – disabili come parte del sistema non qualcosa di avulso da sopportare – verranno raccolte tutte le ns istanze

-       Adam Kosa – segnale di fiducia nel lavoro dell’ Intergruppo MEP – terranno conto del risultato dell’ incontro

-       Cecilia Wikstrom – chiusura con discorsetto di circostanza

 

 

12 settembre 2011

Appuntamento a Strasburgo per il 5° FREEDOM DRIVE

La città alsaziana ospita per la quinta volta persone disabili provenienti da tutta l'Europa, che pacificamente riuniti, manifestano il desiderio di inclusione nella collettività tramite l'assistenza personale autogestita Diritto sancito sulla carta ma soffocato dalla "parità di bilancio" e decapitato dalla "scure del taglio" alle risorse, ai servizi, all'assistenza. Delegazioni incontreranno i rappresentanti del Parlamento Europeo in più appuntamenti, per evidenziare un pericoloso arretramento nelle condizioni delle persone disabili, l'impossibilità di esercitare le libertà fondamentali, il diritto al lavoro, la de-istituzionalizzazione, ecc. ENIL Europa, Associazione non governativa membro dell'EDF (European Disability Forum) è organizzatrice dell'evento. Dall'Italia partecipano Germano Tosi, rappresentante di Consequor ed ENIL Italia, Silvia Cutrera, AVI Roma e Stefania Valesi e Simonetta Merlo del Coordinamento Lombardo per la vita indipendente. L'europarlamentare dott. Niccolò Rinaldi continua con il suo importante sostegno rivolto alle problematiche della disabilità e dopo l'appuntamento di Bruxelles in giugno (vedere qui), ci ha messo a disposizione una sala del Parlamento dove martedì 13 nel pomeriggio,  incontreremo alcuni capigruppo delle diverse aree politiche, ai quali presenteremo un documento comune sulla difficile situazione italiana e cercando di impostare futuri interventi per sviluppare a tutti i livelli la possibilità di scelta dell'assistenza personale autogestita in forma indiretta, secondo i principi contenuti anche nell'art. 19 della Convenzione ONU, ratificata dall'Italia e dall'Unione Europea. Il documento tradotto in inglese sarà presentato anche nel secondo meeting del giorno 15 (vedere Agenda).

Vedi Agenda del Freedom Drive

Vedi il documento comune

 

 

5 settembre 2011

Errani: "lo Stato dica ai cittadini cosa succederà"

(da regioni.it) “Il giudizio che diamo all'incontro con il Governo è fortemente negativo, non abbiamo avuto alcuna risposta''. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo un incontro tra Regioni, Anci, Upi e il Governo sulla manovra.  “Con questa manovra il federalismo fiscale e' morto”, non solo, paradossalmente, “siamo ben lontani dai livelli di autonomia che c'erano prima”. “Chiediamo che il governo dica  chiaramente ai cittadini cosa si taglia: non accettiamo di essere noi  i responsabili di tagli così gravi che ci saranno ai servizi ai  cittadini”. Per fare un esempio il trasporto pubblico locale subisce un taglio  “del 75%”, ha precisato Errani. Più in generale “Sommando le ultime tre manovre il  peso è drammaticamente sproporzionato e tutto a carico regioni e autonomie - ha ribadito - lo Stato centrale su una spesa nettizzata,  come e' giusto, dalla spesa per interessi e da quella previdenziale,  pesa per il 60,5% e proporzionalmente ha un taglio del 24,34%. Le  Regioni a statuto ordinario e speciale, compresa la sanità, pesano per il 25,7% nel comparto di spesa pubblica e subiscono un taglio,  sommando delle tre manovre, per il 57,4%". “Siamo di fronte a un taglio reale sul sistema territoriale per cui non siamo ormai in grado di garantire i servizi. Abbiamo proposto al governo di fare un'analisi in tempo reale sulle conseguenze per i cittadini: tagliando i servizi si mettono le mani in  tasca ai cittadini, a partire dagli strati più deboli”. Anche sul  fronte dell'assistenza agli anziani, ai disabili, secondo Errani, ci  si troverà di fronte a una riduzione di oltre il 70% dei servizi. Le Regioni, a causa dei tagli, non  saranno in grado di garantire il trasporto pubblico locale, per questo “porteremo al governo i contratti sul TPL e gli chiederemo di rispondere a questi contratti”, ha detto ancora Vasco Errani. Inoltre, ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni, “non solo non si può più parlare di Patto della salute ma ci troviamo di fronte a un taglio 2013-2014  di oltre 7 mld di euro, ciò renderà le Regioni simili a ‘grandi Asl a rischio default’. Non è possibile fare finta di niente, siamo molto  preoccupati di questa confusione". “Abbiamo fatto due proposte: aprire un confronto rapidissimo e  stabilire quali sono i costi degli enti - ha detto - noi siamo pronti  a fare la nostra parte e a riformare la governance ma basta a norme  vessatorie tali che ai piccoli Comuni si dice pure a che ora si devono riunire le giunte". In ogni caso, ha concluso Errani, è bene precisare che “non esiste più la possibilità di giocare su tavoli separati: il sistema e' integrato e quando si taglia alle Regioni i tagli ricadono anche su Province e Comuni. Questa e'  una scelta politica molto importante, toglie di mezzo una strategia  tesa a costruire una guerra tra enti territoriali”.

 

 

29 agosto 2011

Assemblea ENIL Italia   

Rispettando il desiderio di Gianni Pellis, e la nostra volontà è indetta per il 30 settembre p.v. a Lignano Sabbiadoro (Ud) presso il Residence Le Vele, l'Assemblea ENIL Italia. 

Il c.d. di Consequor programmerà a breve anche l'Assemblea nostra per continuare il lungo lavoro intrapreso insieme al Presidente da poco mancato.

QUI la convocazione ed il programma in formato Pdf

 

 

17 agosto 2011

Sì, purtroppo. Gianni ci ha lasciato oggi. Ci lascia una grande forza. Nei prossimi giorni ulteriori notizie.

Le esequie

Sabato 20 agosto mattina Gianni arriverà dalla camera mortuaria  dell’Ospedale di Aosta (era lì in breve vacanza) ed alle 10,45 sotto casa sua ci sarà una breve benedizione. Niente messa. Poi andrà direttamente al Cimitero di Torino per la cremazione. Queste le sue volontà. Niente fiori, chi vuole può fare donazione oppure iscriversi all’Associazione.

A questa pagina è consultabile il conto postale dell'Associazione

Ringraziamo le tante, tante testimonianze di affetto e vicinanza che sono arrivate. Un grande grazie a Mariangela Cotto, ex Assessore regionale alle politiche sociali del Piemonte, ai funzionari regionali, al consorzio CISAP di Collegno e Grugliasco ed all'On. Livia Turco, insieme alle tante persone e ai soci che in questi anni ci hanno sostenuto e che ci sosterranno in futuro per la causa dell'assistenza personale autogestita come scelta possibile per la Vita Indipendente delle persone disabili.

Germano Tosi, a nome del Consiglio Direttivo

 

14 agosto 2011

Un modo alternativo di passare Ferragosto

Riportiamo una iniziativa degna di segnalazione.

 

Anche quest’anno aderirò al Ferragosto in Carcere, un’iniziativa che da tempo vede impegnati parlamentari nazionali ed europei all’interno delle carceri italiane, recandomi in visita presso la Casa circondariale di Viterbo e la Casa di reclusione di San Gimignano. Si tratta, infatti, di un’occasione che consente, attraverso un sindacato ispettivo, di approfondire e conoscere in maniera tangibile le strutture detentive presenti sul nostro territorio. È un’iniziativa, quindi, che concretizza uno degli aspetti più nobili dell’operare politico, ovvero la stretta vigilanza a tutela dei diritti dell’individuo.

La sua connotazione è ovviamente anche simbolica,  laddove siamo richiamati ad esprimere solidarietà, vicinanza e presenza fisica in un momento di disimpegno come quello delle vacanze estive e del 15 agosto.

 

Visitare le carceri diviene un modo per riaffermare il valore dell’esperienza umana, quella che nasce nel momento in cui la politica abbandona una dimensione del reale spesso distorta per scendere in campo, e sul campo poter misurare, capire, riflettere e raccogliere quegli input fatti di bisogni ed esigenze a cui dobbiamo dar risposta.

Purtroppo la realtà delle carceri nostrane è violentemente drammatica e dolorosamente isolata, una realtà che arriva a noi solo attraverso asettici report che collezionano sequele di numeri; sono cifre che disorientano nel momento in cui fanno dimenticare l’essenziale, ovvero che dietro di esse c’è comunque un volto, una storia, un essere umano.

Ferragosto in Carcere nasce per restituire dignità attraverso un percorso di incontro umano che si compie in un giorno ma che non deve esaurirsi in esso. La battaglia per la difesa dei diritti di tutti non deve essere mera passerella politica ma impegno profuso ed attenzione continua.

 

Cordialmente,

 

Niccolò Rinaldi
Deputato al Parlamento europeo
Vice Presidente del Gruppo ADLE - Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa
Capo delegazione dell'Italia dei Valori www.niccolorinaldi.it

 

 

9 agosto 2011

Napoli: niente stadio per i "disabili comuni"?

In occasione della partita amichevole NAPOLI - PEÑAROL dello scorso 4 luglio, un buon numero di tifosi disabili (anche stranieri) non ha potuto assistere all'evento semplicemente perchè i biglietti disponibili per i portatori d'handicap erano già stati acquistati, TUTTI, dalla Società calcistica e messi a disposizione soltanto per alcuni. In attesa di una plausibile spiegazione della Società calcistica ecco il racconto di Claudio Roberti, uno di quei tifosi "delusi". Di certo un brutto episodio che rappresenta una violazione discriminatoria afferente alla legge 67\2006 e che ha favorito una strana norma di "dipendenza". E poi: che succederà alle prossime partite di rilevanza internazionale?

Vai alla lettera di Claudio Roberti (versione Pdf)

 

 

7 luglio 2011

La "manovra" del Governo: una pietra tombale ai diritti dei cittadini disabili

Una situazione paradossale, ai limiti della decenza e del grottesco. L'evidenza è più che certa: non è possibile pretendere ancora soldi dove già si è raschiato il barile. Riportiamo per intero le parole di Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni. Inutili altri commenti. Non resta altro che ulteriori manifestazioni?

Manovra: Errani, ora è conflitto istituzionale

(regioni.it) “Oggi (7 luglio,) la Conferenza Unificata ha registrato un conflitto istituzionale gravissimo che si è aperto a seguito delle scelte unilaterali del Governo a con il varo della manovra. Un conflitto istituzionale così grave che può essere recuperato solo con un intervento del Presidente del Consiglio, a cui chiediamo urgentemente un incontro, e attraverso una disponibilità concreta e sostanziale a cambiare questa manovra”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani al termine della Conferenza Unificata. Ci troviamo di fronte, ha spiegato Errani, ad una “manovra fatta senza rispettare una Legge fondamentale che è quella sul federalismo” e che “pesa in modo sproporzionato sulle Regioni, solo per le Regioni parliamo complessivamente del 49 per cento dopo che la manovra precedente aveva insistito su Regioni ed enti locali per l’80 per cento”. A questo punto “è chiaro – ha detto Errani - che non c’è alcuna possibilità che si possano gestire così servizi fondamentali per i cittadini. Qui siamo alla chiusura di un ciclo storico relativo alle esperienze di governo nel territorio delle autonomie e delle Regioni.
A tutto ciò va aggiunto che “in questo modo - ha proseguito il Presidente della Conferenza delle Regioni - il federalismo fiscale non esiste più”. Le Regioni vogliono la leale collaborazione istituzionale, ma non possono guardare passivamente a questa situazione. Oggi le Regioni hanno posto e illustrato al ministro Fitto alcune domande precise alle quali chiediamo che il Presidente del Consiglio risponda. Il Governo deve spiegarci - perché i cittadini italiani hanno il diritto di sapere - le conseguenze effettive per le politiche industriali con risorse che non ci sono più per il credito alle imprese, gli artigiani e le piccole e medie imprese, con risorse che non ci sono più per garantire i livelli essenziali di assistenza in sanità: un quadro che porterà le regioni necessariamente a entrare in piani di rientro e quindi a far scattare automaticamente le tasse ovunque. Così come deve rispondere sulle forti criticità relative all’assistenza o al trasporto pubblico locale. Il governo deve dare queste informazioni ai cittadini non con slogan, o con parole d’ordine, o con ragionamenti astratti. L’esecutivo deve dire a noi e ai cittadini italiani che cosa succederà in relazione a questi servizi e a questi investimenti nel Paese perché deve assumersi la responsabilità di ciò che ha deciso di fare.
Credo che non sia possibile andare avanti così. E’ prima di tutto indispensabile costruire una scelta nuova, nella impostazione stessa di questa manovra: prima di tutto la crescita, questo è il primo problema del Paese. Lavoro, occupazione, giovani, donne, queste sono le priorità. Se non cresce questo Paese non ce la farà mai rincorrendo i tagli, così la stessa coesione sociale del Paese non è sostenibile. E su questi temi - ha concluso Errani -che il governo deve fare chiarezza.

 

 

 

19 giugno 2011

L'incontro di Bruxelles (vedi qui sotto la presentazione)

Tre giorni di viaggio e oltre 2200 chilometri percorsi, per poter partecipare ad un importante incontro-dibattito a Bruxelles, al Parlamento Europeo il 15 giugno, con lo scopo di continuare a parlare di disabilità e spingere avanti i necessari diritti delle persone con disabilità espressi dalla Convenzione ONU e dalla Strategia Europea sulla Disabilità 2010-2020. Con un grande gioco di squadra. L’on. Niccolò Rinaldi (gruppo ALDE e capodelegazione IdV) organizzatore e promotore dell’evento, ha il merito d’aver saputo unire rappresentanti italiani di Associazioni di diverse disabilità che hanno pari diritti, a confronto con funzionari europei, giovani, in grado di raccogliere le istanze scaturite appunto dal dibattito.

I partecipanti.

Gli europarlamentari on. Giommaria Uggias (gruppo ALDE e IdV), l’on. Niccolò Rinaldi, la dott.ssa Simona Giarratano rappresentante EDF (European Disability Forum) ed il dott. Silvio Grieco della Direzione Generale Giustizia (Europea).

Carlo Rossetti presidente onorario A.I.S.A. Lazio (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche), Caterina Campanelli presidente A.I.M. Rare (Associazione Italiana Miopatie rare) e Sterpeta Fiore, autrice del libro “I colori delle emozioni”, Mario Dany De Luca responsabile nazionale disabilita dell’IdV, Carla Patrizi, presidente della Consulta per i problemi dei cittadini disabili del comune di Roma, Silvia Cutrera presidente AVI Roma (Agenzia per la Vita Indipendente), Germano Tosi vice-presidente Associazione Consequor e membro segreteria operativa ENIL Italia (European Network on Independent Living). A turno sono stati esposti dai vari rappresentanti contributi sull’importanza di portare avanti in Europa la battaglia dei diritti sociali: una questione giuridica e di diritti umani e soggettivi. La scure degli interventi indiscriminati sulle politiche sociali nell’ambito dei vari paesi europei, minaccia un processo irreversibile di arretramento, espressamente mirato sulle fasce deboli. Una fascia che rappresenta però 80 milioni di persone in Europa, titolari di diritti solo “sulla carta” e molto spesso disattesi. Dalle malattie rare non riconosciute, all’assistenza personale in forma indiretta, per finire agli apparecchi per la respirazione assistita con prese non standard nei vari paesi. Proprio per questi motivi ritengo fondamentale la presenza al dibattito dei funzionari dell’EDF e della Commissione Giustizia. Una delle domande che ho infatti rivolto a loro è stata l’importanza per le Associazioni che rappresentano le persone con disabilità, del diritto di potersi rivolgere a specifici reparti europei in caso di mancate risposte da parte degli interlocutori istituzionali dei propri Comuni o Regioni. L’on. Rinaldi ha inoltre direttamente domandato quali sono le vie per richiedere ed ottenere finanziamenti europei finalizzati ad attività di sviluppo delle politiche sulla disabilità. L’accesso a questi Fondi è possibile solo per Associazioni che sono riconosciute a livello europeo. Per ciò che riguarda l’assistenza personale finalizzata alla Vita Indipendente, diritto trasversale a tutta la disabilità, i funzionari europei ben conoscono il lavoro di ENIL Europa, membro ufficiale dell’EDF, per ciò che riguarda il comparto delle associazioni non governative o NGO. Anche Silvia Cutrera dell’Agenzia Vita Indipendente di Roma ha espresso l’importanza di finanziare anche in Italia le Agenzie di Vita Indipendente, gestite dalle stesse persone disabili, per l’empowerment e la diffusione della scelta dell’assistenza personale in forma indiretta e, al contrario, smettere di finanziare le costruzioni di nuovi istituti di cura. Sono stati presentati documenti (vedi sotto nel precedente articolo) ed abbiamo fatto poi richiesta di avere a disposizione una sala per l’occasione del Freedom Drive previsto a settembre 2011, come da accordi intrapresi con Peter Lambreght, membro del c.d. di ENIL Eu incontrato fuori dal Parlamento. Ricordiamo che il dibattito è stato in lingua italiana per la presenza dei partecipanti tutti italiani. A chiusura dell’incontro l’on. Rinaldi ha ribadito “la necessità di intervenire per tempo sulla prossima direttiva europea antidiscriminazione. Invitiamo la Commissione Europea - continua Rinaldi - a lavorare rapidamente per una prima normativa contro le barriere architettoniche e tecnologiche nella forma di un regolamento, in modo che ci sia un'applicazione diretta sugli Stati Membri". Come l'Ue ha imposto di uniformare i caricatori dei telefoni cellulari –ha concluso l'eurodeputato - chiediamo di prevedere una norma simile per le prese degli apparecchi di respirazione assistita che impediscono l'uso di un unico apparecchio in tutta Europa".

L’Associazione Consequor ed ENIL Italia ed il sottoscritto in modo particolare, ringraziano l’on. Rinaldi e tutto il suo staff (in primis Daniele D’Onofrio) per la grande disponibilità e l’impiego di risorse che ha permesso la mia partecipazione all’incontro. Con l’augurio di aver davvero compiuto un altro piccolo passo verso il target del riconoscimento dei diritti umani e soggettivi delle persone con disabilità, ci diamo appuntamento al Freedom Drive di settembre a Strasburgo.

Germano Tosi

vedi anche l'articolo dell'on. Niccolò Rinaldi   QUI

 

10 giugno 2011

Spingere l'Assistenza Personale a Bruxelles

Sarà questo lo scopo che ci porterà al Parlamento Europeo di Bruxelles, il giorno 15 giugno prossimo Sala A5G-1, ad un dibattito sulla disabilità, organizzato dallo staff di Niccolò Rinaldi, Membro Europarlamentare del Gruppo ALDE (Alleanza dei Democratici e Liberali), area politica IDV, che già era presente alla Conferenza di Roma. Grazie anche alla sua disponibilità il nostro compito, come ci eravamo prefissi è quello di proseguire nello sviluppo della conoscenza della Personal Assistance in forma indiretta, non solo in Italia ma soprattutto in Europa, per raggiungere questo diritto soggettivo e umano, secondo gli articoli della Convenzione ONU.

Tra i partecipanti Carlo Rossetti dell'A.I.S.A. (Associazione Italiana Sindromi Atassiche), Mario De Luca responsabile disabilità IDV, gli On. Rinaldi e Uggias, Silvia Cutrera Agenzia Vita Indipendente di Roma, Germano Tosi Consequor, ENIL Italia, Peter Lambreght Consigliere ENIL Eu e funzionari dell'EDF, European Disability Forum.

L'associazione Consequor ed ENIL Italia ringraziano il dott. Rinaldi e il suo staff per l'organizzazione ed il sostegno economico dell'iniziativa.

Leggi il Programma (Pdf)

Leggi i Documenti che saranno presentati (vers. Pdf): lettera Consequor, lettera ENIL It,

versioni in inglese: Consequor, ENIL It

G.T.

 

 

3 giugno 2011

La Diversità è di Moda

Appuntamento al Teatro Tadini di Botticino (Bs), l'11 giugno alle ore15,30 con Cinzia Rossetti (Associazione di promozione sociale Cinzia per Botticino) che si propone come laboratorio di trasformazione culturale, evidenziando le risorse ed il valore della persona disabile come soggetto attivo nella società. Durante l'incontro verrà riproposta la puntata "Visabili" trasmessa da RAI3 (vedi qui).

Leggi il programma (in Pdf)

 

 

1 giugno 2011

Tania Bocchino vince il premio "Luca Pron"

E' il Premio del Concorso fotografico annuale dedicato allo scomparso fotografo torinese. L'edizione del 2011, la seconda, è intitolata: "la Vita è cinema" ed è stata vinta dalla nostra socia Tania. Il suo commento."Non soltanto finalista - che già era una grande soddisfazione - ma addirittura vincitrice del Premio Luca Pron! Una splendida serata nell'Aula del Tempio, al Museo del Cinema. Se qualcuno, tempo fa, mi avesse detto che ieri avrei ricevuto un premio così prestigioso non ci avrei creduto...tanto ho sofferto per le mie mani deboli che mai più avrei pensato di riuscire a realizzare delle fotografie degne di un premio tanto importante e della Mole Antonelliana". Segue l'Asta benefica in favore della Fondazione ricerca sul cancro. http://www.premiolucapron.it/  Nella foto la premiazione del 30 maggio.

Complimenti a Tania !!

 

19 maggio 2011

L'Unità Spinale di Torino a rischio?

Riceviamo e pubblichiamo il volantino del Coordinamento Para-tetraplegici che da anni è parte integrante di questa struttura, quando ancora si chiamava CRF, ed era ubicata sulla collina di Torino. Esprimiamo solidarietà e al contempo, stupore e preoccupazione per l'assurda decisione futura di cambio di utilizzo. L'USU è un fiore all'occhiello del Piemonte e rappresenta l'unica certezza per le persone con lesioni midollari e neurologiche, della miglior cura competente possibile sul territorio. E' mai possibile regredire così tanto in Italia??

Leggi il volantino in Pdf

G.T.

 

17 maggio 2011

L'Associazione "Casa al plurale" gestisce 54 strutture con 400 persone disabili a Roma, ed ha stilato uno studio dei costi in base alle varie voci di una casa famiglia: dai pasti all'assistenza, dalla manutenzione alle utenze.

Roma. Il risultato è che il costo per ogni persona disabile è di 286,64 € al giorno ed il Comune copre le spese per meno della metà. Solo per mangiare, in casa famiglia con sei disabili medio-gravi, si spendono in un anno 29.200 euro, considerando due pasti al giorno più la colazione (costo del singolo pasto: 4 euro) e la presenza di almeno due operatori. E se oltre al vitto si calcolano tutte le altre voci di spesa come alloggio, bollette e gestione delle strutture, il lavoro dei vari tipi di assistenti, i costi amministrativi di vario genere (compreso ad esempio la parcella commercialista), e ancora la cifra da corrispondere al consulente del lavoro per la gestione dei dipendenti e gli oneri bancari e assicurativi, si arriva a un totale di 286,64 euro al giorno, a fronte di una retta di 127,87 € giornalieri corrisposta dall'amministrazione pubblica capitolina.

Facciamo due conti? Si tratta di una spesa mensile per persona di 8.718,63 €, corrispondente a 104.623,6 € l'anno...

Lo studio dettaglia i costi di gestione di strutture che ospitano persone con disabilità media (non del tutto autosufficienti) e alta (bisognosi di alta assistenza). In caso di disabilità grave, la voce di spesa più consistente è quella dell'assistenza diurna: per coprire le fasce orare dalle 6 alle 22 servono almeno 144,68 euro al giorno per ciascun ospite (voce che incide per un 50,47% sul totale), mentre per l'assistenza notturna ci vogliono 25,24 euro, a cui si aggiungono altri 2,07 euro per la reperibilità di un altro assistente, da chiamare in caso di necessità. Inoltre, tra le voci di spesa più consistenti, ci sono i costi di amministrazione (19,35 euro al giorno), per affitto e condominio servono 11,10 euro al giorno per singolo ospite, poi c'è il costo delle pulizie (7,45 euro), mentre per garantire la presenza di un assistente sociale servono 11,64 euro al giorno, sempre pro-capite. Invece in riunioni e formazione se ne vanno 7,22 euro al giorno e per un supervisione bisogna aggiungere altri 1,11 euro. E non è tutto: rimangono da considerare i trasporti, per cui si calcolano 5,45 euro al giorno per ogni ospite, mentre per un consulente del lavoro bisogna calcolare circa 40 euro al giorno per ogni lavoratore, mentre gli oneri bancari e assicurativi incidono per un 2,99% delle spese totali. L'Irap invece incide per un 4,51% del totale.

Lo studio entra poi ancora più nel dettaglio riportando anche le singole voci che compongono i vari capitoli di spesa. In questo modo, ad esempio al capitolo trasporti, si contano con esattezza spese quali il bollo e l'assicurazione R.C. auto, ammortamenti e carburante. Al capitolo tasse si dettagliano l'Irap (314,16 euro al mese, per un totale di 3.769,90 euro l'anno), CCIAA (132 euro l'anno) e il contributo di revisione biennale (413 euro). Nella gestione della struttura bisogna considerare la manutenzione ordinaria (2.750 l'anno), gli ammortamenti di elettrodomestici e mobili (rispettivamente 1.900 euro e 1.300 euro l'anno).

Lo studio propone inoltre il calcolo percentuale dell'incidenza delle varie voci di spesa sul totale. Emerge così che la principale voce di spesa è il costo del lavoro degli assistenti: sommando l'assistenza diurna (50,47%), notturna (8,81%) e la reperibilità notturna (0,72%) si raggiunge quasi il 60% del budget totale. Per il resto, la spesa risulta frammentata in tanti rivoli, tra cui emergono i costi amministrativi (6,75%), i costi di vitto, utenze, ammortamenti, manutenzione e sicurezza (7,54%), affitto e condominio (3,87%), mentre i costi degli assistenti sociali costituiscono il 4,06% del totale, gli oneri bancari il 2,99%, la cucina il 2,64% e le pulizie 2,60%. Tra le voci minori invece ci sono il formatore/supervisore (0,40%) e il consulente del lavoro (1,15%). (Gina Pavone)

fonte: Superabile

 

 

14 maggio 2011

a Londra la protesta dei disabili contro i tagli

Potremmo dire mal comune mezzo gaudio, se non si trattasse di una situazione davvero penalizzante, trattandosi di "persone". Nell'epoca di questa trasformazione delle risorse, l'Europa si trova di fronte a spudorati paradossi, direi anche di più, indegni. Pur trovando denaro sufficiente a riempire i serbatoi dei caccia che bombardano Gheddafi, la crisi avanza, molto di più per certe categorie, fastidiose.

E quindi non resta altro che "farsi vedere" come è successo l'11 maggio scorso a Londra, dove centinaia di persone disabili hanno manifestato il loro (e nostro) malcontento, gli "Hardest hits" ossia i più duramente colpiti, in tutti i sensi.

Oltre 40 organizzazioni di tutta l'Inghilterra hanno partecipato alla marcia nelle strade della città fino ad arrivare davanti alle Houses of Parliament con cartelli e striscioni contro i tagli ai servizi ed alla DLA (Disability Living Allowance) cioè i finanziamenti per la Vita Indipendente. Tra le misure che il Governo ha intenzione di prendere c'è proprio l'abolizione della DLA, che in Inghilterra viene corrisposta anche a chi ha problemi con la droga e l'alcool, introducendo la PIP cioè "Personal Independence Payments" ben più mirata e personalizzata

Uno dei cartelli ricorrenti diceva:"Blame banks not disabled people" ossia che la colpa delle banche non dipende dalle persone disabili.

Per vedere altre notizie sul web è sufficiente cercare con la frase: hardest hits

G.T.

 

11 maggio 2011

A Milano contro i tagli delle risorse

Giornata di mobilitazione, il prossimo giovedì 19 maggio a Milano, sotto il grattacielo Pirelli, organizzata dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), contro i tagli alle politiche sociali previsti dalla Regione. Fulvio Santagostini, presidente dell'Organizzazione che rappresenta oltre duecento associazioni lombarde di persone con disabilità e dei loro familiari e che costituisce la componente regionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nei giorni scorsi ha già scritto una lettera aperta al presidente della regione Roberto Formigoni, illustrando che «a livello nazionale i finanziamenti per i servizi sociali sono passati dai 2 miliardi e 527 milioni di euro del 2008 ai 545 milioni di euro previsti per il 2011, pari a un taglio di oltre l'87%. In Lombardia, poi, nel 2011 i Comuni devono già fare i conti con una riduzione complessiva di 35 milioni di euro di trasferimenti per il settore sociale e nel prossimo 2012 il taglio delle risorse diventerà ancora più drammatico, con un'ulteriore riduzione di non meno di 110 milioni di euro. Questo significa sostanzialmente l'affossamento dei servizi di assistenza domiciliare, dei progetti di vita indipendente, dei servizi diurni e delle comunità alloggio e significa che da oggi tutti i servizi sociali rivolti alle persone con disabilità, come quelli rivolti agli anziani, ai minori e alla generalità dei cittadini sono messi in discussione».

La LEDHA invita quindi tutte le associazioni, le persone con disabilità e i loro familiari, le organizzazioni dei lavoratori e quelle di tutela dei cittadini e dei consumatori, ad aderire alla manifestazione del 19 maggio, per chiedere «al Governo di ripristinare il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e quello per la Non Autosufficienza e contemporaneamente di procedere alla definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza e dei Livelli Essenziali di Assistenza Sociale; alla Giunta Regionale Lombarda di appoggiare le richieste delle associazioni a livello nazionale e di impegnarsi a compensare con risorse proprie i tagli previsti per il 2011 e 2012, garantendo le risorse necessarie alle Amministrazioni Comunale per finanziare i servizi in atto; ai Comuni Lombardi di destinare risorse proprie per garantire i servizi sociali».

Leggi il volantino in Pdf qui

 

10 maggio 2011

Dopo la Conferenza Internazionale di Roma: quali prospettive?

Prima giornata

Due intense giornate con a confronto le esperienze internazionali e nazionali sul tema centrale dell’assistenza personale, quale veicolo per l’inclusione delle persone con disabilità. Appuntamento fortemente voluto e sostenuto da ENIL Eu, tramite il coordinamento del Secretariat di Valencia, ENIL Italia, Agenzia Vita Indipendente di Roma e Associazione Consequor di Grugliasco (To). Un forte impegno di lavoro ed economico con obbligati propositi reali di sviluppo futuri. Noi che fisicamente abbiamo lavorato per la pianificazione dell’evento, soprattutto l’AVI di Roma, ci auguriamo che l’organizzazione non abbia creato grossi disagi per le persone disabili intervenute ed invitate da tutta Italia ed Estero. Vediamo gli interventi più significativi.

All’apertura dei lavori il primo giorno moderato da Augusto Battaglia, Jamie Bolling, direttore esecutivo di ENIL, traccia il panorama europeo sul lavoro e sugli obbiettivi del Network europeo per la vita indipendente a cui aderiscono 25 paesi, con persone disabili e non, perché come dice lei stessa:”la vita indipendente fa bene ai disabili e non disabili”. Politiche incentrate alla de-istituzionalizzazione, all’empowerment delle persone con disabilità che tramite l’assistenza personale in forma indiretta, vivono, lavorano incluse nella collettività di cui fanno parte. Tutto questo partendo proprio dall’UE e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Con forza e collaborazione, unendo le risorse. Anche il prossimo Freedom Drive, la Marcia per la Libertà che si svolgerà a Strasburgo in settembre, sarà occasione di grande visibilità, anche per quei paesi (11) che ancora devono ratificare la Convenzione ONU. Dino Barlaam ha lanciato l'idea anche per un "Freedom Drive" in Italia, ossia una Marcia per la libertà. Raffaello Belli, uno dei primi promotori italiani della vita indipendente intesa come scelta dell’assistenza indiretta, illustra il quadro giuridico italiano e le possibili vie strategiche per fissare questo diritto in forma esigibile, attraverso ai LEA, oppure a livello regionale adattando le buone prassi in essere e usando la legge del Molise appena varata, ma adattata ad hoc ai territori ed alla rete dei servizi esistente. In Toscana è stato eliminato per ora il ricorso all’ISEE per le prestazioni sociali richieste dalle persone disabili in condizioni di gravità. Ma mantenere quanto è stato raggiunto è già un grosso risultato, in epoca di caccia al falso invalido ed alla "scure dei tagli”. Concetti ben chiari e ribaditi da Pietro Barbieri, presidente FISH, che illustra come sia deleteria questa campagna in atto, con numeri sulla spesa assolutamente falsi e come la nostra categoria sia quella più colpita nel panorama europeo. Occorre quindi agire con tutti i mezzi necessari: oltre la Convenzione ONU e la Costituzione, impegnare l’Osservatorio Nazionale sulla disabilità ed i gruppi di lavoro appena creati al suo interno: diritto alla vita e alla salute, Icf e valutazione per l'accesso ai servizi, vita indipendente ed empowerment, educazione, lavoro e universale design. La presenza dell’Europarlamentare Niccolò Rinaldi, membro EDF, che ringrazio personalmente per la sua partecipazione e per il sostegno alle prossime iniziative, rappresenta il trait d’union per trasmettere all’UE le nostre istanze a supporto del lavoro già in essere intrapreso da ENIL Eu. Rinaldi era già presente lo scorso anno a Strasburgo durante il nostro intervento al Parlamento (a cui era presente Adam Kosa, presidente dell’intergruppo disabilità dell'EDF (European Disability Forum) nonchè persona con disabilità sensoriale; grazie al suo supporto saremo a Bruxelles il prossimo giugno con una delegazione per presentare un documento sui temi: de-istituzionalizzazione, assistenza personale, diritti umani e soggettivi, empowerment delle persone con disabilità. La rappresentante greca Aglaia Katsigianni per esigenze di viaggio, ha portato per prima una esperienza europea. La situazione in Grecia non è assolutamente rosea e la gran parte degli interventi assistenziali è relegata alla famiglia, per chi ce l’ha, tutto il resto è ancora in alto mare e il ricorso all’istituzione è alternativa unica. Gli interventi di Silvia Cutrera, mio e di Elisabetta Gasparini sono stati improntati sulla necessità di linee guida specifiche per l’art. 19 della Convenzione ONU, la necessità di cooperare congiuntamente ad ENIL Eu per sviluppare e sostenere Agenzie per la vita indipendente in Italia e nell’area del sud-Europa, la situazione esistente in Italia anche come forme contrattuali per l’assunzione degli assistenti personali, la necessità di ordinarci per avere più visibilità. Al pomeriggio del primo giorno sono intervenuti Javier Arroyo, membro del c.d. di ENIL Eu, del Foro Vida Indipendiente spagnolo, che ha evidenziato la situazione simile all’Italia di interventi a macchia di leopardo nel territorio iberico, il suo progetto di 16 ore settimanali che gli permette di lavorare presso una sede IBM a Madrid e proiettando un video con esperienze di persone con un progetto personale di assistenza indiretta. A seguire i rappresentanti di Montenegro, Cipro e poi Portogallo, rispettivamente: Milan Saranovic, Chrysis Michaelides, Pedro de Oliveira.  La situazione in Montenegro e Portogallo non è diversa molto dalla Grecia: molto è relegato alla famiglia, lo stato centrale non interviene con politiche mirate in favore della disabilità. A Cipro possiamo parlare di una soluzione veramente particolare. Il Governo invita persone da stati asiatici ed indiani tramite una convenzione con la quale fornisce loro un permesso lavorativo e di soggiorno e le assume pagandole come assistenti personali, per le persone con disabilità che ne fanno richiesta e che le scelgono secondo una disponibilità. Dobbiamo precisare che Cipro ha una popolazione disabile stimata in circa 70.000 persone, parliamo quindi di numeri molto piccoli.

Seconda giornata

Ad introduzione della seconda giornata moderata da Daniele Ozzimo, Jamie Bolling ha riassunto le impressioni della precedente ed ha poi illustrato come si vive l’assistenza personale in Svezia, unico paese europeo dove la personal assistence è un diritto costituzionalmente riconosciuto ed esigibile. Tramite i CIL (Center of Independent Living) si possono assumere i propri assistenti, con durate di intervento anche di 36 ore al giorno, pagati fino a 25€ l’ora. Sono rimborsate anche le spese di viaggio per gli stessi assistenti, una isola felice sebbene anche lì ci siano ora tagli dovuti alla “crisi economica”. Emilia Napolitano, presidente DPI Italia ha illustrato le strategie per l’inclusione nella società delle persone disabili, attraverso l’empowerment, la consulenza alla pari, ma anche all’accessibilità alle risorse. Dino Barlaam ha indicato la metodologia di lavoro impostata dall’AVI Roma che agisce in pratica come una Agenzia di Vita Indipendente. L’On. Ileana Argentin evidenzia la sterilità politica italiana nell’attuare percorsi per la disabilità, molto deludente. A seguire, l’intervento di Mario De Luca, responsabile nazionale sulla disabilità dell’area politica IdV che ha evidenziato come i tanti sprechi di denaro della politica potrebbero essere destinati alla disabilità; poi Lorenzo Gasperini del sindacato Domina, disponibile nel recepire nostre idee e proposte in relazione al Contratto CCNL dei collaboratori famigliari, in scadenza nel 2011. Il consigliere regionale della Sardegna Marco Espa fa il punto sulla sua regione sugli interventi relativi alla legge 162-98. E’ la Sardegna infatti a registrare il più alto investimento nei progetti personalizzati per famiglie con disabili, sia bambini, adulti e anziani. Grazie all’azione proprio delle famiglie e delle associazioni questi progetti sono mantenuti, sebbene la regione cerchi costantemente di ridurre gli importi. Presenti dall’Abruzzo i Consiglieri regionali Marinella Sclocco e Nicoletta Verì, fortemente volute in questo contesto da Nicolino Di Domenica, per il cammino futuro di una legge regionale sulla vita indipendente, sulla base di quella appena varata in Molise, che sarà illustrata nel pomeriggio da Domenico Costantino e dall’avv. Maria Cariello dell’Associazione MO.V.I. . Il seguente spazio culturale conclude la mattinata ed ha interessato la presentazione del libro “L’uomo a-vitruviano” di Claudio Roberti, sociologo napoletano socio Consequor ed ENIL Italia. Nicola Laezza dell’AVI Roma ha presentato il suo libro: “Andare oltre l’assistenza” ed infine Vittorio Pavoncello che ha parlato del premio “Teatro e Disabilità” a cura di AVI Roma ed ECAD. Nel pomeriggio interventi dei vari rappresentanti nazionali e regionali. Gianni Pellis legale rappresentante di ENIL Italia e presidente Associazione Consequor, uno dei fondatori storici del Movimento Vita Indipendente in Italia, ha parlato della sua esperienza in Piemonte e dell’importanza dell’aspetto lavorativo nell’inclusione delle persone disabili anche con limitata autonomia, grazie all’assistente personale. La Delibera piemontese è improntata su questi criteri ma rispetta la progettazione personalizzata. A seguire Ida Sala del Coordinamento Lombardo Vita Indipendente, Nicolino Di Domenica del Movimento Vita Indipendente dell’Abruzzo; poi Luca Pampaloni di AVI Toscana che ha illustrato le modifiche apportate alla legge regionale sull’eliminazione del ricorso all’ISEE per le prestazioni sociali richieste dalle persone disabili in condizioni di gravità, compresa l’assistenza personale indiretta. Un risultato importante ottenuto grazie all’azione dell’Associazione AVI Toscana insieme alla Associazione Paraplegici. Conclude la serie di interventi Stefano Baldini dell’Associazione IDEA del Friuli V.G. che spiega la situazione nella sua regione dove, grazie anche al lavoro del compianto Roby Margutti, esiste un ottimo impianto dell’assistenza indiretta, ma anch’essa in pericolo oggi per la riduzione dei finanziamenti dello Stato alle regioni. Questa in sintesi la situazione emersa anche nella tavola rotonda conclusiva della Conferenza. Un andamento generale tendente al ribasso che colpisce la disabilità al completo, secondo una illogica caccia al falso invalido ed al diffuso pensiero che i disabili godono già di prestazioni superiori al dovuto, insomma la solita storia. Occorre quindi trovare il modo di unire le forze per essere rappresentativi a tutti i livelli: locale, nazionale ed europeo, schierandosi a fianco e dar man forte alle federazioni che hanno la forza del dialogo con il governo. A questo proposito si è concordato di attivare una collaborazione con la F.I.S.H. accomunando le forze verso gli obiettivi comuni, pur mantenendo le nostre identità. In parallelo continua il lavoro congiunto tra ENIL Eu, ENIL Italia, AVI Roma che, in collaborazione con il dott. Niccolò Rinaldi, oltre all'appuntamento di Strasburgo a settembre al Parlamento, ci troveremo a Bruxelles il prossimo 15 giugno per incontrare altri Membri Europarlamentari dell'EDF, a cui consegneremo un documento congiunto.

Un ringraziamento personale a Jamie, Itziar e Marisol per la loro preziosa collaborazione e per l'impegno economico. A Niccolò Rinaldi per la presenza e l'interessamento (presente e futuro) ed al suo staff.

Ringraziamenti estesi a Silvia, Dino ed ai collaboratori di AVI Roma per il loro lavoro, a tutta la gente intervenuta, a Consequor ed ENIL Italia per l'impegno economico e la fiducia accordata. Un grazie a Raffaello per l'aiuto che mi ha dato ed alla mia assistente Mirela che ha la pazienza di un Santo.

G.T.

Leggi la relazione di Dino Barlaam

Leggi la relazione di Nicolino Di Domenica

vedi articolo sul Programma della Conferenza qui sotto

 

 

29 aprile 2011

Claudio Roberti* presenta il suo libro: "L'uomo A-Vitruviano"

Il nostro socio partenopeo Claudio Roberti, presenta il suo libro, un "saggio meticciato di generi" sulla disabilità scientifica, storica, vissuta, strutturato come un racconto analitico e critico ma non convenzionale. Già dal titolo si propone l'Antagonismo delle differenti "forme" appartenenti per naturale stessa delle disabilità in generis, rispetto all'icona di Leonardo delle "perfezione" dell'uomo vitruviano appunto, simbolo del Vetruvio architetto che poneva l'ombelico come centro del corpo umano, punto dal quale un ipotetico compasso traccerebbe un cerchio perfetto toccando l'estremità di mani e piedi della figura, messa in posizione sdraiata o in piedi.

Per una più approfondita descrizione del libro e dell'autore siete invitati a leggere la presentazione dell'autore, specifica per Consequor, in relazione alla vita indipendente, ed alla scheda editoriale, di seguito ai vari collegamenti. Cliccando l'immagine è possibile visualizzare la copertina del libro.

Ricordiamo che il libro è disponibile online sul sito dell'editore CLICCANDO QUI

Presentazione Autore (in Pdf)

Scheda Editoriale (in Pdf)

*sociologo delle disabilità, consigliere alla Pari afferente freelance al Servizio Accoglienza Studenti Disabili (SInAPSI) dell'Ateneo Federiciano di Napoli, nostro collaboratore autore di diversi articoli presenti sul nostro sito.

G.T.

 

 

22 aprile 2011

Europa e Italia: con forza verso una vita indipendente

Si svolgerà a Roma, il 4 e 5 maggio prossimi all’Aranciera di San Sisto, la Conferenza Internazionale per la Vita Indipendente delle persone con disabilità. Dall’esperienza oltre ventennale di ENIL European Network on Independent Living, il Movimento Vita Indipendente si sviluppò in Italia alla fine degli anni ’80: nel 1989 proprio a Roma si svolse la Conferenza dal titolo “Personal assistence as a key for Independent Living”. Nel 1991 con la nascita di ENIL Italia e di seguito, grazie all’impegno di alcune pgersone disabili motivate e convinte, in poche regioni vennero avviati i primi progetti di assistenza personalizzata in forma indiretta. La diffusione dell’assistenza personalizzata in forma indiretta come scelta alternativa all’assistenza classica non è però capillare ed in ogni regione la metodologia applicativa è differente, anche per le lacunose norme della L.162/98 (vedi nota). Nonostante tutto in alcune regioni italiane quali: Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lombardia, Lazio, si attivano i primi progetti di vita indipendente. Nascono i programmi S.A.V.I. Servizio di Aiuto per la Vita Indipendente a Grugliasco (To), Como, Roma, Verona e Venezia, con l’obiettivo di facilitare e permettere alle persone con disabilità di realizzare la propria indipendenza, l’autodeterminazione e la possibilità di integrazione nel  contesto sociale; in Toscana il progetto europeo per una Agenzia della Vita Indipendente. Anche al sud alcuni anni dopo, nel 2002, viene avviato il progetto “vivere in autonomia”; l’azione delle associazioni e gruppi locali porta risultati concreti però solo dove trova amministrazioni sensibili ed illuminate, l’esempio della Sardegna con un capitolo di spesa impegnato dalla regione sui progetti personalizzati che nel 2008 arriva ad oltre 42 milioni di €. Ma si sa che le persone disabili non possono contare su diritti duraturi: la spada di Damocle dei “tagli” e della caccia al “falso invalido” pende perennemente sulle nostre teste, sebbene la tanto attesa Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità sia stata ratificata e diventata legge anche nel nostro paese. Una legge che rischia di essere inutilmente vanificata con questi pericolosi presupposti e con l’alibi della crisi, diventata ormai lo stato normale delle cose. Le persone disabili mai come oggi sono chiamate a mettersi in gioco, tirando su le maniche ancor prima di alzare la voce, manifestando non soltanto il dissenso evidente ma anche la consapevolezza di appartenere in toto alla società, quella composta da persone umane, mettendosi a disposizione per essere protagonisti della propria vita, nei diritti e nei doveri, secondo i principi della Costituzione ed il diritto umano e soggettivo di scegliersi il destino della propria vita. Il Movimento nazionale vita indipendente deve seguire questo binario tracciato, assumendo un efficace ruolo in ogni contesto rappresentativo e la Conferenza di Roma, alla quale parteciperanno esponenti di Associazioni di vari stati del sud Europa (Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Montenegro), del Parlamento Europeo, di Associazioni internazionali e molte italiane, è un treno da non perdere ma da far correre.

Durante i 2 giorni di lavori è previsto uno spazio culturale nel quale saranno presentati dei libri scritti da persone disabili (tra cui Claudio Roberti nostro socio), ed un premio per il teatro e disabilità interconnessi.

La partecipazione è gratuita, l’evento è promosso e finanziato da queste organizzazioni:

-ENIL Europa segreteria di Valencia (Es); www.enil.eu 

-ENIL Italia; www.enil.it

-Agenzia Vita Indipendente Roma (anche segreteria organizzativa a cui rivolgersi per la partecipazione); www.vitaindipendente.net

-Associazione Consequor Onlus per la Vita Indipendente (Grugliasco To).

tra i vari relatori sarà presente anche Niccolò Rinaldi Membro dell'Europarlamento e dell'EDF (European Disabilty Forum)

La location dell’Aranciera di San Sisto è offerta dal Comune di Roma. In allegato locandina e programma, con le indicazioni per la prenotazione.

E’ prevista la traduzione simultanea, inglese-italiano e viceversa, per tutti e due i giorni.

SCARICA LA BROCHURE del Programma (Pdf)

 

13 aprile 2011

Ciao Sandra

Dopo più di tre mesi passati tra l'ospedale di Cuneo e quello di Fossano, oggi alle 17,40 Sandra se ne è andata. Nella speranza che sia un mondo migliore. Personalmente la ricordo come un'amica trasparente, combattente, sicura di sè e sincera. Senza paura di dire la sua, senza paura di scegliere. Un gigante nella volontà ed autodeterminazione, ha lottato contro una malattia terribile, asfissiante, senza cura, con una mamma fortissima al suo fianco, onnipresente, alla quale va ora il mio più grande abbraccio di conforto. A lei, a me stesso ed a tutti coloro che l'anno conosciuta, dico: ricordiamo Sandra così, sorridente come in quei giorni al mare in Toscana, con tanta voglia di vivere.

G.

Sandra e amici all'Isola del Giglio ed a San Vincenzo (luglio 2006)

  

Qui sotto: tramonto a San Vincenzo (luglio 2008)

 

 

 

2 marzo 2011

Piccoli passi in Abruzzo

La spinta costante di Nicolino Di Domenica e Camillo Gesulmini segna un passo avanti: durante la Conferenza dei capigruppo del Consiglio Regionale abruzzese, riuniti a l'Aquila, il Presidente propone il progetto di legge sulla Vita Indipendente.

Conferenza Capigruppo: i lavori01/03/2011 14.52) (acra) - “Ho sollecitato questo incontro per coinvolgere i capigruppo rispetto ad una problematica di alto valore sociale”: lo ha detto il Presidente Nazario Pagano nel corso dell’audizione in Conferenza dei Capigruppo dei rappresentanti del Movimento vita indipendente Abruzzo, al quale è associata anche l’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, che hanno consegnato ai presenti il testo di un progetto di legge sulla “Vita indipendente”, teso a migliorare la qualità della vita dei cittadini con disabilità greve, attraverso un’organizzazione più razionale ed efficace dell’assistenza domiciliare. Il Presidente Pagano nel dirsi convinto della positività della proposta legislativa ha sottolineato come spesso leggi fatte nell’interesse dei cittadini, in sede di attuazione si dimostrino inefficaci, come nel caso della legge regionale sulle barriere architettoniche, per la quale ha sollevato la necessità di una revisione. La Conferenza ha poi stabilito l’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale, convocato per l’8 marzo, in seduta ordinaria alle ore 11.00 all’Aquila. In programma, tra gli altri punti, il progetto di legge sull’attività edilizia. Infine, è stato deciso di tenere la seduta straordinaria sul nucleare, sempre martedì 8, con inizio alle ore 16.00.

fonte: acra agenzia di stampa consiglio regionale abruzzo

 

1 marzo 2011

SOSPESA L’ ASSISTENZA PER LA VITA INDIPENDENTE E L’AIUTO PERSONALE NEI
COMUNI DELL’ULSS 13...............LA VITA DI MAURO

 

Detto e...smentito. Appena sotto questo avevamo pubblicato la notizia dello sblocco dei pagamenti riguardanti l'assistenza personalizzata in Veneto ed ecco puntuale, la denuncia, tramite COMUNICATO STAMPA del MOVIMENTO PER LA VITA INDIPENDENTE PERSONE CON DISABILITA’ GRAVE - REGIONE VENETO via Marghera 14 – 35123 PADOVA Tel-Fax: 0458010436 - cell. 3496304936 - 39297466

Mauro è un giovane uomo che lotta disperatamente per la vita, per la sua dignità, per i suoi diritti (per capire la sua disabilità ci limitiamo a dire che è allettato, non parla e viene alimentato tramite la PEG). Non è certo una vita facile, ma Mauro non si arrende, ha un assistente personale e grazie ai finanziamenti che la Regione mette a disposizione dell’ULSS 13 cerca di fare in modo che i suoi genitori per alcune ore possano tirare il fiato. Quando a gennaio 2011 viene sospesa l’erogazione del finanziamento,
Mauro decide che è giunto il momento di protestare e non potendo parlare, scrive. Invia una mail al Presidente Zaia e all’Assessore Coletto per denunciare la sua difficile situazione e quella dei familiari che lo assistono.

La sua è una denuncia che il Movimento per la Vita Indipendente ha raccolto. Mauro è infatti una delle persone a cui è stata sospesa l’assistenza personale dall’ULSS 13. Il fatto, portato all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, è stato oggetto di un recente incontro con la Direzione dell’ULSS e con il Presidente della Conferenza dei Sindaci, a cui abbiamo cercato di far capire che è assolutamente necessario trovare una soluzione per evitare che le persone in situazione di gravità subiscano conseguenze devastanti. E’ ciò che sta avvenendo. Sul problema è infatti intervenuto pochi giorni fa anche l’Assessore Sernagiotto con una lettera alle aziende ULSS del Veneto.

Abbiamo cercato di spiegare che conviviamo con una disabilità grave 24 ore su 24, che non possiamo proprio permetterci il lusso di restare senza assistenza, che non possiamo chiedere prestiti per pagarcela, che non possiamo restare in attesa di un rimborso che potrebbe anche non arrivare. Che i finanziamenti per la Vita Indipendente e l’aiuto personale devono essere certi e continuativi (non possiamo dire al nostro assistente personale che lo pagheremo tra tre mesi).

Abbiamo trovato attenzione e gentilezza nei nostri interlocutori, ma nessuna concreta risposta. Perché è così difficile capire che bisogna fare qualcosa, che le persone come Mauro non possono essere affidate alla sola dedizione dei familiari.

Forse non siamo abbastanza convincenti - ci siamo detti - forse con le nostre denunce e lamentele diamo l’impressione di esagerare. Noi sappiamo di cosa parliamo, ma chi ci ascolta o legge riesce a comprendere appieno il senso delle nostre denunce, delle nostre iniziative e proposte?

E’ per questo che abbiamo deciso, con il consenso di Mauro e dei suoi familiari, di convocare una conferenza stampa presso la sua abitazione.

Vogliamo far capire al Presidente della Regione Luca Zaia, agli Assessori Coletto e Sernagiotto e all’intero Consiglio regionale, di chi e di cosa stiamo parlando.

Vogliamo chiarire all’opinione pubblica che questo succede perché i finanziamenti per i servizi e per gli interventi destinati alle persone con gravissima disabilità non sono garantiti.

E vogliamo che siano chiare anche le ragioni che ci inducono a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per i fatti che stiamo denunciando. La tutela della salute è un obbligo a cui gli amministratori non possono sottrarsi.

Agli organi di informazione chiediamo attenzione.

Loris Bertocco – comitato ULSS 13 - 041464047

Flavio Savoldi – coordinatore regionale - 3496304936

 

 

14 febbraio 2011

Veneto: dopo le proteste si sbloccano i fondi per i disabili

Dal Corriere del Veneto:

Dopo le proteste del Coordinamento per la vita indipendente, che ieri ha denunciato dalle colonne del Corriere del Veneto la decisione di molte Usl di sospendere i contributi alle famiglie dei disabili in attesa dell’approvazione del bilancio, l’assessore al Sociale Remo Sernagiotto prende carta e penna e scrive ai direttori generali delle aziende sanitarie per chiedere di riprendere i pagamenti al più presto. «Una decisione che non ha tutti i crismi della regolarità - commenta Sernagiotto - visto che il bilancio è ancora in discussione ma tant’è, crediamo in questi progetti e mi assumo ogni responsabilità ». Nella lettera infatti si legge: «Al fine di non mettere in difficoltà le famiglie con persone con disabilità grave e le loro famiglie, si chiede cortesemente di dare continuità alle predette linee di intervento», ossia i progetti di vita indipendente, di aiuto personale e di promozione dell’autonomia personale, perché «il contributo regionale relativo all’anno 2011 sarà assegnato alle Usl nella stessa misura dell’assegnazione dell’anno precedente ». Via libera dunque, ma sulla fiducia. Perché che succede se le Usl pagano e poi, nel corso del confronto a palazzo Ferro Fini, variano le poste di bilancio? Non si sa. Proprio sull’incertezza dei conti del Sociale punta il dito la Cgil che in una nota del segretario Emilio Viafora chiede «che si faccia finalmente chiarezza sulle effettive risorse per il fondo per la non autosufficienza, visto che non passa giorno senza che Sernagiotto non intervenga su questa partita».

fonte: corriere del Veneto Marco Bonet
 

 

3 febbraio 2011

Il Governo dice no al Fondo per la non autosufficienza

ROMA - Le regioni italiane all'unanimità avevano approvato la proposta di due emendamenti per dotare il capitolo del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) di 400 milioni di euro per l'anno 2011 e di attingere per queste risorse al risparmio che il ministero dell'Economia contabilizzerà nel corso di quest'anno in ragione dell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne. Ma entrambi sono stati rigettati dal governo nazionale. La notizia proviene dal tavolo di confronto tra governo e regioni sul decreto "milleproroghe". "Sulla non autosufficienza abbiamo incassato un secco no". Ha commentato Lorena Rambaudi, coordinatrice delle conferenza della regioni per il welfare. "Non c'è stata nessuna apertura - prosegue Rambaudi - ma noi siamo tenaci e non ci arrendiamo mai, e quindi speriamo ancora nella discussione parlamentare. Io mi attendevo non dico la copertura di 400 milioni come avevamo chiesto per ripristinare la cifra dello scorso anno, ma almeno una quota-parte per dare un segnale di interesse a questo settore di fragilità. Invece c'è stato un no deciso, senza nessuna cifra a disposizione. Così si abbandona una fascia debolissima di persone, anziani e disabili, e si lasciano sole le donne e le famiglie che si dovranno far carico del lavoro di cura".

Dello stesso parere Elena Gentile, assessore regionale al Welfare della Puglia. "Ci era sembrata una proposta anche eticamente, oltre che politicamente, corretta - sostiene, - se pensiamo che la gran parte del lavoro di cura delle persone anziane e disabili non autosufficienti ricade sulle donne e che innalzare l'età pensionabile non è indifferente in una famiglia in un cui una donna lavora e c'è anche una persona non autosufficiente. Ma evidentemente questo piano discussione non è all'altezza del governo che l'Italia ha in questo momento: è un livello di discussione troppo elevato". Dal ministero del Welfare, si legge sulle pagine del quotidiano Avvenire, fanno sapere che il ministro Maurizio Sacconi non aveva mai promesso un reintegro del fondo nel mille proroghe, ma una riforma globale che superi la politica dei fondi una tantum da rifinanziare ogni anno.

Ora il problema torna nelle mani delle regioni e dei comuni che dovranno far fronte con risorse del tutto irrisorie a dare risposte minime, e quasi sempre inadeguate, alle famiglie e alle persone non autosufficienti, proprio in una fase di crisi, la cui morsa non accenna ad allentarsi. Né è pensabile che il taglio del Fondo Nazionale Non Autosufficienza sia recuperabile con le risorse dei bilanci regionali, già falcidiati nei trasferimenti erariali a partire da quest'anno, in attesa di un federalismo che rischia di affamare ancor di più i territori e i ceti sociali più deboli del Paese. E se manca ancora il dibattito Parlamentare per mettere il sigillo alla vicenda, Rambaudi non nasconde il suo pessimismo: "Se il governo avesse voluto tirare fuori delle risorse credo che l'avrebbe fatto in questa fase. Da domani abbiamo un problema in più, perché le regioni non riescono a compensare la carenza di risorse del governo e quindi si dovrà veramente chiudere i servizi".

fonte: superabile

 

 

23 gennaio 2011

Anche l'Abruzzo punta alla legge sulla vita indipendente

La lodevole ed incessante attività del Movimento Vita Indipendente di Lanciano, coadiuvata dall'AIAS di Lanciano, rappresentate da Nicolino Di Domenica e Camillo Gesulmini, aspira al grande obiettivo: la possibilità per i disabili gravi abruzzesi di avvalersi di una legge regionale sull'assistenza personale autogestita, sulla base di quella appena varata in Molise.

I rappresentanti abruzzesi, al quale va il nostro incondizionato supporto, hanno spiegato le ragioni di questa richiesta durante un incontro presso la V Commissione Sanità, audizione svoltasi lo scorso 19 gennaio, con la presenza della Presidente dott.ssa Nicoletta Verì.

Inoltre Nicolino Di Domenica sarà ricevuto dal Presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano, il prossimo 28 gennaio, nonchè in attesa della convocazione del Presidente Chiodi e del Presidente della Provincia di Chieti Di Giuseppantonio, sempre per sensibilizzare al massimo i governanti per l'applicazione di questa legge.

Ancora una volta rinnoviamo il nostro "in bocca al lupo" a Nick e agli amici abruzzesi.

Leggi il documento dell'audizione V Commissione

La Legge regionale del Molise sulla Vita Indipendente

 

 

19 gennaio 2010

In Sardegna si tiene la "guardia alta" sui progetti personalizzati

"Sembra quasi incredibile che ogni volta i disabili debbano lottare per avere garantiti livelli di assistenza essenziali": lo denuncia il consigliere regionale della Sardegna Marco Espa, constatando che nella Manovra Finanziaria Regionale, recentemente approvata, mancherebbero 22 milioni di euro per finanziare i progetti personalizzati del 2012 destinati alle persone con disabilità grave e altri 8 milioni per il Progetto "Ritornare a casa", di cui usufruiscono le persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA). E mentre l'assessore regionale alla Sanità Antonello Liori dichiara che «l'assistenza ai disabili non è in pericolo», con lo stesso Espa che ritiene ancora rimediabile la situazione, si tratta senz’altro di un segnale da non sottovalutare sulla necessità di mantenere sempre alta l'attenzione su questi servizi rivolti alle persone con grave disabili.

E dire che la Sardegna dovrebbe essere l'esempio di eccellenza come "buone prassi". L'unica regione d'Italia ad aver attuato così con ampio metodo la legge 162/98 che regola l'importante scelta del diritto all'assistenza personalizzata e autogestita. Eppure non basta mai. Così come nelle altre regioni la spada di Damocle è sempre lì, sulla testa delle persone disabili che vedono quel diritto che dovrebbe essere ormai da tempo acquisito, sempre legato al crine di cavallo rappresentato dai finanziamenti sempre incerti. Non bastano le leggi che non impongono ma soltanto "possono se...", non bastano le delibere che ogni anno devono essere rifinanziate con perenni lotte, come se per le persone disabili fosse solo questione di un videogame con il quale conquistare il "bonus alla vita" per un anno in più. La questione sociale non ha mai priorità, anche se stiamo parlando di persone umane, prima viene tutto il resto: gli scandali del palazzo o la caccia al falso invalido e tutto questo non ha davvero senso. Perchè non si fa la caccia anche al "falso medico" oppure al "falso politico"... Urge un patto di "federalismo solidale" concreto con il quale i comuni e le regioni affrontino seriamente il "livello essenziale" sì, ma della stessa vita umana. Urge che quell'Osservatorio appena formato, si attivi coerentemente anche a livello europeo per il raggiungimento di quanto disposto dalla Convenzione ONU. Ratificare quei diritti a livello locale, a partire dai piani di zona, ed imporli come essenza della stessa vita, senza una illogica frantumazione, evitando la guerra contro i mulini a vento delle promesse mai mantenute e della ostinata ignoranza di chi non vuol sentire. Ma tutto questo sarà sempre e solo utopia? Non ci resta che continuare a crederci ed unire le forze, tenendo appunto la "guardia alta", sebbene in questa epoca di crisi (ma che sarà ormai così per anni) i disabili sono più fratelli d'Italia, divisi dalla stessa patria, soprattutto nei loro diritti.

 

14 gennaio 20011

Cinzia Rossetti modella "visabile" a RAI 3

Avevamo già parlato di Cinzia qui e della sua ferrea determinazione di rappresentarsi come donna e modella, pur con una disabilità. Bene, Cinzia apparirà in un filmato che sarà trasmesso durante la trasmissione "Racconti di vita", che andrà in onda Domenica 16 gennaio ore 12,55 su RAI 3. La trasmissione è condotta da GIOVANNI ANVERSA, in studio presenti anche la fotomodella anglo-brasiliana Samanta Almeida Bullock, l'agente di moda Louise Dyson e lo stilista Giacomo Alvino.

La puntata avrà il seguente titolo: "Visabili" che Racconti di vita dedica a quanti lottano per imporre, contro ogni barriera culturale, il valore di una diversità “fisica” che vuole rendersi “visibile” fino al punto di mostrarsi sotto i riflettori e sulle passerelle.

Un grosso in bocca al lupo Cinzia, :-)

g.t.

 

6 gennaio 2010


L'Ue ratifica ufficialmente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità


Dal Redattore Sociale del 05-01-2011
Per la prima volta l'Unione europea diventa parte contraente nel suo insieme di un trattato sui diritti umani. All'appello, però, mancano ancora 11 Paesi membri, ma per lo European Disability Forum si tratta di una "ratifica storica"

ROMA. L'Unione europea ha ufficialmente ratificato la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità lo scorso 23 dicembre. A darne notizia è lo European disability forum (Edf) che spiega come per la prima volta l'Unione europea diventa nel suo insieme parte contraente di un trattato generale sui diritti umani. Un risultato raggiunto anche grazie all'impegno dello stesso Forum che definisce la conferma dello scorso dicembre una "ratifica storica che segna un passo in avanti nel rispetto dei diritti delle persone disabili e che contribuirà a migliorare la vita di 80 milioni di persone con disabilità in Europa". Ad oggi, però, la Convenzione non è stata ancora ratificata da tutti i paesi dell'Ue. All'appello mancano ancora 11 Paesi membri su 27, ma per il Forum la ratifica rappresenta un risultato che contribuirà a favorire il rispetto dei diritti umani per tutti gli europei e farà in modo che la disabilità salga in cima all'agenda dei diritti umani. "Non è soltanto un importante passo nella storia dell'Unione europea - ha sottolineato Yannis Vardakastanis, presidente dell'European Disability Forum -, ma anche l'invio di un segnale positivo per i suoi Stati membri che non hanno ancora ratificato la Convenzione: è giunto il momento di impegnarsi per i diritti delle persone con disabilità".

Ruolo chiave per la ratifica, spiega il Forum, quello della Presidenza belga, mentre ora toccherà alla futura presidenza ungherese lavorare per l'attuazione nei primi mesi del 2011. Per garantire il successo della ratifica, però, occorrerà ora passare dalle parole ai fatti. I Paesi che hanno ratificato la Convenzione dovranno ora garantirne l'attuazione e l'implementazione delle politiche attraverso l'istituzione di focal point'. A livello europeo, invece, il Forum ha esortato l'Unione europea affinché l'incarico venga affidato al Segretariato generale della Commissione europea "poiché garantire che i diritti delle persone disabili è una questione centrale in tutti gli aspetti della politica Unione". In secondo luogo, il Forum sottolinea l'importanza del coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nell'attuazione del trattato. Tutte le istituzioni dell'Unione europea, spiega il Forum, dovranno ora sostenere i valori della Convenzione in tutte le politiche di loro competenza.

 

 

5 gennaio 2010

Il Cammino di Marcella

Con lo slogan "due milioni di passi per liberare la disabilità dall'handicap" parte l'idea di una iniziativa davvero particolare.

L’idea di questo cammino nasce nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1997, quando in seguito ad un incidente stradale Marcella, una bimba di 8 anni, fu sbalzata dall’auto su cui viaggiava e cadde dal viadotto Piani, lungo l’autostrada A26.

Dopo il lungo volo (circa 28 metri) i soccorritori, anche a causa dell’oscurità, non riuscivano a trovare Marcella. In quei terribili minuti la madre Anna Rastello promise che, se sua figlia fosse stata ritrovata viva, sarebbe andata a piedi a Lourdes.

Nel momento in cui formulava la promessa un medico trovò la bambina e iniziò a sottoporla immediatamente alle prime cure, così da limitare i danni ad una disabilità fisica. Iniziò così il cammino dell’accettazione della disabilità da parte sia della bimba che dei famigliari. E nello stesso momento la comprensione dell’oggettività della disabilità e della soggettività dell’handicap.

A distanza di anni Anna ha deciso di intraprendere finalmente questo cammino che avrà inizio l’8 marzo 2011 da Rossiglione (Ge), luogo dell’incidente, e terminerà a Lourdes il 4 maggio 2011 dopo circa 1300 chilometri percorsi rigorosamente a piedi.

Scopri di più facendo click sull''immagine vicino al titolo (apre un documento in Pdf).

fonte: il movimentolento

 

26 dicembre 2010

Ricorre oggi il secondo anniversario da quando Roby ci ha lasciato.

Poche cose sono cambiate. Le difficoltà quotidiane sono sempre un grande ostacolo da combattere, ma non per questo bisogna cedere. Il ricordo di Roby, paladino del diritto alla Vita Indipendente, mi auguro ci aiuti nella perseveranza del raggiungimento di questo obiettivo. In questi tempi sempre più difficili occorre pensare ancor di più ad unire le forze residue e frastagliate e l'esempio degli amici toscani che hanno appena ottenuto una vittoria importante eliminando il computo ISEE dalle prestazioni sociali delle persone con grave disabilità, ne è la testimonianza. Ricordiamoci quindi ciò che sappiamo: il nostro destino siamo noi.

 

13 dicembre 2010

Toscana: manifestazione per escludere l'ISEE

Lo scorso 7 dicembre a Firenze vi è stata una manifestazione promossa dall'Associazione Vita Indipendente e Toscana Paraplegici, contro la nuova manovra finanziaria regionale del 2011, che prevede il computo dell'ISEE anche riguardante il nucleo famigliare delle persone disabili richiedenti una prestazione sociale a compensazione della propria disabilità. Inoltre, la nuova norma considera il reddito disponibile del nucleo famigliare compreso l'assegno di accompagnamento e gli assegni famigliari, emolumenti che di norma sono esenti da tassazione. I funzionari regionali hanno preso impegno di rielaborare il testo. Una soluzione equa sarebbe quella, già intrapresa da altre regioni es. il Piemonte, di computare il solo reddito della persona disabile. Per leggere gli articoli relativi ecco la pagina sul sito dell'Associazione Avi Toscana: http://www.avitoscana.org/?q=node/81 .

AGGIORNAMENTO DEL 23 DICEMBRE 2010:

dal sito Avitoscana: I disabili gravi della Toscana non dovranno più presentare l’ISEE

L’articolo 127 della legge finanziaria regionale per l’anno 2011 riscrive l’articolo 47 della legge regionale 41 del 2005 sui servizi e le prestazioni sociali.

In particolare, il comma 3 della nuova stesura del suddetto articolo stabilisce:

“Le persone portatrici di disabilità grave, riconosciute ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della l. 104/1992, sono esentate dalla presentazione della dichiarazione ISEE per l’accesso agli interventi finalizzati ad alleviare la condizione di disabilità.” Sul Bollettino Ufficiale n°54 viene indicato a pag. 37 all'art. 47 (che sostituisce il 117).

Vedi anche la pagina dedicata

leggi tutto sul sito Avitoscana qui

G.T.

 

6 dicembre 2010

Verso la libertà, in volo

Un incontro di conoscenza e sensibilizzazione sulla Vita Indipendente, intesa come libero diritto all'assistenza personale per le persone con disabilità. Questo è il focus che emergerà sabato 18 dicembre, nel salone Alladium, via Bairo ad Agliè (To), dalle ore 16. Appuntamento fortemente voluto da Tania Bocchino, attiva socia della nostra Associazione, organizzatrice dell'evento, a cui parteciperanno Francesca Penno, che presenterà il suo video, Ellade Peller presidente del Consorzio In Rete di Ivrea, Michele Santarella del Movimento 5Stelle Piemonte, Gianni Pellis, Gino Bevilacqua e Germano Tosi per Consequor, il vice-sindaco di Agliè Alberto Rostagno. L'evento è patrocinato dal Comune di Agliè che ringraziamo per la disponibilità. Per il programma completo click sull'immagine.

Tutti i cittadini sono invitati.

Per chi utilizza Facebook l'evento è indicato qui:

Aggiornamento del 21 dicembre: APPUNTI DALL'INCONTRO.

Un incontro ben riuscito quello di Agliè, svolto nel bellissimo salone Alladium. Ringraziamo subito il vice-sindaco Alberto Rostagno per aver organizzato questo evento rendendo a disposizione il posto, i volontari sempre preziosi e gentili, il sindaco Franca Maria Gianotti per la partecipazione. Il tempo gelido non ha certo aiutato una grande presenza di pubblico, ma occorre dire che parlare di diritti di libertà e disabilità non è mai facile nè scontato. Peccato l'assenza della nostra amica Francesca Penno che non ha potuto esser presente. Ci ha lasciati perplessi anche l'assenza completa del Consorzio locale CISS 38. Molto apprezzato invece l'intervento e la presenza di Ellade Peller, presidente del Consorzio In Rete di Ivrea, alla quale va tutto il nostro rispetto per il giusto metodo di sostegno ai progetti di Vita Indipendente. Come detto prima, l'incontro era incentrato sui diritti costituzionali per la libertà delle persone e non solo sulla disabilità. Tra i partecipanti è intervenuta anche Silvia Bruno del Comitato provinciale paraolimpico. Non c'è stato molto tempo per una discussione ampia con i partecipanti ma è importante che il messaggio sia stato liberamente condiviso. Grazie ancora a Tania che ha promosso questo evento ed a tutti gli intervenuti. Alla prossima.

G.T.

 

10 novembre 2010

In Molise approvata la legge sulla vita indipendente

Grande risultato raggiunto da Domenico Costantino presidente dell'Associazione MO.V.I. ONLUS (Movimento per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, www.movimolise.it ) che, dopo anni di lavoro, vede il traguardo. La pdl 172, già approvata dalla IV Commissione, sarà legge regionale a tutti gli effetti venerdì 12 novembre, presso il Centro La Vida di Termoli, in provincia di Campobasso (S.S. 16, Centro Commerciale Il Punto, ore 10), con una conferenza stampa di presentazione della nuova Legge Regionale, alla presenza dei consiglieri Antonio Chieffo e Vincenzo Niro.

"E' caduto il muro di Berlino! Sapete che il muro tedesco è caduto il 9 novembre 1989, per noi è stato proprio il 9 novembre....." le parole di Domenico Costantino nella sua lettera: leggila qui.

"Abbiamo iniziato a lavorare su una Proposta di Legge Regionale (la n. 172 del 16 giugno 2009, vedi la pagina delibere) che desse attuazione alla Legge Nazionale 328/00, nella realizzazione del «sistema integrato di interventi e servizi sociali» e quindi nell'attuazione di progetti individuali per l'assistenza autogestita, dando rilievo al fatto che l’assistente personale è lo "strumento" che consente alla persona con disabilità di rendersi indipendente e di rendere indipendenti le famiglie, andando incontro alle stesse possibilità di successo o di fallimento di qualunque altro Cittadino.
Sicché, forti anche dell'approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - che conferma l’obiettivo di superare le lacune legislative che impediscono ai disabili di vedere riconosciuti a pieno i propri diritti di esseri umani - la Regione Molise ha ora sanato tale lacuna, disciplinando ai sensi della Legge 162/98, modifiche all'articolo 39, comma 2 della Legge 104/92 le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati.

La realizzazione di programmi di assistenza "gestiti in forma indiretta" rappresenta una modalità innovativa nel sistema dei servizi socio-assistenziali, assicurando alla persona con disabilità la possibilità di autodeterminare il livello di prestazioni assistenziali di cui necessita, i tempi, la scelta dell’assistente personale e la gestione del rapporto contrattuale.
Chiave di volta della nuova disciplina normativa è quella inerente al taglio esistenziale, approdando a prospettive che mettono in primo piano gli spazi della quotidianità, il sistema dei rapporti familiari, affettivi, sociali, di cultura, le relazioni di partecipazione sociale e di espressione in chiave di libertà.
Chi persegue l'indipendenza sa che attorno a ogni persona con disabilità che sia libera si aprono spazi di libertà per genitori, fratelli, figli, coniugi, compagni e amici. L’assistente personale è una presenza disponibile alle esigenze e comunque alle (cangianti) necessità della persona "assistita".

Si tratta di una vera e propria "rivoluzione copernicana" nell’offerta di risposte mobili di servizi costruiti "dal basso", invece che "dall’alto", realizzando il doveroso legame tra disabilità, Istituzioni e diritti umani. Questo è un testo che restituisce la libertà al disabile di decidere da chi, come e quando ricorrere all’aiuto dell'assistente personale, riportando nelle sue mani tali scelte.
Nel dare atto del lavoro svolto da tutto il Consiglio Regionale, esprimiamo in particolare un sentito ringraziamento al consigliere Antonio Chieffo, portavoce in sede consiliare dell'iniziativa legislativa, sulla quale ha fatto convergere un unanime consenso. E un particolare apprezzamento va anche a Vincenzo Niro, relatore della nuova Legge, per l’impegno mantenuto nei fatti e per la disponibilità al confronto costruttivo sui contenuti del testo. E infine un ringraziamento all'avvocato Maria Cariello, per il supporto professionale di assoluto rilievo, nel tradurre in realtà normativa ciò che è stato a lungo solo nelle idee, in un cammino faticoso ma fecondo.

Guardando poi ai contenuti del nuovo testo, li si può definire ottimi e basati essenzialmente su due principi: la capacità di autodeterminazione e la libertà. Entrando nel dettaglio, va detto che la domanda di un progetto di Vita Indipendente viene presentata all’Ente Gestore di competenza e deve contenere l’indicazione delle proprie condizioni psicofisiche e dei bisogni, degli obiettivi di indipendenza da realizzare, sulla base dei quali verrà quantificato il piano economico per condurre una vita possibile e sostenibile, da realizzare con il supporto di uno o più assistenti personali scelti dal richiedente. Questi ultimi verranno formati dall'utente, secondo le proprie e specifiche necessità.
"Vita Indipendente", infatti, non significa che non abbiamo bisogno di nessuno, ma che vogliamo esercitare il medesimo controllo e fare le medesime scelte nella vita di tutti i giorni che i nostri fratelli e sorelle non disabili, vicini e amici, danno per scontati. Vogliamo crescere nelle nostre famiglie, andare nelle scuole della nostra zona, usare lo stesso bus, fare lavori che siano in linea con la nostra educazione e le nostre capacità.
E vincente è anche il fatto che non si parli più di "diritti a tempo determinato", concessi (e mai garantiti) con interventi frammentari per un anno o forse due. Per questo vi è un ulteriore motivo di orgoglio: il Molise, infatti, è l’unica Regione che ha disciplinato i programmi di aiuto alla persona ai sensi dell’articolo 39 della Legge 104/92, avvalendosi cioè dello strumento legislativo, ciò che conferisce certezza una volta e per sempre a un ritrovato esercizio dei diritti soggettivi."
G.T.

Il commento alla legge regionale di Raffaello Belli

 

8 novembre 2010

DOLLS L'opera al nero, di Tania Bocchino

Venerdì 19 novembre, al KALT, via G. Botero 8 a Torino, Tania esibirà le sue opere: una serie di mostre fotografiche su tela.

Il tema su cui ruota l'opera è il femminino sacro: un incrocio tra il corpo femminile, la religione, visto in cognizione pagana, con la liberazione del corpo femminile. Sul sito www.actingoutmag.com a questa pagina è possibile leggere la presentazione dell'opera fotografica, scritta da Luca Atzori. "Tania Bocchino è un'attenta lettrice di Camille Paglia, scrittrice americana la quale ha considerato nel suo saggio Sexual personae (C. Paglia, Sexual Personae: The Androgyne in Literature and Art, tesi di dottorato, 1974) la figura della donna come sancta sanctorium della Natura, (nel caso dell'uomo, invece, della Cultura). Non si tratta ovviamente di semplice femminismo a buon mercato, ma piuttosto di una forma di femminismo così come di maschilismo che potrebbero definirsi ante litteram, dove ciascuno coglie il proprio ruolo e il proprio posto."

In bocca al lupo Tania :-)

G.T.

 

8 novembre 2010

La Salute in COMUNE: Informazioni e risorse che superano le barriere

Martedì 9 novembre 2010 ore 12,30 presso la Sala Carpanini - Palazzo Civico,Piazza Palazzo di Città 1 a Torino, verrà presentata una pubblicazione di quattro volumi, per garantire il diritto ad avere informazioni accessibili e orientate al cittadino e per offrire una corretta e "utile" informazione.

il Comune di Torino - Informadisabile e l'ASL TO1 - Dipartimento di Territorio, hanno realizzato con il contributo della Regione Piemonte all'interno del progetto regionale ALI (Ausili Leggi Informazioni) queste piccole ma preziose pubblicazioni.

La collana, divisa in quattro volumi, riunisce le informazioni utili ad agevolare la vita delle persone disabili e dei loro familiari.

·        Volume 1 - Casa: oltre le barriere architettoniche ed economiche.

Informazioni e agevolazioni relative all'abitare nel suo complesso: dai contributi per eliminazione delle barriere architettoniche, ai rimborsi per dialisi domiciliare, al canone RAI.

·        Volume 2 - Previdenza e disabilità: orientarsi nel mondo delle prestazioni.

Il terreno previdenziale è accidentato perfino per gli addetti ai lavori. Le variabili in gioco sono molteplici: età, situazione di salute, contributi versati, reddito. Una guida utile per tutti.

·        Volume 3 - Lavoro, famiglia, disabilità. I diritti del lavoratore disabile e dei suoi familiari.

Il volume è un vademecum utile ai familiari, alla persona disabile che lavora, o agli stessi uffici del personale di enti pubblici o aziende.

·        Volume 4 - Il diritto alla mobilità delle persone disabili: una mappa dei servizi e delle agevolazioni.

Viaggiare, spostarsi, parcheggiare: dalla patente speciale, alle sale blu delle stazioni ferroviarie, a come prenotare un viaggio aereo.

Alla stesura hanno collaborato esperti provenienti sia dall'ambito associazionistico sia dalla Pubblica Amministrazione; l'associazione UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) ha assicurato la supervisione dei contenuti.

La collana sarà in distribuzione presso i principali luoghi informativi istituzionali e associazionistici.

Click sull'immagine per vedere il programma

 

1 novembre 2010

Dal Sindacato SFIDA: Sfida alla vita!

Comunicato Stampa 

Un approccio diverso per la diagnosi e la terapia della sclerosi multipla, una scoperta che potrebbe aprire nuovi orizzonti e far riaffiorare la speranza per i malati, arriva dagli studi effettuati dal prof. Zamboni dell’Università di Ferrara.

I malati di Sclerosi Multipla, grazie alla scoperta del prof. Zamboni,  intravedono oggi  un futuro “normale” o quantomeno migliore,  l’opportunità di affrontare con maggiore determinazione la malattia perché in loro la speranza di “guarire”.

Nessuno può negare ad un malato la speranza, la possibilità di intravedere un barlume che ponga fine o allevi le sofferenze  determinate dalla Sclerosi Multipla; da qui l’impegno e il dovere  da parte di tutti gli attori coinvolti di tenere accesa quella fiammella che oggi ha ridato la speranza a questi malati.

Il Sindacato SFIDA, ben conoscendo, perché vissuta,  la sofferenza di chi quotidianamente affronta e vive la disabilità, pur non entrando nel merito delle speculazioni scientifiche, mediche e farmaceutiche di questi ultimi mesi che hanno visto contrapposti neurologi e chirurghi vascolari, ritiene inderogabile l’intervento di tutte le figure politico istituzionali a tutela del malato e quest’ultimo   sia il perno di qualsiasi intervento attuato e possa avere certezza e consapevolezza che:

1.   1-Le informazioni erogate siano chiare, corrette, esaustive,  evidenzino le  correlazioni tra insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) e sclerosi multipla senza dar adito a qualsivoglia forma di “analfabetismo scientifico”;

2.   2-La sperimentazione parta dal malato ricordando che dai risultati conseguiti potrebbe scaturire la possibilità di un miglioramento delle condizioni di vita dei malati affetti da SM. Solo il lavoro condiviso, anche se le posizioni di partenza sono differenti,   consente di superare qualsiasi condizione di “diffidenza” che vede in antitesi le due equipe, per affrontare un percorso sperimentale fondato scientificamente  che possa tenere accesa la luce della speranza  per i malati di Sclerosi Multipla;

3.   3-Uno sforzo comune affinché il protocollo, condiviso e condivisibile da quanti sono impegnati nella sperimentazione, fornisca garanzie in termini di efficacia, efficienza e qualità dei risultati della sperimentazione intrapresa.

Il Sindacato SFIDA è consapevole che ciò  potrà avvenire solo se prevarranno la professionalità, l’amore per la ricerca e la certezza che, pur partendo da teorie contrapposte, la verità scientifica avrà il sopravvento, perché dalla chiarezza degli intenti da perseguire, dalla serenità e dall’ obiettività con cui si affronteranno le diverse teorie dipenderà la vita ed il futuro di migliaia di pazienti affetti da Sclerosi Multipla che hanno il diritto di tenere accesa la fiammella della speranza che potrebbe consentire loro di uscire dal tunnel nel quale la malattia li ha confinati e lanciare in un futuro prossimo la loro SFIDA alla VITA!

San Nicandro Garganico, 02 novembre 2010                                Il Segretario Nazionale

                                                                                                                        Dino DI TULLIO

 

 

27 ottobre 2010

Dall'Abruzzo la denuncia di un cittadino disabile.

Pubblichiamo la lettera di sfogo, l'ennesima, di Nicolino Di Domenica che, dopo anni di lotta per i propri diritti, si è deciso a sporgere denuncia (vedi a fine articolo). Esprimiamo la massima solidarietà all'amico Nick.

DOVE SONO FINITI I MIEI DIRITTI?

In Italia paese membro delle nazioni Europee che di recente ha ratificato anche una convenzione sui diritti delle persone con disabilita, paese che ha emanato leggi che dovrebbero tutelare i diritti dei più deboli come la L. 162/98 la L. 104/92 per garantire, tra le tante cose, una “Vita Indipendente”al disabile grave in grado di autodeterminarsi, la legge 328/200 per “interventi e servizi sociali” la L. 68/99 che dovrebbe garantire parità di lavoro alle persone con disabilita e infine la nostra costituzione dove ogni essere umano ha  parità di diritti.

Ebbene, tutte queste leggi in Italia sono interpretate secondo dove si vive, secondo l’intelligenza di chi le interpreta e secondo le persone che si vogliono favorire alla fruizione di tali diritti. ì

Perché questo sfogo? Perché dove ho la sfortuna di vivere, le persone come me con una disabilita motoria grave, che nonostante tutto hanno avuto la fortuna di avere un dignitoso lavoro, dopo un aggravamento della malattia si sentono dire: “arrangiati”.

Tempo fa, secondo le leggi sopra menzionate, ho richiesto al mio comune di attivare un progetto di “Vita Indipendente” che mi avrebbe permesso, sempre secondo la legge, un’assistenza mirata e gestita da me; questo progetto mi è stato negato o meglio rimandato al prossimo anno, probabilmente, in vista delle elezioni per eleggere il nuovo sindaco cogliendo l’occasione per una fruttuosa campagna elettorale ….

Allora ho chiesto che mi fosse concesso almeno l’Assegno di Cura come da delibera regionale dell’8 marzo n. 149/2010 per un sostegno alla mia famiglia, che mi permette di vivere in casa anzichè in un istituto dove costerei oltre 300 euro al giorno, ma anche questo mi è stato negato.

Infine ho fatto una richiesta, sempre secondo la Legge, di usufruire dei servizi di trasporto al lavoro dei servizi sociali; negata anche quest’ultima richiesta, perché il Piano Sociale dell’ambito 22, che comprende il mio comune, non prevede questo servizio ma prevede solo il trasporto scolastico e presso i centri di cura riabilitativa.

Ora io mi domando a cosa serve far studiare e curare un disabile se poi nel momento in cui dovrebbe mettere a frutto la sua intelligenza e le sue capacità in un lavoro produttivo, smettendo quindi di essere un “peso” per la società,  egli viene abbandonato a se stesso?

Mi piacerebbe incontrare i grandi esperti che hanno redatto il nostro Piano Sociale, i Piani di Zona,   i PLNA, PAI  escludendo, tra tutte le altre cose anche il diritto al lavoro. ( che criteri hanno usato? Che dati? Che competenze? Che esperienza?).  

Qualche mese fa, durante un colloquio con un assessore nel quale rivendicavo questi diritti, un’assistente sociale mi disse questa frase “beh! Vede signor DI DOMENICA lei ha la fortuna di avere un lavoro può così pagarsi un assistente”; la mia risposta fu rapida e lapidaria: “vede signora io non so cosa faccia Lei col suo stipendio, io con il mio ci devo sopravvivere!!!!” (chissà se anche lei partecipa alla redazione dei Piani su elencati?).

Vorrei sapere da voi cosa e come si deve fare per combattere contro pregiudizio, ignoranza, prepotenza e malcostume di chi ci governa? Naturalmente stanco di tutto questo ho dato mandato all’avvocato Ida DI DOMENICA di Roma per denunciare tutti questi soprusi che ritengo di subire ingiustamente; adesso si vedrà se i diritti valgono anche per chi vive a Lanciano.

Lanciano,27/10/2010

                                                                 Nicolino DI DOMENICA

                                              Responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo

                                            Consiglio Direttivo AIAS sezione di Lanciano Onlus

                                                                       

 Recapiti:

Cell. 3280213632 abit. 0872716881

e-mail: nicolino.didomenica@tiscali.it

                                     

Leggi qui la denuncia

 

 

25 ottobre 2010

A.A.A. Bella donna disabile offresi come modella

Pubblichiamo volentieri l'appello di Cinzia Rossetti. Laureata, da anni lotta per la sua indipendenza, ora si propone nella sua bellezza di giovane donna. Perchè no?

Brescia. «Bella donna con disabilità offresi come modella». Non è uno scherzo nè una provocazione, piuttosto l'idea coraggiosa e innovativa di una trentanovenne bresciana affetta da tetraparesi spastica.
Cinzia Rossetti è la protagonista di una storia che di comune ha ben poco, ma che la dice lunga sul coraggio e la voglia di vivere di chi, pur tra mille difficoltà, non ha rinunciato ai suoi sogni.
Cinzia convive da sempre con una malattia fortemente invalidante, eppure nell'arco di questi 39 anni si è laureata in Scienze dell'Educazione, ha trovato un lavoro presso la Bottega Informatica, ha fondato una associazione di volontariato (si chiama «Zanzébia» e nel maggio scorso è stata insignita del premio «Città di Brescia Albino de Tavonatti») e ora sta tentando di andare a vivere da sola. Conduce, insomma, una esistenza «quasi» normale, e proprio per questo non vuole rinunciare al suo «diritto ad essere bella e femminile». Così, ha deciso di posare per un book fotografico alquanto inconsueto.
«L'IDEA MI È NATA giusto un anno fa, quando sono stata a Torino a vedere una mostra di Paolo Ranzani nella quale spiccavano un paio di foto che ritraevano atleti disabili come la ballerina Simona Atzori e la medaglia d'oro del basket Andrea Rocca», racconta Cinzia dalla sua casa di Botticino, dove vive con la famiglia nell'attesa di avere un'abitazione tutta sua. «Da lì ho iniziato a coltivare il sogno prima di portare la mostra a Brescia e poi di diventare io stessa protagonista di alcune fotografie, per dimostrare come anche una persona affetta da disabilità possa essere fiera del suo aspetto fisico e del suo essere donna», sottolinea Cinzia, che ha scritto una email a Paolo Ranzani per illustrargli la sua idea.  A poco a poco tra loro è nata una amicizia, poi sfociata nella realizzazione del tanto atteso book fotografico.
«Realizzarlo è stato emozionante e divertente - racconta la giovane bresciana - e le foto che ne fanno parte sono davvero bellissime, foto che mi fanno sentire donna, attraente, desiderabile, e questo nonostante e a prescindere dal mio handicap».
LA STORIA, PERÒ, non finisce qui. Realizzato il book, Cinzia decide di inviarlo ad alcune agenzie di moda e una di queste, a fine agosto, le ha risposto dicendo di essere interessata. Quando Cinzia, però, ha inviato altre immagini e i responsabili dell'agenzia si sono accorte del suo handicap sono spariti. «Per me è stata una grande delusione - racconta Cinzia senza tradire alcuna debolezza -: penso che la mia proposta sia innovativa e grintosa e non comprendo perché nel nostro Paese la mentalità sia così arretrata da non accettare che anche una donna o un uomo con handicap possano posare per immagini accattivanti. Perché non dobbiamo avere pari opportunità in questo? Perché dobbiamo rinunciare a piacere e a piacerci?».
Cinzia di sicuro non si arrende: nelle scorse settimane ha inviato numerose lettere ed email a riviste femminili e di moda proponendosi come modella e a dicembre sarà protagonista della trasmissione di Rai 3 «Racconti di vita», dove la sua vicenda verrà accostata a quella - ad oggi molto diversa - della modella disabile inglese Shannon Murray, le cui immagini per mesi hanno tappezzato Oxford Street. Certo, l'Inghilterra non è l'Italia, e una sedia a rotelle non è proprio l'equivalente di una tetraparesi spastica: ma la bellezza non è sempre bellezza?

 fonte: Bresciaoggi

P.S.

Desidero fare alcune precisazioni:
La mia disabilità motoria non è dovuta ad una malattia, ma ad un'asfissia neonatale. Io non sono malata, non soffro, cammino con aiuto, parlo, mi muovo... conduco una vita come Voi. Oltre a lavorare come impiegata presso la Bottega Informatica, lavoro come educatrice nelle scuole di ogni ordine e grado nella cooperativa Zanzebia, svolgendo il Progetto Calamaio, incontri sulla diversità, rivolto a tutti i bambini/ragazzi.
L'agenzia di moda è sparita, non vedendo la mia foto, perché mi aveva già selezionato per incontrarmi, ma dopo che le ho scritto che avevo una disabilità motoria e presentavo una proposta innovativa...

Cinzia

 

 

24 ottobre 2010

Un treno a misura di persone disabili sulla tratta Torino-Milano

Parte a brevissimo il primo servizio di trasporto passeggeri Arenaways, in concorrenza con le FS. Prezzi simili all'intercity, qualità da business class. Per arrivare da Milano a Torino impiegherà un'ora e 35 minuti. Le carrozze saranno dotate di ogni comfort, servizio bar, un negozietto che vende prodotti alimentari tipici del territorio, prese per telefoni e computer, sistema audio e video. Sono le caratteristiche della prima concorrenza alle Ferrovia dello Stato sul trasporto passeggeri.

La società parte con due treni, da 200 posti ciascuno, per dieci corse giornaliere fra Torino e Milano (con fermate a Lingotto, Porta Susa, Santhià, Vercelli, Novara, Rho Fiera e Porta Garibaldi), più due corse quotidiane da Arquata Scrivia e Milano, con fermate a Tortona e Voghera, e altre due fra Arquata e Torino, con soste ad Alessandria e Asti.

I prezzi partiranno da un costo del biglietto di sola andata da Torino a Milano pari a 17 euro, dunque molto più basso rispetto a quello della Freccia Rossa (che però arriva in un'ora), un po' più alto della media degli Intercity (che impiegano un po' più tempo) e più alto dei regionali, che però ci mettono più di due ore. Come ha sintetizzato l'amministratore delegato nonchè fondatore Giuseppe Arena, «la qualità business al prezzo di un Intercity».

Ma si tratta solo di una tariffa iniziale, perchè la società annuncia sconti per chi acquisterà carte prepagate, e abbonamenti a partire dal mese di gennaio. Questi ultimi danno diritto al posto prenotato senza alcuna maggiorazione. Per tutti i passeggeri, in caso di ritardo, sarà garantito il rimborso entro cinque minuti dall'arrivo in stazione. L'acquisto dei biglietti sarà sempre possibile anche a bordo, senza maggiorazioni, oppure per via telematica o telefonica.

In genere, si tratta di un collegamento pensato per pendolari e viaggiatori frequenti, ai quali verrà assicurata un'alta qualità di servizi. I convogli in partenza a ottobre disporranno di una carrozza speciale da 20 posti attrezzata per i disabili, e altre due carrozze tradizionali con 82 posti. Oltre ai comfort già citati, si possono ricordare i sedili traspiranti, con fodere in pelle, macchinette pulisciscarpe, portaombrelli, portariviste.  I convogli sono assemblati in Romania, ma prodotti per la maggior parte da aziende italiane.

Il commento dell'Amministratore Delegato dell'azienda Muhammed Eid: "L'assistenza é garantita: per salire a bordo, il passeggero disabile potrà contare su una pedana elettrica, che per il momento sarà assistita, per questioni di sicurezza. Ma stiamo già pensando a come rendere il passeggero completamente autonomo anche in questa fase, senza naturalmente sacrificare la sicurezza". A bordo treno, poi, sarà assicurata un'assistenza continua, per tutta la durata del viaggio. "Ma la cosa più importante per noi - spiega ancora Eid - è proprio permettere al passeggero disabile di essere completamente autonomo, in modo che non debba sempre ricorrere all'aiuto di qualcuno, né sia costretto a rimanere fermo al suo posto. L'idea che ci ha guidato - conclude Eid - è quella di vestire la carrozza intorno al passeggero. Se riesco a renderla confortevole per il più debole, certamente lo sarà anche per tutti gli altri".

Arenaways è già attiva su Alessandria, dove porta circa mille turisti alla settimana dal Nord Europa, quest'anno i treni internazionali arriveranno a 75 e saliranno a 258 nel 2011. E nel futuro sono previsti nuovi collegamenti in Piemonte, per esempio verso Biella, ma anche in direzione di Genova e Venezia.

 

 

19 ottobre 2010

Progetti di Vita Indipendente in Piemonte: aggiornamenti

-8 novembre 2010 aggiornamento: in attesa di ulteriori notizie vi rimandiamo alla pagina delle delibere regionali dove è stata inserita la DGR n° 15-801 del 15 ottobre 2010, pubblicata sul bollettino regionale del 4 novembre 2010, e le Determine Dirigenziali 404 e 405 con gli importi destinati ai Consorzi Socio-Assistenziali

Con il nuovo assetto regionale il finanziamento relativo all'assistenza sociale destinato ai Consorzi Socio-Assistenziali in Piemonte non prevede più la diversa destinazione delle risorse, come negli anni passati con delibere definite, bensì un unico fondo che i Consorzi gestiranno secondo le loro economie e bilancio, pur restando ferme le linee di indirizzo, ad esempio, per le risorse destinate alla legge 104 -162 e progetti relativi. Riguardo la delibera per la continuazione del finanziamento ai progetti di vita indipendente, per il 2010 (per noi è in effetti il 2011), essa non uscirà più quindi a parte ma sarà compresa nell'unico finanziamento. Ciò nonostante occorre dire che l'Assessore Caterina Ferrero è stata di parola, come già anticipato durante l'incontro con noi (vedi qui) riconfermando per il prossimo anno (e si spera anche per gli altri 2 anni successivi programmati), lo stesso importo del 2009. Queste conferme arrivano, oltre che dai funzionari dell'Assessorato Politiche Sociali, da noi interpellati, anche dalle parole dello stesso Assessore, che ha ribadito in conferenza stampa e può esser letto nell'articolo apparso sul quotidiano La Stampa edizione di Torino di domenica scorsa 17 ottobre (appena avremo l'articolo sarà pubblicato). Inoltre, dal sito "Piemonte Informa" del 15 ottobre 2010, nelle Decisioni della Giunta Regionale, è possibile la conferma, sotto il paragrafo destinato alle persone disabili. Ecco un estratto:

Difesa della vita, sostegno ai disabili, finanziamenti a progetti di ricerca, affidamento degli incarichi ai direttori sono i principali argomenti affrontati dalla Giunta regionale durante la riunione di questa mattina.

Difesa della vita. Il “Protocollo per il miglioramento del percorso assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza” proposto dall’assessore Caterina Ferrero intende attivare azioni ed interventi necessari a garantire il diritto alla procreazione cosciente e responsabile ed alla vita nascente, ridurre ulteriormente i tassi di interruzione volontaria di gravidanza in Piemonte mediante il miglioramento del percorso assistenziale offerto dai servizi consultoriali, attuare azioni ed interventi coordinati per il sostegno alla maternità difficile per ragioni economiche e sociali. Tra le azioni e gli interventi coordinati, viene valorizzato il ruolo delle organizzazioni di volontariato operanti nell’ambito del sostegno alle donne e alla famiglia, quali portatrici di valori etici e di solidarietà sociale.

Disabili. Si è stabilito, su proposta dell’assessore Caterina Ferrero, che l’entità dei finanziamenti ai soggetti gestori delle funzioni socio-assistenziali per il sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie, nonché per i progetti di vita indipendente, non possa essere inferiore a quella assegnata ed erogata nel 2009.

Con questa precisazione, ci auguriamo che i Consorzi mantengano i progetti in essere e che, sotto la spinta delle persone che presenteranno progetti nuovi,con l'azione della nostra Associazione, possano destinare finanziamenti in questa direzione ove richiesti e motivati, secondo le Linee Guida attuali. Il nostro prossimo obbiettivo è quello di presentare una Legge Regionale a tutela dei progetti di assistenza personalizzata. Dopo 6 anni i tempi sono maturi.

G.T.

 

20 ottobre 2010

La ruota gira controvento, appuntamento a Bruino (To)

Continua lo spettacolo itinerante dell'Associazione Terapia d'arte, dell'amico e socio Carlo Mariano Sartoris, con l'evento:"Quando la ruota gira controvento", questa volta nel Comune di Bruino (To), In occasione della manifestazione:

C’ERA UNA VOLTA IL TOKAJ 2010

Tipo: Spettacolo teatrale, ingresso libero

Inizia: sabato 23 ottobre dalle ore 21.00 alle 23.00 circa

Luogo: Sala Pertini, via san Rocco 8 Bruino

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: TEL. 011-9086095 Comune di Bruino

Vedi la locandina

 

10 ottobre 2010

Apericena di solidarietà a Pianezza

Il Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo, sezione di Pianezza, il Gruppo Folk Pianezza con Li Brucatè e il Laboratorio Civico Astrolabio di Pianezza organizzano un'occasione di aggregazione e divertimento con balli piemontesi, franco-provenzali e occitani facendo del bene.

Sabato 18 ottobre presso l'Azienda Agricola f.lli Ferrero, via Rocciamelone 30 a Pianezza (To).
Dalle 18,00 inizieremo con un apericena autogestito, potete portare la ricetta che vi viene meglio e condividerla con tutti...
Dopo l' apericena si apriranno le danze con Li Brucatè ...

I fondi raccolti verranno devoluti alla nostra Associazione.
Per sapere qualcosa di più su chi ci allieterà con le musiche cliccate qui:
http://www.gruppofolkpianezza.com/Inostri_balli.html

L'Associazione Consequor ringrazia Michele Santarella e Mauro Perino per l'organizzazione e l'interessamento e la socia Tania Bocchino per l'idea.

Vi aspettiamo numerosi, i locali sono al coperto.

Il Movimento Cinquestelle Pianezza è su Facebook qui

Aggiornamento di domenica 17 ottobre

Mario Perino del Movimento 5 Stelle di Pianezza comunica:

"Nonostante il freddo e il brutto tempo che ha indotto molte persone a rimanere a casa, è stato un successo , il calore nel cuore e nello spirito di chi ha partecipato ha avuto la meglio contro il clima autunnale. Abbiamo raccolto 190 euro durante la festa , e al termine si sono aggiunte altre 50 euro donate dalla famiglia Ferrero che ci ha ospitato nella loro azienda agricola . Lunedì mattina provvederemo a effettuare il versamento di 240 euro a favore di associazione Consequor , un grazie a tutti per il contributo in una nobile causa e per la splendida serata ."

Il Consiglio Direttivo (presenti alla serata: Gianni Pellis, Germano Tosi e Gino Bevilacqua) ringraziano a nome di tutta l'Associazione Consequor, il Movimento 5 Stelle di Pianezza, nella persona di Mario Perino, il Gruppo Folk "Li Brucatè" e la Famiglia Ferrero per l'ospitalità e l'offerta. Si ringraziano specialmente TUTTE le persone intervenute che hanno contribuito con tanta allegria , oltre che finanziariamente. Ringraziamo infine Fabrizio Biolé Consigliere Regionale del Movimento 5 Stelle, per l'interessamento alla causa dell'assistenza personale in forma autogestita, scopo perseguito dalla nostra Associazione. Alcune foto della serata potete vederle su Facebook qui: http://www.facebook.com/photo.php?pid=31130838&id=1161116567

Alla prossima!

G.Tosi

 

 

4 ottobre 2010

La Rupe Tarpea

Nei giorni scorsi su Facebook, noto Social Network  della rete Internet, ha fatto il giro d'Italia una sconcertante affermazione di tale prof. Joanne M. Pini, docente al Conservatorio di Milano, il quale in un contesto di una discussione, cita la "Rupe Tarpea" quale rapida soluzione per eliminare, nel vero senso del termine, il "problema" degli alunni disabili. Ma non in quanto alunni, bensì...disabili. Per gentile richiesta pubblichiamo di seguito, il punto di vista di una nostra socia. Per gli altri commenti invitiamo i lettori a scriverci ed a consultare in rete altre testimonianze.

Lettera aperta al Professor Joanne Maria Pini.

Mi unisco a quanto scritto da Anita Pallara (persona con disabilità) nella lettera pubblicata su “Il Fatto Quotidiano” del giorno 5 ottobre 2010, per aggiungere alcune mie considerazioni in merito all’episodio avvenuto sul Social Network Facebook e che vede protagonista il Professor Joanne Maria Pini, docente di armonia presso il Conservatorio di Milano.

Io sono una donna disabile di 32 anni e ritengo di dover prendere posizione nei confronti di quanto avvenuto, non certo per una personale offesa, ma in tutela dei valori in cui credo fermamente, valori nei quali la cultura e la libertà vantano un ruolo di spicco. Il Professor Pini, godendo della libertà di esprimere le proprie opinioni, è responsabile di aver affermato, in risposta alla proposta dell’Assessore Pellegrino di  estromettere i disabili dalle scuole: Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare. Stiamo decadendo geneticamente[...].stiamo vivendo nel periodo più triste della storia dell'umanità: tutto è contro natura".

Innanzitutto ricordo al Professor Pini che dalla Rupe Tarpea, che si trova sul lato meridionale del Campidoglio, venivano gettati i traditori condannati a morte, mentre i bambini spartani deboli o deformi, secondo la tradizione, venivano abbandonati sul Monte Taigeto che si erge nel Peloponneso. Tuttavia non è mia intenzione disquisire sulla preparazione culturale del professore, bensì sulla sua sensibilità intellettiva. Egli sostiene che quello attuale è il periodo più triste della storia dell’umanità – convinzione peraltro discutibile – poiché tutto è contro natura. Ebbene io vorrei far presente al Professore che la cultura Occidentale è nata proprio da quell’andare contro natura che egli tanto aborre; il tentativo esperito dalla civiltà occidentale di contrastare la natura, ha creato la società democratica alla quale tutti noi siamo debitori. Come afferma Camille Paglia, nota antropologa statunitense:”L’aggressività della Natura può essere controllata soltanto dal contratto sociale.” Il rispetto delle libertà individuali che nella nostra società, seppur in misura parziale e non totalmente soddisfacente, è garantito a tutti i cittadini, è frutto di un alacre percorso antropologico che ha sopperito alla sregolatezza della Natura con norme e leggi che tutelano l’uguaglianza e la dignità di ogni individuo. L’esempio più efficace, per quanto ci riguarda, è dato dalla Costituzione Italiana. Costituzione che ognuno di noi dovrebbe difendere dai rapaci agguati di coloro che vogliono farne scempio. E’ quindi per merito di efficaci tentativi di andare contro natura che il Professor Pini, come molti altri, ha avuto la possibilità di ricevere un’istruzione. Viceversa non insegnerebbe in alcun Conservatorio e non avrebbe mai avuto la possibilità di esprimere un’opinione tanto ardita quanto facilmente contestabile su uno dei più grandi Social Network, poiché sarebbe stato troppo impegnato a soddisfare mere esigenze di Natura, quali spargere il proprio seme, nutrirsi ed espletare primitivi bisogni fisiologici.

“Resto però convinto del fatto che a scuola siano penalizzati i migliori”aggiunge Pini, tralasciando famosi esempi di illustri disabili che hanno dimostrato di essere più che degni dell’istruzione ricevuta.

“Suona”strano, infatti che un insegnante di Conservatorio non riconosca in Glenn Gould, affetto con molta probabilità da una forma debole di autismo nota come sindrome di Asperger, o in Ludwig Van Beethoven, affetto da pesante sordità, quei “migliori” che nonostante la disabilità hanno dato un contributo significativo alla cultura di cui siamo custodi.

Se io fossi particolarmente  intransigente dovrei inoltre ricordare al Professore che anche la pena di morte, a cui allude nel commento sarcastico sulla Rupe Tarpea, è un atto contro natura, poiché interferisce con il naturale decorso biologico dell’essere umano… Tuttavia concludo la mia lettera invitando il Professor Pini a difendere la cultura di cui egli beneficia, nel ruolo di docente, anziché invocare un cruento, incivile vivere secondo Natura.

Tania Bocchino

 

 

3 ottobre

Partita di calcio benefica

Giovedì 7 Ottobre alle ore 15.30 presso il campo sportivo comunale P. Penno di Felizzano si svolgerà un incontro benefico di calcio tra U.S. Felizzano e U.S. Alessandria Calcio a favore della Fondazione Uspidalet di Alessandria.

L’iniziativa andrà a favore del progetto di Anestesia e Rianimazione Pediatrica dell'Infantile, presentato dal dr. Fabrizio Racca, che prevede la possibilità di ventilare a domicilio i bambini con gravi problemi respiratori, che rappresenta il luogo primario delle cure e costituisce non solo una scelta umanamente significativa, ma soprattutto una modalità terapeutica spesso irrinunciabile.

L’attività della Fondazione è mirata alla raccolta fondi per lo sviluppo di progetti legati prioritariamente all’ospedale Infantile, (presidio pediatrico di riferimento della Regione Piemonte insieme all’Azienda OIRM Sant’Anna di Torino) e agli altri presidi Civile e Borsalino, sia per favorire l’assistenza e la prestazione dei servizi sanitari, dignitosa anche a chi non ne ha i mezzi, attraverso l’acquisto di macchinari e attrezzature, sia per contribuire al finanziamento della ricerca scientifica.

Grazie di cuore a tutti coloro che contribuiscono alla buona riuscita dell'evento e un grazie anticipato a tutti coloro che interverranno. Spero che i partecipanti siano numerosi e a chi non potesse presenziare ricordo che può comunque contribuire con un'offerta qualora ne avesse il piacere... 

Vi chiedo anche di far circolare l'invito per piacere.

Per ulteriori info contattatemi x email o al 339-4693456 e per il programma fare click sull'immagine

Francesca Penno aorghie@libero.it

 

3 ottobre

Dall'Abruzzo una brutta storia da chiarire

Una brutta odissea di una persona con disabilità. Nicolino Di Domenica, rappresentante del Movimento Vita Indipendente di Lanciano, evidenzia con la sua testimonianza la "via crucis" di un amico che, ricoverato in una RSA, è costretto a finire in ospedale per una ferita...

Vai alla pagina dedicata

 

 

3 ottobre 2010

Nuova opportunità di lavoro

Giovedì 7 ottobre alle ore 21 ad Asti presso la sede dell'AICS provinciale in via Fiume 27 angolo via Zara ci sarà una serata di presentazione collettiva di un progetto di lavoro piuttosto interessante.

E' un lavoro molto semplice, che riescono a fare tutti; è adatto a uomini e donne, a giovani e a meno giovani; non servono particolari titoli di studio, non servono capitali, non ci sono rischi di nessun genere; si lavora in gruppo e ognuno viene seguito passo dopo passo fino a quando serve. Partecipare alla serata di giovedì non è impegnativo e non costa nulla.

Chi ascolta le nozioni di base e desidera approfondire il discorso può poi fissare un colloquio individuale per sciogliere tutti i dubbi eventuali. Chi poi decide che il progetto interessa, viene inserito in un percorso formativo serio e ben collaudato, che insegna tutto ciò che serve.

Per qualsiasi chiarimento potete contattarmi al 333 / 2467854 oppure potete scrivermi all'indirizzo pierobosia@alice.it , anche su Facebook, se preferite.

Chiedo solo la cortesia di una conferma, per sapere quanta gente viene.

Un saluto a chiunque legga queste poche righe.

Piero Bosia

 

 

28 settembre 2010

Regione Piemonte e sociale: tagli o non tagli?

Sui fondi per i consorzi socio-assistenziali - che nei giorni scorsi hanno sollevato le prime polemiche da parte di quanti ci rimettono, in primis Torino - si va ai tempi supplementari.

La pausa di riflessione rimanda alla Regione. ieri mattina, in giunta, Roberto Cota ha ribadito che il comparto del sociale - analogamente a quelli dell’occupazione, della sanità e del trasporto pubblico locale - è «blindato». Le sforbiciate ai conti degli altri assessorati dovranno tenere conto di questi punti fermi: linea ribadita, e condivisa, nella torrenziale riunione di maggioranza convocata ieri sera sul bilancio. Domani il documento sarà approvato in giunta, entro fine mese approderà in Consiglio. Tra le novità, una nuova entrata legata alla pulizia dei fiumi. Per gli anziani non autosufficienti si privilegerà l’assistenza domiciliare sostenendo i famigliari con contributi economici.

Nel caso del sociale, significa due cose: no a tagli penalizzanti per alcuni consorzi; giusto ripartire le risorse equamente sul territorio, all’insegna di nuovi criteri, ma senza dimenticare che il disagio si concentra soprattutto nelle realtà urbane di maggiori dimensioni.

Sono i concetti sui quali stando ad alcuni dei presenti, il Governatore ha insistito in giunta. La traduzione pratica di questa linea è l’incontro che Caterina Ferrero, assessore alla Sanità e all’Assistenza, convocherà in settimana con i responsabili dei consorzi a Torino e in alcuni grandi comuni della cintura.

Per intenderci, quelli che subiscono tagli rispetto al 2009 e si sono visti annunciare ulteriori economie nel 2011: Torino, ma anche Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Ciriè, e - in misura meno marcata - Vercelli e Novara. Da qui i malumori e le polemiche, subito sposate dalla Provincia, divampate al termine della recente Conferenza Regione-autonomie locali: nell’occasione, l’assessore aveva illustrato il riparto delle risorse 2010-2011 contenuto nella prossima delibera.

L’obiettivo del nuovo incontro consisterà nel valutare l’impatto della ripartizione delle risorse sui territori di riferimento, le criticità e gli stati di sofferenza. Se sarà il caso, e i consorzi interessati non ne dubitano, prevedendo nuovi fondi attinti da capitoli di spesa su temi affini: dalla famiglia al welfare. «Riconvocherò soltanto i sette consorzi in difficoltà», conferma Ferrero. «Le risorse complessive previste dal fondo indistinto restano le stesse, ma possiamo metterne a disposizione altre per interventi specifici. Analizzeremo puntualmente bisogni e necessità». Di più l’assessore non dice. Né smentisce la filosofia che sovrintende alla controversa delibera».

Soddisfatto il presidente della Provincia Saitta, che aveva sottolineato come le sforbiciate riguardino prevalentemente comuni amministrati dal centrosinistra. Cauto Marco Borgione. «Apertura positiva, vedremo - commenta l’assessore comunale ai Servizi sociali di Torino. Al netto dei progetti straordinari per la tutela delle fragilità e per gli adeguamenti tariffari, finanziati dalla giunta Bresso nel 2009 e ora non inseriti nell’assestamento di bilancio, Torino ci rimette 7,6 milioni. E’ una cifra che parla da sola».

Fonte: lastampa.it – r.f

 

 

25 settembre 2010

DIVENTIAMO PORTAVOCE DELL’ASSISTENZA PERSONALE

Un confortante sole ci accompagna durante i tre giorni a Strasburgo, in occasione dell’assemblea generale di ENIL (European Network on Independent Living), terminata mercoledì 22 settembre, con l’importante incontro organizzato insieme ad alcuni eurodeputati al Parlamento Europeo, (vedi più in basso).

Mi affaccio con emozione il primo giorno, nella sala del convegno, per incontrare persone disabili provenienti da tutta Europa, (Svezia, Norvegia, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Italia, Francia, Spagna, Germania, Belgio, Slovenia, Bulgaria…) alcune tra le quali, da oltre 20 anni, combattono per il diritto dell’assistenza personale quale chiave per una vita indipendente. Dall’Italia siamo in 5: Raffaello Belli, già membro del Consiglio di ENIL e Associazione AVI Toscana, il sottoscritto ed Elisabetta Gasparini quali rappresentanti di ENIL Italia, Silvia Cutrera presidente AVI Roma, Agenzia per la vita indipendente e Stefania Valesi del Comitato Lombardo vita indipendente. La condivisione delle proprie idee e conoscenze con tutte queste persone, nel rispetto delle proprie culture e personalità è una esperienza assolutamente formativa. Il denominatore comune è la ferrea determinazione e la grande disponibilità nel voler costruire qualcosa, non solo per se stessi bensì per tanti, con empatia e decisione. Tra i vari importanti argomenti previsti nella scaletta dell’assemblea, già esposti nel precedente articolo (link…), vorrei evidenziare sinteticamente alcuni fondamentali passaggi. Il workshop dedicato ad illustrare la situazione in ogni nazione europea relativa alla diffusione della P.A. (personal assistence), l’impatto conseguente all’introduzione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, la legislazione vigente in materia di disabilità. Un quadro generale necessario per la futura strategia di ENIL che pone tra i primi obbiettivi anche la de istituzionalizzazione delle persone con disabilità, le pari opportunità ed appunto una direttiva europea che preveda la possibilità di scelta dell’assistenza personale in ogni nazione, all’interno della gamma dei servizi sociali destinati alle persone con disabilità. Queste le linee di intervento che fortemente sono state ribadite durante l’incontro di mercoledì 22 settembre al Parlamento Europeo, alla presenza di ADAM KOSA (*) presidente del Disabilities Intergroup dell’EDF (European Disabilities Forum) e persona con disabilità. Tra gli altri eurodeputati in sala era presente anche un membro italiano dell’intergruppo, che con grande disponibilità ha accettato la richiesta per un prossimo contatto volto ad una concreta cooperazione. Con questi presupposti ed opportunità realistiche dobbiamo organizzarci seriamente a livello nazionale, in prospettiva del traguardo di quel diritto perfetto esigibile per tutte le persone con disabilità, che è l’assistenza personale in forma autogestita.

Siamo noi persone disabili interessate a questa scelta, che dobbiamo farci portavoce a livello locale, comunale e regionale e, con l’aiuto dei comitati e delle associazioni che da anni lavorano e sono attive su questa linea di intenti, richiedere, reclamare e sostenere il proprio diritto ad una vita indipendente possibile con l’assistenza personale. Sulla base della Costituzione Italiana, artt. 2,3 e 118; della legge 67 del 1° marzo 2006; della legge 162 del 21 maggio 1998 art. 39 comma L/ter e della Convenzione ONU art. 19, ratificata in Italia con la legge 18 del 3 marzo 2009. ENIL Italia ha riavviato le sue attività dopo un periodo di pausa per dare modo alle realtà locali di impostare e consolidare percorsi e confronti con le rispettive istituzioni, come ormai prescrive il federalismo che ha trasferito a livello regionale gran parte delle competenze in sanità e assistenza. Le recenti campagne di caccia alle streghe (leggi falsi invalidi) che in realtà mirano a ridurre i diritti acquisiti di chi le disabilità le ha per davvero, la necessità di un collegamento fra le varie realtà, in primo luogo informativo, la necessità di crescita del movimento nel sud del Paese e la necessità di una normativa che garantisca a partire da un indirizzo statale alcuni diritti uniformemente rispettati sul territorio, hanno portato alla decisione di ripartire con campagne nazionali e con una visione d'insieme che, una organizzazione come ENIL Italia per la sua storia e la sua credibilità può affrontare.

Germano Tosi

* http://www.edf-feph.org/Page_Generale.asp?DocID=18390 link alla pag dell’EDF

Documento Consequor per assemblea generale ENIL (in Pdf, versione ITA)

Documento ENIL per assemblea generale ENIL (in Pdf, versione ITA, versione ENG

 

 

17 settembre 2010

ASSEMBLEA GENERALE ENIL A STRASBURGO

Nei giorni 20, 21, 22 settembre si terrà a Strasburgo l'assemblea generale di ENIL, European Network Independent Living.

Oltre alla votazione del nuovo Consiglio Direttivo, presentazione del bilancio e della strategia operativa per il prossimo triennio, verranno consegnati dalle organizzazioni partecipanti anche dei rapporti sulla situazione dei pagamenti indiretti e della applicazione dei principi della Convenzione ONU, da poco ratifica in Italia, che saranno discussi durante i workshop definiti. E' previsto anche un incontro con i Parlamentari europei che si renderanno disponibili. Verrà consegnato anche un documento di presentazione della nostra Associazione, ufficialmente iscritta ad ENIL Italia. ENIL Italia è membro ufficiale di ENIL (europa) dal 30 agosto 2010.

All'assemblea parteciperanno per l'Italia:

Germano Tosi vice-presidente Consequor e socio ENIL Italia;

Elisabetta Gasparini vice-presidente UILDM Venezia e membro segreteria operativa ENIL Italia;

Stefania Valesi del Coordinamento Lombardo per la Vita Indipendente;

Silvia Cutrera presidente Agenzia Vita Indipendente Roma

per altre informazioni: www.enil.eu

 

10 settembre 2010

BANDO DI SELEZIONE A TORINO

Opportunità lavorativa opportunità  per 3 giovani tra i 18 e i 28 anni (dei quali 1 anche con un eventuale disabilità fisica) di partecipare al bando di selezione per il Servizio Civile Volontario (retribuito con un trattamento economico di circa 433 euro per dodici mensilità) da effettuarsi presso il Centro Pace-IH5 in via Stradella 192 Torino, sul progetto "Centro Pace-InfoH-To5: Informare per Includere".

Gli interessati dovranno far pervenire la loro domanda entro le ore 14 del 4 ottobre 2010 secondo le modalità di presentazione descritte alla pagina http://www.comune.torino.it/infogio/sercivol/come_partecipare.htm.

Per informazioni e presentazione della domanda contattare

Posati Giancarlo
Via Stradella 192 Torino
Tel 011/4435557
Email giancarlo.posati@comune.torino.it     

 

 

7 settembre

La ruota gira controvento, appuntamento a Torino

Continua lo spettacolo itinerante dell'Associazione Terapia d'arte, dell'amico e socio Carlo Mariano Sartoris, con l'evento:"Quando la ruota gira controvento", questa volta al Teatro Erba di Torino

Tipo: Spettacolo teatrale, ingresso libero

Inizia: giovedì 23 settembre alle ore 21.00 alle 23.00 circa

Luogo: Corso Moncalieri 241, Torino

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: TEL. 0116615447 TEATRO ERBA

Anche su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=106263826099515

 

 

6 settembre 2010

Arteterapia come intervento di aiuto e sostegno

Helena Wenk è una pittrice diplomata in arteterapia nel “Centro di formazione nelle Artiterapie di Lecco” ed è socia del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente. Attraverso il processo creativo e l'uso di pennelli, carboncini, matite ed anche la computer art, è possibile produrre benessere, salute e migliorare la qualità della vita. Guarda il volantino.

Helena organizza sedute di arteterapia per bambini, adolescenti e adulti, con percorsi personalizzati per le persone con disabilità.

Per chi fosse interessato:

Como - Via Caniggia 15       tel. 031-307896      e.mail helenaw@libero.it

 

 

5 settembre 2010

All'interno della FIERA DEL LIBRO CITTà DI CERIGNOLA 7 - 8 -9 SETTEMBRE 2010 (apre collegamento su Facebook) si svolgerà il Convegno "Per un lavoro senza barriere”
Tematiche del convegno:
- Legge n. 68 del1999: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili",
- Tirocini formativi, collocamento mirato per le persone con disabilità.

Partecipano:
- Associazione Superamento Handicap di Cerignola, Simone Marinelli (socio Consequor ed ENIL Italia);
- Centro Impiego di Cerignola, Michele Torchiarella;
- SMILE Puglia, Grazia Francavilla;
- Responsabile provinciale del Collocamento Mirato, Giuseppe Ferrarelli;
- Assessore provinciale ai servizi sociali Antonio Montanino;
- Assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Leonardo Lallo;
- Assessore regionale al Welfare, Elena Gentile.

Modera:
- Giornalista del Quotidiano di Foggia, Federica Libertino.

giovedì  9 settembre alle ore 11.00

Palazzo Coccia, 41 corso Garibaldi
Cerignola - Foggia
 

 

30 agosto 2010

 

 

DISABILI VOLANDO INSIEME: 7a EDIZIONE

Domenica 26 settembre, presso il campo volo di Boglietto di Costigliole d'Asti, si svolgerà la manifestazione organizzata dai Soci del campo volo e dalla Associazione A.N.G.L.A.T. sezione di Asti-Alessandria. Le persone con disabilità potranno volare gratuitamente su: aerei, deltaplani  mongolfiera e paramotore. Alle ore 13:00 è previsto il pranzo su prenotazione al: info@boglietto.com . Per consultare il programma clicca qui.

 

 

 

 

 

7 luglio 2010

Una vittoria dei disabili a Roma:orgoglio contro pregiudizio

L'unione fa la forza. E per una volta questa forza è davvero incisiva: travolge col buon senso quelle posizioni assunte dal Governo, così assurde ed incoerenti, da far gridare alla vergogna. Ci si domanda subito: ma era proprio necessario far mobilitare per l'ennesima crociata il "popolino" delle persone disabili? Era forse una sfida? L'Italia, questo nostro Bel Paese che a dispetto dell'inno nazionale, i fratelli li divide, almeno 20 volte, oggi può celebrare la vittoria di quel popolino invisibile, che ha tirato fuori le palle, con dignità. Inutile negarlo: basta provare a stare al solleone di Roma, rischiando blocchi respiratori, con l'Adalat sublinguale pronto ad intervenire per quei 35° che domani avranno sfiancato tutti coloro che con quei miseri 256€ al mese, sono partiti a proprie spese dalle varie regioni nottetempo, per far quadrato, testuggine, e per una volta sfondare quel muro di pregiudizi.

I fratelli oggi hanno vinto, con la lotta e l'eleganza, anche per coloro che oggi erano impossibilitati ad esserci fisicamente, ma che con la testa e soprattutto la dignità, ci sono, tutti i giorni dell'anno. I Presidenti di FISH e FAND oggi, contornati da tanti partecipanti convinti e motivati, autodeterminati, hanno sicuramente capito che lo sforzo di questa giornata non è altro che un punto di partenza. Ribadendo che: "con questa forza fisica e morale oggi abbiamo vinto una battaglia, e ci prepariamo per quella più importante. il pieno diritto all'inclusione delle persone con disabilità in questo Paese".

Oggi ne siamo molto più consapevoli, ricordiamocelo come tale, questo 7 luglio.

G.T.

 

 

6 luglio 2010

MERCOLEDI' 7 LUGLIO alle ore 10 in piazza Montecitorio a Roma

Consequor è solidale con le varie Associazioni e cittadini con disabilità, sui contenuti della manifestazione organizzata da FISH e FAND, che si terrà a Roma il prossimo mercoledì 7 luglio. Sono infatti confermate le prime analisi del testo del maxi-emendamento

"Come reso noto nel comunicato Fand-Fish in data odierna, l'onorevole Antonio Azzollini, Presidente della Commissione Bilancio del Senato e relatore degli emendamenti di Maggioranza, ha presentato emendamenti che, non solo non colmano il vulnus creato sulle pensioni di invalidità, ma colpiscono radicalmente l’indennità di accompagnamento lasciandola come misura residuale destinata ad un gruppo limitato di persone, ovvero coloro impossibilitati a compiere gli atti “elementari della vita”. Il dispositivo mira chiaramente ad escludere una larghissima fascia di persone con disabilità così come si evince dalla relazione al testo dell’emendamento: riguarda infatti sia persone con disabilità motorie che intellettive che mangiano o si vestono da sole. Vengono escluse dal provvedimento quelle persone che un tempo avremmo definito “gravissimi”. Si faccia attenzione: ciò vale anche per coloro che svolgono per mezzo di ausili e parzialmente quelle definite “attività elementari”.
Non solo. Ciò vale per tutti, anche per chi oggi ne è titolare a pieno titolo. Sono toccati anche i cosiddetti diritti acquisiti.
La presa in giro dell’annunciata abrogazione del primo comma dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010, che prevedeva l’innalzamento della percentuale di invalidità (da 74% all’85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili), passa in secondo piano rispetto ad un atto brutale di riduzione drastica dei pochi diritti esigibili. E’ legittimo sospettare che siamo solo all’inizio: l’intento è di ridurre il costo del welfare in previsione dell’attuazione del federalismo fiscale che, stando ai maggiori analisti, in queste condizioni porterebbe ad un esplosione esponenziale della spesa pubblica. Ragione per cui vengono drasticamente tagliate risorse a servizi, prestazioni e benefici non più orizzontalmente, bensì con precisione chirurgica riducendo le possibilità di accesso(...)
E' necessaria un attivazione immediata e forte. Il rischio è di mettere in discussione ogni diritto."

Sono previste manifestazioni di solidarietà per chi non può andare a Roma. A Pavia ad esempio, il Centro Servizi Volontariato, le Associazioni che si occupano di disabilità, tra cui la UILDM locale, si riuniscono in piazza Mezzabarba. Fai click sull'immagine
 

Interessante ed esplicativo il dossier con dati, cifre e fatti reali sulla disabilità italiana intitolato: "raccontiamola giusta" in Pdf, pubblicato dalla FISH, contro una sbagliata campagna mediatica.

Per ulteriori approfondimenti:

FISH Onlus: http://www.fishonlus.it/manifestazione-contro-la-manovra-roma-7-luglio-2010/che-cosa-chiediamo/

Superando: http://www.superando.it/content/view/6158/112/

 

 

22 giugno 2010

Incontro con l'Assessore regionale Caterina Ferrero

Un positivo scambio di idee e considerazioni in vista di un riordino delle prestazioni sociali esistenti in Piemonte. Così possiamo definire l'incontro di ieri, presso la sede della Regione di corso Regina Margherita a Torino, con la dott.ssa Ferrero, Assessore alle politiche sociali, tutela della salute e sanità, che ringraziamo per la sua disponibilità. Abbiamo fortemente voluto questo appuntamento per continuare il percorso, che da anni abbiamo intrapreso con l'Assessorato, nella possibile scelta da parte delle persone con disabilità, della assistenza indiretta in forma autogestita e progettata. Un gioco di anticipo necessario a garanzia delle buone prassi instaurate grazie alle delibere con i finanziamenti rivolti ai Consorzi socio-sanitari, chiamati a sostenere questa scelta che vede protagonista la persona disabile in un'ottica di diritti e doveri, per la propria inclusione attiva nella società. Con l'occasione abbiamo invitato l'Assessore, a partecipare al prossimo Convegno che l'Associazione sta organizzando per fine settembre, come due anni addietro, a Vezza d'Alba (Cn), con il programma in via di definizione ed il focus portante su: "l'assistenza autodeterminata e autogestita: un risultato raggiunto nell'ottica del federalismo solidale".

Il Consiglio Direttivo

 

 

19 giugno 2010

Dal Convegno di San Nicandro (Fg): tiriamo le somme

Nel pomeriggio di venerdì 18 Giugno, nell’ androne dell’Associazione Superamento Handicap della cittadina garganica di San Nicandro, nell’ambito del progetto realizzato, con il piano di azione DIRITTI IN RETE per l’integrazione sociale dei disabili finanziato dalla Regione Puglia, denominato Impariamo a Socializzare e a Informarci” dal 1° congresso nazionale del sindacato SFIDA, si è tenuto un convegno sulla tematica, poco conosciuta dei progetti di VITA INDIPENDENTE, intesi come diritto di scelta destinato alle persone con disabilità grave e gravissima che intendono autodeterminarsi nella società e autogestire in maniera autonoma il proprio progetto personalizzato, con l’aiuto di un assistente personale. (vedi articolo seguente per il programma).                  

Alla presenza del sindaco di San Nicandro Garganico, Costantino Squeo e degli assistenti sociali Angela Nardella Assessore comunale sanità e servizi sociali, Cinzia Tenace, Assessore comunale alle politiche e infrastrutture sociali della piccola cittadina garganica, sono intervenuti a spiegare in maniera dettagliata, su cos’è un progetto di Vita Indipendente i signori:

-         Dino Di Tullio, segretario nazionale del sindacato SFIDA,

-         Simone Marinelli, presidente dell’Associazione Superamento Handicap di Cerignola,

-         Domenico Costantino, presidente dell’Associazione M.O.V.I del Molise,

-         Pietro Ciarciaglino, segretario dell’associazione M.O.V.I del Molise, 

-         Maria Cariello, responsabile della proposta di legge regionale Molise Vita Indipendente,

I relatori hanno redatto e sottoscritto un documento, avente come destinatari l’Assessore Regionale al Welfare, Elena Gentile, che per impegni istituzionali è mancata al convegno, ed il sindaco di San Nicandro Garganico, Costantino Squeo, quest’ultimo provvederà a farsi portavoce e far recapitare il documento, presso l’Assessorato Regionale al Welfare.    

L’ intesa comune a conclusione del convegno è  quella di redigere anche in Puglia una legge regionale per il progetto VITA INDIPENDENTE, intesa come scelta di vita per le persone con disabilità che vogliono autodeterminarsi e autogestirsi, basandosi sulle “buone prassi” delle realtà delle Regioni Piemonte e Molise, e proporre alla Regione Puglia l’avvio in via sperimentale la predisposizione dei progetti di vita indipendente, permettendo di fatto,  il diritto all’assistenza personale progettata e autogestita in forma indiretta, a chi ne farà richiesta.

Il segretario nazionale di SFIDA Dino Di Tullio, nel salutare e ringraziare i partecipanti, ha proposto di rincontrarci nell’autunno prossimo, per discutere ampiamente, invitando tutti gli amici del movimento di vita indipendente italiano.

Cerignola 19/06/2010                                                                                                                            

    Simone Marinelli                                  

 

 

16 giugno 2010

In Puglia si parla di lavoro, vita indipendente, barriere e diritti.

 

Un Convegno di due giorni, giovedì 17 e venerdì 18 giugno,  a San Nicandro Garganico (Fg), organizzato dal sindacato SFIDA e dalla Associazione Superamento Handicap di Cerignola, dal titolo: "impariamo a socializzare e ad informarci".

L'incontro è realizzato tramite il Piano di azione DIRITTI IN RETE per l'integrazione sociale dei disabili, regione Puglia.

Tra i relatori presenti vi saranno: Dino Di Tullio segretario nazionale SFIDA, Domenico Costantino presidente MO.VI. e Maria Cariello responsabile delle proposta di legge sulla vita indipendente del Molise, Simone Marinelli coordinatore SFIDA di Cerignola, socio Consequor, Enil Italia e Associazione Superamento Handicap Cerignola, Giancarlo Caputo presidente Associazione Superamento Handicap Apricena. Tra i personaggi delle Istituzioni: Elena Gentile Assessore regionale al Welfare, Angela Nardella Assessore sanità e servizi sociali, Cinzia Tenace, Assessore alle politiche e infrastrutture sociali ed il sindaco Costantino Squeo.

Clicca sull'immagine per il programma dell'evento

 

 

15 giugno 2010

Disabili. Gasparri: stop all’innalzamento

Il senatore Pdl a sorpresa annuncia che la nuova soglia di invalidità verrà stralciata dalla manovra (vedi qui sotto)

L’innalzamento dal 75 all’85% della soglia d’invalidità necessaria per avere la pensione verrà cancellato. La notizia, data oggi da Avvenire, è stata confermata dalla portavoce del presidente dei senatori Pdl al Senato Maurizio Gasparri. «Il punto sarà senz’altro modificato», ha assicurato il senatore «non c’è accanimento nei confronti dei portatori di handicap. Sarà invece intensificata la lotta ai falsi invalidi».

Una presa di posizione che va incontro a quanto chiedono da tempo Fish e Fand, le due maggiori federazioni di organizzazioni di persone disabili e dei loro familiari, sul piede di guerra perché l'aumento della percentuale escluderebbe dai benefici economici le persone down (la cui invalidità è riconosciuta al 75%), i sordi (percentuale fissata all'80%), gli amputati di braccio e spalla (rispettivamente 75 e 80%), alcune malattie respiratorie che colpiscono bronchi e polmoni e le persone che soffrono di disturbi mentali, relazionali o del comportamento medio-lievi, come le psicosi ossessive e le sindromi schizofreniche croniche.

Già nei giorni scorsi le promesse di Gasparri sono state anticipate da altri esponenti della maggioranza, come Laura Molteni, deputato della Lega Nord e componente della commissione Affari sociali alla Camera, che si è detta «disponibile ad accogliere le richieste di audizione che le associazioni vorranno avanzare» alla sua segreteria, «perché per certi tipi di disabilità, come ad esempio la sindrome di Down, bisognerà fare dei ragionamenti a parte» e Carmelo Porcu.

Oggi anche il sottosegretario Carlo Giovanardi ha indicato come priorità quella di «rivedere l'innalzamento dell'invalidita' dal 75% all'85% soprattutto per quanto riguarda i down e i portatori di gravi handicap permanenti».

Le associazioni plaudono a questa prima vittoria sulla carta, ma non abbassano la guardia. «Nessuno ci ha ancor contattati, non ne sappiamo nulla», dice Anna Contardi, presidente di Aipd-Associazione italiana persone Down. «Noi ad oggi continuiamo a chiedere di abolire il comma 1 dell'articolo 10 e a lavorare con senatori di entrambe le parti per scrivere emendamenti a questo proposito». Medesima la posizione di Pietro Vittorio Barbieri (Fish): «Ne avevamo la sensazione, ma attendiamo di vedere il testo scritto e approvato. Fino ad allora le nostre iniziative di protesta restano valide, a cominciare dalla manifestazione del 1 luglio».

fonte vita.it

 

14 giugno 2010

Workshop su Consulente alla pari e Assistente personale

La LEDHA (lega per i diritti delle persone con disabilità) ha organizzato lo scorso sabato 12 giugno a Milano, presso l’Hotel Milton di via Butti 9,  un programma di lavoro in condivisione, su questi due aspetti inerenti il tema della Vita Indipendente, nell’ottica del federalismo e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Obbiettivo dei gruppi quello di produrre un momento di confronto con le varie realtà territoriali presenti, per poi unificare punti comuni pensando ad una futura rete. L’attiva partecipazione nel dibattito finale in plenaria, nel pomeriggio, ha evidenziato la difformità di servizi ed interventi presenti in Italia, causa i differenti regolamenti applicati da comuni, ASL, consorzi di ogni regione. Lo scambio di informazioni e competenze tra le varie Associazioni risulta quindi fondamentale nell’intento comune, per usare le parole di Fulvio, di “diffondere il virus della vita indipendente come scelta personale delle persone con disabilità”, in tutte le regioni d’Italia. Concordiamo con questa filosofia di intenti e, certi di esser stati di utilità come interscambio di esperienze, ci rendiamo disponibili per la costruzione di una rete condivisa tra i vari attori protagonisti sul filo conduttore della Vita Indipendente, quale scelta possibile per le persone con disabilità.

Ringraziamo la LEDHA per l’organizzazione del workshop, la copertura delle spese e per l’invito, nonché tutti i partecipanti delle varie realtà associative.

I partecipanti:

-Equipe multidisciplinare del Centro Progetto di Vita LEDHA e Fulvio Santagostini, Presidente LEDHA www.ledha.it, promotori;

-Centro per l’autonomia umbro di Terni, www.cpaonline.it

-Fondazione Montecatone onlus, www.fondazionemontecatone.org

-Agenzia per la Vita Indipendente Roma, www.vitaindipendente.net

-Coordinamento Pavese problemi dell'handicap http://www.csvsystem.it/lombardia/ ;

-Consequor onlus per la Vita Indipendente, www.consequor.it

 G.T.

 

 

6 giugno 2010

Manovra: le novità per le persone disabili nel decreto-legge 78 del 31-5-2010

ROMA - Soglia dell'invalidità elevata all'85%, rettifica delle prestazioni in caso di errore di attribuzione, responsabilità e punibilità dei medici accertatori che dichiarano il falso e blocco all'aumento degli insegnanti di sostegno, fatta salva la possibilità di derogare nei casi più gravi: ecco cosa contiene il decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010. Le novità più rilevanti per quanto riguarda la scuola e la riduzione della spesa sanitaria in materia di invalidità sono contenute nell'articolo 9, comma 15, e nell'articolo 10. Ma vediamo più nel dettaglio cosa cambia per le persone disabili.

Istruzione
Blocco del sostegno, ma con deroga
. Per l'anno scolastico 2010/2011 è assicurato un contingente di docenti di sostegno pari a quello in servizio d'insegnamento nell'organico di fatto dell'anno scolastico 2009/2010, fatta salva l'autorizzazione di posti di sostegno in deroga da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità di cui all'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 5 febbraio 1992.
Classificazioni dell'Oms e danno erariale. La sussistenza della condizione di alunno con handicap è accertata dalle Aziende sanitarie, mediante appositi controlli collegiali, specificando se la patologia è stabilizzata o progressiva e indicando l'eventuale carattere di gravità. A tal fine il collegio deve tener conto delle classificazioni internazionali elaborate dall'Organizzazione mondiale della sanità. I componenti del collegio che accerta la condizione di disabilità sono responsabili di ogni eventuale danno erariale per il mancato rispetto di quanto previsto nell'articolo 3 della legge n. 104/92.
Indicazione delle ore di sostegno nel Pei. I Gruppi di lavoro sull'handicap (Glh) di ogni scuola, in sede di formulazione del piano educativo individualizzato (Pei), elaborano proposte relative all'individuazione delle risorse necessarie compresa l'indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all'educazione e all'istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse necessarie per l'integrazione e l'assistenza dell'alunno disabile richieste dal Pei.

Invalidità
Percentuale all'85% e rettifica per errore. Per le domande presentate a partire dall'1 giugno 2010 la percentuale di invalidità necessaria per ottenere l'assegno mensile passa dal 74% all'85%. Anche le prestazioni di invalidità, cecità e sordità civile, handicap e disabilità, nonché le prestazioni di invalidità a carattere previdenziale erogate dall'Inps, possono essere rettificate (e quindi tolte) dall'ente erogatore in caso di errore di attribuzione.
Responsabilità dei medici accertatori. Gli operatori sanitari che intenzionalmente attestano un falso stato di malattia o handicap, cui consegua il pagamento di trattamenti economici successivamente revocati per insussistenza dei requisiti, vanno incontro alla reclusione da uno a 5 anni e alla multa da 400 a 1.600 euro. Il medico, ferma restando la responsabilità penale e disciplinare, deve inoltre risarcire il danno patrimoniale e all'immagine subito dalla pubblica amministrazione.
Controlli sui falsi invalidi. Per verificare il possesso dei requisiti da parte di chi percepisce le prestazioni di invalidità civile, l'Inps effettua un piano di 500 mila ispezioni anche nel triennio 2010-2012. Il programma risulta così ripartito: 100 mila controlli quest'anno e 200 mila verifiche sia nel 2011 sia nel 2012.

fonte: superabile

 

 

27 maggio 2010

Abruzzo: nel territorio di Montesilvano, prov. di Pescara, confermato il via ai progetti di assistenza autogestita

Come ci aveva anticipato l'amico Nicolino Di Domenica, del movimento vita indipendente di Montesilvano (qui sotto), buone notizie sono confermate dal seguente articolo.

Dal sito dell'Osservatorio sociale regionale:

Buone prassi. Non autosufficienza: a Montesilvano aumentano gli assegni

Per la promozione dell'autonomia delle persone disabili non autosufficienti, il Comune di Montesilvano vara una misura che prevede un consistente aumento economico degli assegni di sostegno

Un programma che coinvolgerà quasi 1500 persone residenti nel territorio di Montesilvano, in provincia di Pescara: è il Piano locale degli interventi per i non autosufficienti e le loro famiglie, varato in sede di consiglio comunale e illustrato mercoledi dal delegato ai servizi Sociali, Oscar Biferi, dal presidente dell'Azienda speciale Paolo Sardella e dal direttore Eros Donatelli. Tra le novità, un aumento da 500 a 900 euro per gli assegni di sostegno all'autonomia delle persone disabili non autosufficienti a partire dal prossimo anno e per il biennio 2010-2011, volto ad aiutare le persone non autosufficienti a gestire le proprie cure: dalla scelta dell'operatore ai servizi di assistenza correlati. Il provvedimento, dal costo complessivo di 444mila euro annui, è "coperto" per la quota di 159mila da Regione Abruzzo (80%) e Comune di Montesilvano (20%). Il resto è coperto da un finanziamento della Asl di Pescara, in una misura di 285 mila euro l'anno. Il provvedimento, per un costo biennale di quasi 900mila euro (888mila), è aggiuntivo rispetto all'intero Piano locale di interventi che prevede uno stanziamento complessivo di 3,5 milioni di euro. Per accedere al servizio, è necessario presentare un progetto personalizzato all'Unità di valutazione multidimensionale dell'Azienda sanitaria che, sulla base di congrue valutazione, decise se esistono le condizioni per erogare o meno il contributo.

 

25 maggio 2010

Manovra economica, il via libera del governo

ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla manovra finanziaria preparata dal ministro dell'economia Giulio Tremonti: un provvedimento con il quale il governo chiede "sacrifici duri" (per quanto "temporanei") al paese. Un intervento complessivo da 24 miliardi di euro, fra lotta all'evasione, taglio dei contributi ai partiti, presidenza e welfare , stop alle retribuzioni dei dipendenti pubblici, auto blu e pensioni.

Fra le misure previste dal decreto legge, ci sono anche quelle riguardanti le pensioni di invalidità civile: dopo un lungo tira e molla, con l'analisi di differenti ipotesi, i contenuti del piano non sono mutati rispetto alle ultime bozze circolate nella giornata di ieri. Aumenta la percentuale di invalidità necessaria per il riconoscimento delle pensioni, viene prevista la partecipazione delle regioni alla spesa complessiva, partiranno altre verifiche straordinarie da parte dell'Inps, ma l'indennità di accompagnamento non sarà legata ad alcun limite reddituale. 

Nel dettaglio, riguardo all'invalidità la percentuale necessaria per il riconoscimento delle pensioni salirà dal 74% all'80%: chi dunque farà domanda di invalidità, percepirà l'assegno solamente se gli verrà riconosciuta una percentuale pari o superiore all'80%. Un aumento che si applicherà solamente ai nuovi riconoscimenti, a partire dal 1 gennaio 2011. Non sono previste novità per coloro che sono già titolari di pensione, neanche per coloro che hanno una percentuale compresa fra il 74% e il 79%. Come tutti gli altri titolari di pensione, però, anche questi ultimi potranno essere chiamati alla visita di accertamento: la manovra del governo prevede infatti che l'Inps dovrà effettuare 100 mila verifiche straordinarie nel 2010 e 200 mila per ciascuno degli anni 2011 e 2012.

Una novità rilevante è quella che prevede il concorso delle regioni alle spese per l'invalidità civile: il 45% dei trasferimenti sarà proprio a carico delle regioni, tenendo conto della distribuzione pro-capite della spesa effettuata in ogni regione. Un meccanismo che peserà di più, evidentemente, sulle regioni in cui la percentuale di titolari di pensione rispetto al numero degli abitanti è maggiore.

E' definitivamente saltato dunque il provvedimento più temuto, quello contro il quale veemente e corale era stata la reazione delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità: la correlazione fra l'importo dell'indennità di accompagnamento e l'importo del beneficio stesso. Nelle bozze dei giorni scorsi era circolata l'ipotesi di un tetto di reddito di 25 mila euro, al di sopra del quale l'indennità sarebbe stata ridotta fino al raggiungimento del limite reddituale. Per gli invalidi coniugati, il limite familiare era fissato a 38 mila euro. Le proteste erano state immediate: in particolare si faceva notare come l'indennità di accompagnamento rappresenti una provvidenza assistenziale, e non una fonte di reddito, dal momento che viene concessa a favore degli invalidi civili totali che non sono in grado di deambulare autonomamente o senza l'aiuto di un accompagnatore o non sono in grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita. In sostanza la sua erogazione rappresenta una indennità concessa per quei servizi assistenziali che lo Stato non eroga. Nel testo definitivo, dunque, il riferimento a qualsivoglia tetto reddituale è sparito: una marcia indietro che rappresenta una buona notizia per tutte le associazioni rappresentative delle persone con disabilità.

fonte: superabile

 

25 maggio 2010

Il messaggio di Bruna: amare la vita

E aggiungiamo noi: ed in questo modo il concetto di gravità è nullo.

Bruna Manissero, di Sommariva Bosco, nostra socia, è una persona solare e lo dimostra con il suo progetto: il "progetto Bruna". Dopo il grave infortunio del 2005, la lunga degenza in un centro di riabilitazione della Liguria, il ritorno a casa. Poi un progetto di vita indipendente e la consapevolezza di essere sempre una persona, quindi in grado di fare delle scelte e di vivere, comunque.

Adesso con il suo "progetto Bruna" va nelle scuole a portare la sua testimonianza, cercando di "insegnare" ai ragazzi a vivere la loro vita, con coraggio ma soprattutto con rispetto. Lei con la sua carrozzina che guida con il capo, grazie ad appositi comandi, risponde alle tante domande dei bambini delle scuole e con un video racconta la sua giornata tipo.

Una frase sua per tutte: "noi disabili dobbiamo pure fare qualcosa". Grande Bruna, vai così.

Fare click sulla foto per leggere l'articolo pubblicato da La Stampa, edizione prov. di Cuneo dello scorso venerdì 22 maggio

G.T.

 

22 maggio 2010

Vita indipendente: costi, difficoltà e traguardi dell'assistenza "autogestita"

Un articolo significativo apparso sul sito del Redattore Sociale, di Dino Barlaam, Direttore dell'Agenzia Vita Indipendente di Roma, che da qualche anno gestisce per uno dei Municipi di Roma, i progetti di assitenza indiretta per le persone disabili. Un importante risultato che genera inclusione sociale, favorisce risparmio della spesa pubblica e crea posti di lavoro combattendo il lavoro nero: in sintesi il principio della Vita Indipendente intesa come assistenza autogestita.

È la possibilità di realizzare servizi gestiti dalle persone disabili, attraverso progetti concordati con i servizi territoriali. In Veneto sono coinvolte oltre mille persone, ma sono tanti anche in Piemonte, in Friuli, in Toscana e nelle Marche. A Roma sono 500, aiutate dall'Agenzia per la vita indipendente onlus. L'esperienza romana raccontata dal direttore dell'agenzia Dino Barlaam: "La vita indipendente mette in discussione il sistema di welfare assistenziale italiano"

ROMA - Circa 500 persone a Roma hanno scelto la "assistenza autogestita": si tratta di "uno strumento per la vita indipendente", come spiega Dino Barlaam, direttore dell'Agenzia per la vita indipendente onlus - Avi, nata nella capitale a seguito dell'entrata in vigore della legge n.162/98. una normativa che prevede, tra l'altro, la possibilità di realizzare servizi di assistenza autogestita direttamente dalle persone disabili, attraverso dei progetti previamente concordati con i servizi territoriali dei Municipi di Roma e delle Asl competenti per zona. Operante per lo più nel territorio di Roma, l'Avi fornisce informazioni sul funzionamento del servizio, offre consulenza alla pari - ovvero fornita da persone disabili esperte in materia di assistenza - supporta la gestione burocratico-amministrativa del servizio, aiuta nella ricerca e selezione degli assistenti e offre infine un generale servizio di Segretariato professionale.

Quanti sono in media i disabili che preferiscono la vita indipendente e quanto "costa"?
L'Agenzia per la Vita Indipendente opera principalmente nel territorio del comune di Roma, ed in tale contesto affianca circa 300 - 350 persone e famiglie che hanno deciso di scegliere l'assistenza autogestita, cioè indiretta. Nel complesso, nel comune di Roma sono circa 500 le persone che hanno effettuato questa scelta. Tuttavia, riguardo un'analisi quantitativo-qualitativa dell'assistenza autogestita, va detto che è uno strumento per fare vita indipendente e non è la vita indipendente (la filosofia è quella del coinvolgimento attivo della persona disabile, ndr); richiede la propensione ad assumersi responsabilità e rischi, che alcune persone e famiglie non si sentono in grado di affrontare; non vuole essere la soluzione, ma una soluzione all'interno del sistema integrato dei servizi sociali.

Numeri?
Si può ritenere soddisfacente il gradimento e la crescente richiesta ne consolida la prospettiva. Anche nelle regioni che per prime hanno attuato questa modalità assistenziale i numeri sono incoraggianti: in Piemonte sono oltre 400 le persone in assistenza autogestita, in Veneto oltre mille, in Friuli oltre 300, in Toscana sono circa 200, nelle Marche la sperimentazione ha riguardato 60 persone. Una particolarità del comune di Roma è stata quella di aver avviato nel 2007 la sperimentazione di un centro cittadino per la vita indipendente, gestito direttamente da persone disabili fruitici dei finanziamenti per l'assistenza autogestita. Il costo dell'assistenza familiare, invece, fa riferimento al Contratto collettivo nazionale di lavoro dei collaboratori familiari che, se riferito ad un assistente generico (categoria C super) è di 6,13 euro l'ora come paga base, mentre è di 7,09 euro in caso di assistente qualificato (categoria D super). Mentre, in caso di assistenti in regime di convivenza, la paga base minima mensile è di 885,10 euro".

La vita indipendente è un traguardo possibile per ogni tipo di disabilità? A quali condizioni?
La vita indipendente può essere un obiettivo per tutti: si tratta di verificare in che misura oggettiva e soggettiva è potenzialmente realizzabile. Rispetto ai presupposti, però, è necessaria una riconsiderazione del modo di fare welfare, modificando l'immaginario generale di ‘persone da assistere' in favore di persone che ‘vogliono costruirsi un proprio stile di vita'".

Quali sono le maggiori difficoltà per una persona disabile nel vedersi riconosciuta la vita indipendente come un diritto?
"La filosofia della vita indipendente mette in discussione, in maniera frontale, il sistema di welfare assistenziale italiano basato su una netta distinzione tra fornitore (providers sociali) e fruitore di servizi sociali. Gli elementi dell'autodeterminazione, dell'esercizio del diritto di scelta, dell'autorganizzazione, reclamano maggiore spazio all'esperienza personale e pertanto una rivisitazione di alcune funzioni professionali. Processi che assumono la caratteristica di cambiamento culturale. Cambiamento che richiede un diverso modello sociale, meno intrusivo: che non si sostituisca alla persona, che si occupi più del sostegno all'auto realizzazione e meno alla custodia.

E in Europa? Come funziona negli altri stati europei? Vi riunirete il 3 e 4 giugno in Belgio. Cosa c'è di consolidato e cosa invece va potenziato nella politica europea?
A Bruxelles il 3 dicembre scorso, in occasione della giornata internazionale della disabilità, il tema del seminario annuale ha riguardato la vita indipendente. L'Europa considera già la vita indipendente un'opzione possibile ed è inserita nell'ultimo piano di azione in favore delle persone disabili. Tuttavia, all'ultima Conferenza nazionale sulla disabilità, a Torino, nel tavolo di lavoro sull'assistenza, un relatore istituzionale riportava che nel nord Europa le persone disabili fruivano di finanziamenti diretti, ma affermava che per l'Italia non era adatto questo sistema. Ovviamente non siamo stati d'accordo con questa impostazione. In Europa, la pratica dei finanziamenti diretti e della promozione della vita indipendente è un sistema molto consolidato in Gran Bretagna, Svezia, Spagna, Belgio, con l'avvio peraltro di esperienze simili anche nei Paesi neocomunitari. In molti Paesi europei si è affermato, ormai, il concetto di ‘consumatori' di servizi sociali: in Italia sarebbe un passo importante riconoscere in maniera diffusa il diritto di autodeterminarsi. L'appuntamento in Belgio è l'occasione per incontrarsi e riflettere insieme su come è auspicabile uno sviluppo condiviso della filosofia della vita indipendente. Per la qualità della vita di tutti

 

21 maggio 2010

Abruzzo: work in progress

Appena una notizia sotto, avevamo espresso le riserve di Nicolino Di Domenica, rappresentante del Movimento Vita Indipendente della regione, ma finalmente arrivano notizie confortanti.

Nel Piano locale degli interventi per le persone non autosufficienti è previsto un importo da 500 a 900€ per la promozione dell'autonomia, in forma quindi indiretta.

Fare click sull'immagine a sinistra per aprire e leggere l'articolo

 

 

 

 

 

12 maggio 2010

La crisi economica non deve scaricarsi sulle persone disabili

Da Madrid il presidente dell'EDF  European Disability Forum,Yannis Vardaskastanis  lancia un allarme alle istituzioni europee chiedendo politiche ad ampio raggio e a lungo termine per affrontare i problemi delle persone con disabilità acuiti dalla crisi economica. L'organizzazione rappresentativa di 65 milioni di disabili in Europa, riunita nella sua quattordicesima assemblea generale che si è tenuta a Madrid nei giorni scorsi, ha adottato una risoluzione di emergenza in cui, fra l'altro, reitera la richiesta di inserire il Patto Europeo sulla Disabilità nella strategia post-Lisbona. Francisco Moza, ministro per gli Affari Sociali spagnolo e rappresentante della presidenza di turno Ue, ha rassicurato i partecipanti all'assemblea sull'impegno del suo governo per far progredire in tutti i settori le politiche rivolte alle persone disabili.  La risoluzione di emergenza adottata dall'Edf chiede alle istituzioni europee che i disabili non paghino una crisi che non hanno causato e che non si approfitti della difficile congiuntura economica per promuovere tagli ai sussidi di invalidità e ai servizi di assistenza.

Lo stesso presidente dello European Disability Forum, ha ricordato ai politici europei le 1.364.984 firme raccolte nel 2007 nella Campagna 1million4disability,  per chiedere che le persone con disabilità abbiano maggiori tutele nella legislazione europea, firme rimaste a tutt'oggi inascoltate dalle istituzioni Ue. "È tempo di passare dalle parole all'azione", ha detto Vardakastanis riferendosi agli Stati membri dell'Unione Europea. Tre gli obiettivi fissati dal presidente dell'Edf: "Bisogna includere il patto per la disabilità nella strategia post-Lisbona il prossimo 16 giugno quando sarà definito il programma Europa 2020, l'Ue deve portare a termine il processo di ratifica della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità e deve finalmente essere approvata una direttiva antidiscriminazione che sia forte e cogente.

«"Nulla su di Noi Senza di Noi" - ha concluso Vardakastanis - è l'essenza stessa del movimento per i diritti delle persone con disabilità: attraverso il nostro lavoro collettivo e attraverso il nostro impegno in prima persona a livello locale, nazionale, ed europeo, continueremo a lavorare per migliorare la qualità della vita dei 65 milioni di cittadini europei con disabilità».

fonte: Redattore Sociale

 

5 maggio 2010

Abruzzo: ancora dubbi a Lanciano?

Avevamo dato notizia qui della possibilità reale, dopo anni di impegno, sull'attivazione dei primi progetti personalizzati di assistenza autogestita. Nel territorio abruzzese dovrebbero vedere il via mentre a Lanciano non è sicuro.

Nell'ultima seduta di concertazione per l’elaborazione dei contenuti da promuovere in favore della non autosufficienza, hanno vista bocciata la loro proposta di avviare in modo sperimentale alcuni progetti di Vita Indipendente.
Due le riunioni promosse dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano per condividere con alcuni rappresentanti di categoria, la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, i sindacati e i funzionari del settore, i contenuti tematici ed economici da elaborare all’interno del PLAN (Piano Locale per la Non Autosufficienza) per gli anni 2010 – 2011.
«Nonostante la gran parte dei presenti fosse favorevole alla proposta dell’A.I.A.S. e quindi all’avvio, per le annualità 2010/2011, di alcuni progetti sperimentali di Vita Indipendente», racconta Cinzia Di Sebastiano, presidente dell'Aias, «il piatto della bilancia è pesato maggiormente sull’impossibilità di scorporare o aggiungere dal budget finanziario generale un capitolo di spesa per la Vita Indipendente, ma soprattutto, sono pesate maggiormente le opinioni dubbiose di una minoranza di partecipanti, rappresentanti degli anziani e dei pensionati, che hanno avuto l’accortezza di esprimere pareri su tematiche, relative alla disabilità grave a loro completamente sconosciute».
La promessa dell’assessore alle Politiche Sociali, Angelo Palmieri, non risulta essere soddisfacente per l’associazione A.I.A.S. che ha apertamente mostrato la propria delusione perchè il “gruppo di lavoro” «non ha saputo cogliere l’originalità, l’innovazione e soprattutto la possibilità di razionalizzare la scelta delle risorse del terzo settore, come auspicato dalla Regione Abruzzo e dal Piano per la Non Autosufficienza». In pratica pare che nella regione a breve ci sarà il via alla sperimentazione, mentre a Lanciano occorre ancora definire con sicurezza il percorso di attuazione.
Dal 2006 l’associazione sta promuovendo, insieme a Nicolino Di Domenica, sul territorio regionale, una svolta culturale relativamente all’approccio e alla presa in carico della persona con disabilità e la propria famiglia. «Non è’ più possibile – precisa Di Sebastiano - promuovere o avere solo e semplicemente una proposta di aiuto standardizzata in favore della persona con disabilità. Le persone di una comunità sono completamente diverse l’una dall’altra e lo stesso, anzi, sicuramente ancora di più, accade per le persone con disabilità, anche se queste sono “classificate” secondo una medesima patologia».

E in Molise.....

Oggetto: "CHE FINE HA FATTO IL PDL 172 - Interventi regionali sulla Vita Indipendente ?

"Che fine ha fatto la legge: Interventi regionali sulla Vita Indipendente?"
Domenico Costantino presidente del MO.V.I. - Movimento per la vita indipendente delle persone con disabilità, con sede a Termoli, ripercorre la vicenda della legge perduta.
"Da circa 5 anni siamo impegnati per dare risposte concrete per un'assistenza autogestita con il fine ultimo dell'autodeterminazione delle persone con disabilità, e per ottenere ciò, abbiamo lavorato duramente e ci siamo adoperati per consegnare al nostro Consiglio Regionale una proposta di Legge che va proprio nella direzione dell'autodeterminazione, della libertà di scelta e delle pari opportunità.

"CHE FINE HA FATTO IL PDL 172 - Interventi regionali sulla Vita Indipendente ?

Abbiamo accolto con grande soddisfazione, la decisione della Nostra Regione di sottoscrivere all'unanimità la bozza di progetto di legge "Interventi regionali sulla Vita Indipendente ".
Dopo anni di vacatio legislativa e di illusorie speranze, vanificate da provvedimenti che hanno soltanto lambito l'attuazione della legge 162/1998 auspicavamo che la sensibilità dimostrata da alcuni referenti istituzionali si traducesse in speditezza operativa quindi in legge della Regione....

E invece siamo qui ....

Lo stallo nel quale è caduta l'approvazione del PDL n. 172 p.v. ci ha confermato come un provvedimento, che concerne una fascia della popolazione alla quale non si appartiene, costituisca giusto motivo per ..... i vedremo.... la settimana prossima... e poi ancora il mese e poi ancora non si sa .... .
Una congerie di pseudo giustificazioni che nascondono l'omessa comprensione della portata del progetto di legge, degli obblighi che fanno capo alla Regione, dei bisogni sottostanti e dei doveri dei governanti.
Non si è compreso forse che il citato provvedimento non è una gentil concessione, una elemosina della Regione, ma è l'attuazione della legge 162/98, che nel modificare l'art. 39, comma 2, della Legge del 5 febbraio 1992, n. 104, dispone che "allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita non superabili mediante ausili tecnici", le Regioni disciplinano "le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia" (art. 1 - ter della L. 162/98 e art. 14 l. 328/2000).
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata con legge dello Stato in data 24 febbraio 2009, L.18/09, sancendo tra i diritti inalienabili dell'individuo, l'indipendenza delle persone, l'assenza di forme di discriminazione, avvia un processo di cambiamento culturale e di miglioramento delle politiche sociali, finalizzato all'esigibilità dei diritti fondamentali e alla piena partecipazione, procedendo dalla segregazione alla vita indipendente. Ci preme rammentare come la disabilità non sia un attributo della persona, ma un insieme di condizioni restrittive derivanti da un fallimento della società nel soddisfare i bisogni delle persone e nel consentire loro di mettere a frutto le proprie capacità (Commissione Europea, Delivering e Accessibility, 26/9/2002).
La disabilità è il risultato dell'interazione tra le persone che presentano delle incapacità e le barriere comportamentali e ambientali che ne ostacolano la effettiva partecipazione nella società sulla base dell'uguaglianza con gli altri.
L'assistenza personale è un ausilio di cui le persone con grave disabilità necessitano per consentire di passare dal ruolo di "oggetto di cura" al ruolo di "soggetto attivo", dalla segregazione propria e delle famiglie alla libertà, quella che gli altri hanno.
Nella nostra Regione, una persona con gravi disabilità paga con la reclusione domestica, la mancanza di un'assistenza personale.
E non potendo da sola alzarsi dal letto, nutrirsi, uscire di casa, ottiene risposte assistenziali, che non le consentono di scegliere fra le possibilità che la vita e la società offrono.
Si tratta di un punto di vista innovativo, rispetto alle secche della cultura assistenzialistica calata dall'alto.
CHE FINE HA FATTO IL PDL 172 ?
Affrontate le perplessità dopo un confronto che ritenevano costruttivo e risolutivo, avevamo ricevuto assicurazioni circa la celere approvazione entro gennaio 2010.
Ma quando i bisogni sono di pochi, si è così distratti... troppo ... distratti
A ben guardare, non vi sono solo soggetti deboli, bensì persone indebolite, mantenute sottotono dalla mancanza dei servizi che potrebbero armare o rinfrancare una progettualità di vita .
I diritti "sociali" dell'individuo - la cura, l'assistenza, il trasporto, la scuola, la formazione professionale, l'abitazione, hanno, soprattutto per chi è in affanno, bisogno di qualcosa che li faccia camminare col ritmo giusto e qualora tutto ciò manchi, la "combinazione esistenziale" del disabile, diventa irrealizzabile - minacciando di restare sulla carta.
E non si può fare ameno di rilevare come sia stupefacente la distanza fra il "poco" che servirebbe, dal lato delle istituzioni e il "tanto", in termini di risultati ed energie personali che verrebbero rimesse in circolo.
La disabilità non è un problema degli altri, potendo sopravvenire in qualunque istante della vita di ciascuno, potendo essere noi stessi chiamati quali protagonisti o, familiari co-protagonisti, di una disabilità.
Perché quando si tratta di bisogni di pochi, certamente non voluti, i tempi sono infiniti, inesauribili e le istruttorie fatte soltanto di battute d'arresto incomprensibili.
L'intervento sollecitato incide profondamente nella nostra vita, nel quotidiano, al bando interventi legislativi inopportuni e maldestri, pensati dai Normodotati per i normodotati... Ci chiediamo sempre a quale P.A. il Legislatore pensasse quando ha elaborato i principi di qualità, efficienza, buon andamento, efficacia , adeguatezza, dell'apparato amministrativo che ancora una volta risultano vuoti contenitori .... ì
Ci spiace dover rammentare a qualcuno che mentre i provvedimenti giacciono, i componenti delle Commissioni cambiano e gli anni trascorrono, alla fine della nostra giornata noi dobbiamo ringraziare il nostro familiare (per chi ce l'ha) se ci è sopravvissuto

Domenico Costantino, Presidente dell'Associazione MO.V.I. ONLUS (Movimento per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità) del Molise (tel. 0875 81792, domenic.costantino@virgilio.it).

 

30 aprile 2010

Pubblichiamo con piacere, per gentile concessione dell'autore, un articolo contro la solita tiritera dei falsi invalidi che, puntualmente si presenta in epoca di crisi, a caccia del "facile bersaglio" su cui sparare ridicole accuse, segno di un giornalismo superficiale che non fa cultura.

 Falsi invalidi, falso problema

(di Franco Bomprezzi*)

Ancora una volta, dopo la recente conferenza del presidente dell'INPS, i titoli dei quotidiani e di conseguenza i commenti dei lettori, si sono concentrati quasi esclusivamente sullo scandalo dei falsi invalidi, una sorta di "caccia all’untore mediatica", appena mascherata di solidarietà nei confronti degli invalidi "veri". Non sarebbe invece l'ora di lavorare su inchieste serie e documentate, riguardanti il percorso che si deve fare per ottenere la certificazione di invalidità e la relativa pensione (da fame)?

L’INPS sciorina cifre di ogni genere, da un lato per dichiarare che i propri conti sono in attivo e che non c’è bisogno di nuove riforme della previdenza, dall’altro per segnalare la crescita della spesa per le pensioni di invalidità, anche per l’aumentare dei soggetti che usufruiscono di questo "straordinario" emolumento. In particolare l'INPS dichiara che è cresciuta nell’ultimo anno la platea dei beneficiari, addirittura del 4,6 per cento, per un totale di 2,6 milioni di invalidi. Un trend destinato - secondo le stime del presidente dell’Istituto di Previdenza Antonio Mastrapasqua - a confermarsi nel 2010 fino a raggiungere i tre milioni di cittadini invalidi (su 60 milioni di abitanti, la percentuale sarebbe comunque del 5 per cento, esattamente quella stimata dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Naturalmente in conferenza stampa il presidente dell’INPS ha parlato anche dei falsi invalidi: su cento controlli effettuati, quindici pensioni da revocare. Insomma, un bel gruzzolo recuperabile per le casse per altro non povere dell’INPS. Mastrapasqua ha anche parlato di maggiore efficienza nelle procedure di certificazione dell’invalidità, di trasparenza, di attenzione a chi realmente ha diritto e bisogno. Tutto bello, tutto giusto. Ancora una volta, però, i titoli dei quotidiani e di conseguenza i commenti dei lettori, si concentrano quasi esclusivamente sullo scandalo dei falsi invalidi, una sorta di "caccia all’untore mediatica", appena mascherata di solidarietà nei confronti degli invalidi "veri".
Personalmente non ce la faccio quasi più a sentire questi discorsi, a dir poco irritanti. Lo Stato non è capace di snidare davvero tutti i falsi invalidi? È grave, faccia qualcosa subito, in silenzio, senza proclami. Tutte le persone con disabilità sarebbero d'accordo. Ma invece che cosa succede? Che ripetutamente vengono chiamate a controlli "a campione" migliaia di persone disabili "vere", dalle patologie croniche, dalla certificazione antica e irreversibile. Non solo: le Commissioni Mediche tendono a ridurre la percentuale di invalidità attribuita in passato, in modo da dimostrarsi virtuosi, senza preoccuparsi troppo di verificare le condizioni complessive di vita di queste persone, che magari non saranno del tutto non autosufficienti, ma che sicuramente, in un Paese in crisi come il nostro, non trovano lavoro, non hanno altre risorse a portata di mano e spesso senza un’adeguata copertura di invalidità non possono accedere ai servizi essenziali.
Il giro di vite, insomma, è teoricamente condivisibile, ma nella sua concreta attuazione si rivela spesso micidiale per famiglie già fragili, come sanno benissimo le associazioni delle persone con disabilità. Ma l’opinione pubblica viene costantemente bombardata da questo messaggio (recentemente enfatizzato ad Annozero anche dal ministro Tremonti), che secondo me è eccessivo e sicuramente fuorviante.

Un’altra conseguenza gravissima di questo coro greco è che passa l’idea che la spesa per le pensioni di invalidità sia un fardello eccessivo per le nostre tasche, intendo quelle dei contribuenti (notoriamente propensi a pagare le tasse, come si sa). Un messaggio che contribuisce, giorno dopo giorno, a mettere in cattiva luce le persone disabili, vere o false, perché comunque improduttive, costose, praticamente inutili, se non dannose.
E troppi giornalisti preferiscono il titolo facile sul "cieco che guida", o sul "sordo al centralino", piuttosto che impegnarsi davvero, in un'inchiesta seria e documentata, sul percorso che si deve fare per ottenere la certificazione di invalidità e la relativa pensione (da fame). Anche questo è cinismo. Alimentato dal silenzio imbarazzato di molte associazioni, che hanno paura di esprimersi su questo argomento scottante, perché sono impegnate - giustamente - in trincea tutti i giorni nella difesa dei diritti essenziali.

*L'articolo di Franco Bomprezzi, libero giornalista, è stato pubblicato anche su Superando e su Francamente

 

29 aprile 2010

E' attivo il Numero Verde Stella

"Numero Verde Stella" è il nuovo Servizio peri i soci ASAMSI (Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili),  Famiglie SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e UILDM che offre alle persone con malattie neuromuscolari e alle loro famiglie uno strumento di informazione e sostegno, di accoglienza e di accompagnamento nella gestione della rete di servizi presenti sul territorio.

Il numero gratuito è  800 589738

www.uildm.org

 

27 aprile 2010

La ruota continua a girare...

Continua lo spettacolo itinerante dell'Associazione Terapia d'arte, dell'amico e socio Carlo Mariano Sartoris, con l'evento:"Quando la ruota gira controvento", questa volta alla FONDAZIONE FERRERO di Alba (Cn)

Tipo: Spettacolo teatrale, ingresso libero

Inizia: sabato 15 maggio alle ore 21.00

Termina: sabato 15 maggio alle ore 23.00

Luogo: Strada di mezzo 44, ALBA, a 100 m dall'ingresso principale della Ferrero

vedi la locandina

 

 

24 aprile 2010

Abruzzo: i progetti personali autogestiti possibili per le persone disabili (non autosufficienti)

Finalmente nero su bianco, nella nuova Delibera abruzzese PLNA 2010-2011, i primi interventi per l'autonomia in forma indiretta.

Ottimista il responsabile del Movimento Vita Indipendente Nicolino Di Domenica, che ha inviato una lettera (vedi sotto nella pagina dedicata) ai Direttori degli Ambiti Sociali della Regione. Riportiamo dal PLNA 2010:

"Al punto 2.6.2 Assegnazioni per progetti

E’ un beneficio economico finalizzato alla vita indipendente o alla promozione dell’autonomia personale, attraverso il quale la persona non autosufficiente gestisce, su richiesta, in forma autogestita (es. scegliendo l’assistente personale) i servizi socio assistenziali che l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) ritiene necessari per la realizzazione del Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI).

L’importo minimo mensile delle assegnazioni per progetti è stabilito in 500,00 Euro e quello massimo in 900,00 Euro".

Dopo tanti anni di lavoro da parte dell'amico Nicolino Di Domenica, responsabile del Movimento Vita Indipendente locale, di incontri e Convegni, finalmente l'inizio vero della possibile assistenza indiretta e personalizzata. Sebbene il budget personale ci sembri un pò scarso, non possiamo che essere comunque moderatamente ottimisti nel vedere questa scelta possibile, all'interno delle risposte per la non autosufficienza.

Vai alla pagina dedicata

 

23 aprile 2010

Nuova campagna di comunicazione sulle diverse abilità

Dal sito internet del Ministero delle Pari Opportunità:

"Le persone con disabilità sono membri attivi della società e come tali hanno il diritto di vivere all’interno della comunità integrandosi nel mondo del lavoro, della vita di relazione e in tutti gli altri aspetti della convivenza sociale. Per questa ragione, come parte del processo di affermazione delle pari opportunità, siamo intervenuti attraverso una campagna di comunicazione per contrastare il fenomeno dell'esclusione e della discriminazione nei confronti dei disabili". Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta il lancio della campagna di informazione e sensibilizzazione "Abilità diverse, stessa voglia di vita".

L'obiettivo principale dell’iniziativa partita oggi è di sensibilizzare la collettività sul principio dell'uguaglianza dei diritti e prevede l'attivazione di diversi canali di comunicazione tra cui tv, stampa, affissioni, radio e attività sul territorio.

"Si tratta di una campagna che esce dai canoni classici della comunicazione sociale, non utilizza un tono pietistico ma racconta con un linguaggio semplice e simbolico una verità di cui a volte ci dimentichiamo: una disabilità può impedire ad una persona di fare qualcosa, non di fare tutto. Ed è proprio questo che ci rende tutti uguali, perché nessuno, disabile o meno, sarà mai dotato di ogni abilità", conclude il Ministro.

Vai qui per leggere l'articolo e accedere al video pubblicizzato

 

 

17 marzo 2010

Associazione UNISINF e DATARC Onlus: UN INCONTRO SU AUSILI SPECIALI

Il prossimo 25 marzo alle ore 14 presso il Centro Incontri della Regione Piemonte in Corso Stati Uniti 23, è organizzato un incontro per illustrare come gli ausili informatici personalizzati rappresentino soluzioni innovative che permettono alle persone disabili di comunicare e interagire con gli altri. Interverranno l'Assessore alla Ricerca Andrea Bairati e L'Assessore al Welfare Teresa Angela Migliasso.

Non solo soluzioni standardizzate, ma ausili informatici, hardware e software, creati sulle esigenze della singola persona. Tutte le informazioni relative all'Associazione, newsletter, il giornale La voce nascosta e gli ausili informatici si trovano sul sito, www.unisinf.it e www.datarc.it .

Si ricorda che, anche per il 2010 la Regione Piemonte garantirà con fondi propri ai soggetti riconosciuti “persona handicappata in stato di gravità” un contributo economico per l’acquisto di ausili tecnologicamente avanzati non compresi tra quelli del Nomenclatore tariffario del Ministero. Si tratta di strumenti destinati a favorire la comunicazione, l’apprendimento e la mobilità dei pazienti, come i computer, le relative periferiche, i dispositivi per gli spostamenti e i comunicatori vocali, non previsti dai livelli essenziali di assistenza, ma ritenuti indispensabili dall’amministrazione regionale per il miglioramento della qualità della vita dei malati. Per questo, la Giunta ha deciso lo stanziamento di 950 mila euro, che vanno ad aggiungersi ai due milioni già messi a disposizione negli anni precedenti. Le domande dovranno essere presentate al Servizio assistenza protesica del proprio Distretto, insieme alla prescrizione dello specialista responsabile del progetto terapeutico, operante presso una struttura pubblica.

Per saperne di più vedi il bollettino ufficiale n° 10 dell'11-3-2010

 

13 marzo 2010

Convegno a Torino: La qualità della ricerca per la qualità della vita

La FAIP, Federazione Associazioni Italiani Paratetraplegici, e il C.P., Coordinamento Paratetraplegici del Piemonte,

organizzano il convegno: LA QUALITA' DELLA RICERCA PER LA QUALITA' DELLA VITA dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

Il convegno si terrà a Torino il 26 marzo 2010 a partire dalle ore 9 presso la sala del Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24. La manifestazione, organizzata con il patrocinio del Ministero della Salute, Politecnico di Torino, Regione Piemonte, Città di Torino, OMCEO di Torino e la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico, fa parte degli eventi promossi per la

Giornata Nazionale della persona con lesione al midollo spinale, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.

La partecipazione è gratuita.

 

Coordinamento scientifico Giuseppe Carannante - tel. e fax 011/5096402 cell. 338/6065316 - mail: carannante@tin.it

Segreteria organizzativa

FAIP c/o CPA Umbro Via Giovanni XXIII, 25 05100 Terni tel. e fax 0744/274659

CP - Via Padova 27/A - 10152 - TO tel. e fax 011/3819503 - mail: info@cptorino.it

scarica qui il programma completo del convegno (pdf)

 

12 marzo 2010

A VANCOUVER LE PARALIMPIADI 2010

Dieci giorni (dal 12 al 21 marzo) di emozioni e spettacolo live su Sky Sport, con un canale interamente dedicato, ampi spazi all'interno del tg Sky Sport24 con finestre ed approfondimenti. E una copertura complessiva di oltre 100 ore per le gare.

Più o meno, come la Rai (con Rai Due dalle 2 di notte e Rai Sport+ dalle 18.30), che in Canada sarà presente in forze, con circa 80 operatori. Anche Eurosport (canale 211) farà la sua parte, per dare alle Paralimpiadi una risonanza eccezionale, e inedita, perché mai era accaduto nulla di simile. C'erano, alla Conferenza stampa SKY, tanti amici del paralimpismo: Luca Toni, Dino Menghin, Alessandro Del Piero in collegamento da Milano, Maurizia Cacciatori, Juri Chechi, Antonio Rossi e Maurizio Fondriest. Per i colori della nazionale paralimpica, invece, c'erano Francesca Porcellato, che a Vancouver si misurerà nello sci nordico, e Luca Carrara, nella rosa dello sci alpino.

BUON DIVERTIMENTO E FORZA AZZURRI!

 

8 marzo 2010

Sardegna: un passo avanti dopo i tagli alla legge 162

Avevamo dato notizia qui sotto del taglio di ben oltre 28 milioni sullo stanziamento della L. 162/98 comprendente molti dei progetti individuali in Sardegna, prima regione in Italia con una spesa di 120 milioni a fronte di oltre 28.000 progetti finanziati. Ebbene, il Consiglio Regionale della Sardegna ha deciso di reintegrare la metà (circa 14 milioni di euro) di quanto necessario a finanziare i progetti individuali per le persone con disabilità grave (Legge 162/98), dopo i tagli decisi dalla Giunta Regionale nel dicembre scorso.

«Questo risultato non è stato ottenuto solo grazie al lavoro portato avanti in Consiglio Regionale. Siamo convinti infatti che ogni euro stanziato in più sia merito delle battaglie delle associazioni sarde di persone con disabilità e dell'impegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie in situazione di gravità: pacifiche, ma determinate, si sono mosse a difesa dei propri diritti. Siamo orgogliosi di loro».
Così i consiglieri regionali sardi Marco Espa, vicepresidente della Settima Commissione Sanità e Politiche Sociali e Mario Bruno hanno commentato lo stanziamento di altri 14 milioni di euro per i progetti individuali destinati a persone con disabilità grave (Legge 162/98), dopo i tagli decisi dalla Giunta Regionale, tramite la  Deliberazione n. 55/33 del 16 dicembre scorso.

Marisa Melis, del Gruppo Genitori Tosti parla sì di «vittoria a metà», ma scrive anche: «Quanto è importante per il genere umano unirsi e cercare di prefiggersi degli obiettivi? Tantissimo! Penso che le battaglie per aiutare i nostri figli disabili siano numerose, se pensiamo a chi ci ha preceduto e ha fatto in modo che i nostri ragazzi oggi possano stare tranquillamente in una scuola normale (anche se qualcuno ogni tanto cerca di proporre norme per tornare indietro!), a chi ha lottato per gli ausili, per non parlare poi delle barriere architettoniche e quant'altro interessa le persone con disabilità in Italia. Esiste una legge nazionale, la 162/98, che aiuta il disabile, mettendolo in condizione di poter progettare una sua vita autonoma. In Sardegna questa Legge è stata bene interpretata, ma dai pochi che ne usufruirono all'inizio, i numeri sono via via aumentati, con le stesse persone disabili a fare da cassa di risonanza per l'informazione, cosicché quest'anno si è arrivati a circa 28.700 richieste, una cifra enorme, pari a circa 130 milioni di euro. Che cosa allora si è pensato semplicemente di fare? Tagliare, tagliare, tagliare... Ormai "tagliare sul disabile" è diventato una sorta di "sport nazionale" e anche la Sardegna si è adeguata, facendolo diventare uno dei più praticati "sport regionali". E tuttavia, per non scontentare nessuno, si è deciso di accettare tutte le domande idonee, tagliando indiscriminatamente 1.000 euro per ciascuna, a prescindere dalla cifra ricevuta». «Oggi - conclude Melis - dopo tante proteste a tutti i livelli, vengono reintegrati 14 milioni di euro dei 28.751 mancanti ed è certamente una vittoria a metà, frutto però di una lotta che se non fosse stata fatta avrebbe ancor più lasciato l'amaro in bocca. Chiamiamola dunque una "battaglia quasi vinta", ma la guerra che interessa tutto il mondo dei disabili è comunque lunga, perché investire sulle persone con disabilità non è uno "spreco di risorse", bensì una visione del futuro più positiva. E gli sprechi, forse, andrebbero cercati da altre parti»

 

4 marzo 2010

Puglia: piccole tracce di vita indipendente e assistenza autogestita

Dall'incontro dei primi di dicembre 2009 del Sindacato SFIDA a San Giovanni Rotondo (vedi qui), si attendeva una delibera (promessa dall'Assessore uscente Elena Gentile) dedicata all'assistenza personale autogestita. Ebbene, nel mese di febbraio ed a distanza di poco tempo ecco uscire ben due delibere. Vediamo di che si tratta in dettaglio.

La prima deliberazione riguarda la continuazione di "misure di sostegno economico per persone non autosufficienti e loro nucleo famigliare", intese come assegni di cura (massimo 500€ al mese) per 2 annualità: 2010 e 2011 ognuna con finanziamento di 15 milioni di €. Le delibere sono: 28 ottobre 2008, n. 1982 e 8 settembre 2009, n. 1616.

Si tratta quindi di un contributo economico mensile ad integrazione delle prestazioni sociali e sociosanitarie domiciliari e semiresidenziali erogate dall’Ambito territoriale per la persona non autosufficiente e il suo nucleo familiare, ovvero ad integrazione delle prestazioni sanitarie domiciliari.

In pratica per:

1. anziani e persone disabili, con disabilità fisica o psichica o sensoriale, ovvero plurima, in condizioni di non autosufficienza grave che vivono da soli, assistiti a domicilio da care giver privato;

2. anziani e persone disabili in condizioni di non autosufficienza grave che vivono alla data di pubblicazione sul BURP del presente Avviso Pubblico, nel nucleo familiare che assicura una adeguata assistenza a domicilio, con l’impiego di familiare o altro soggetto privato care giver e concorrendo agli eventuali servizi socio-sanitari pubblici assicurati dal proprio Comune e/o dalla ASL di riferimento;

3. anziani e persone disabili in condizioni di non autosufficienza grave, che risultano ricoverati presso strutture socioassistenziali e sociosanitarie residenziali e per i quali la UVM di riferimento valuti più positivamente un percorso di cura nel proprio contesto di vita familiare, ove ne ricorrano le condizioni (abitative, familiari, socioeconomiche), mediante un progetto di rientro al domicilio;

4. minori gravemente disabili, con disabilità fisica o psichica o sensoriale, ovvero plurima, in condizioni di non autosufficienza grave che ricevono assistenza continuativa a domicilio dai genitori o da altro care giver privato

Requisiti di reddito:

1. ISEE del nucleo familiare di riferimento non superiore a 15.000 euro;

2. Reddito individuale della persona non autosufficiente, ad ogni titolo percepito, non superiore a 15.000 euro, ivi incluse le prestazioni assicurative pubbliche o private. La domanda sarà considerata ammissibile in presenza di entrambe le condizioni, ove applicabili.

Per le altre modalità rimandiamo al testo completo della delibera a fine articolo.

 

La seconda è invece la Determina n°29 del 9 febbraio 2010 che finanzia la 1° annualità da 15 milioni di € della DGR 1984 del 28 ottobre 2008 che è finalizzata come Assistenza Indiretta personalizzata per le persone non autosufficienti gravi”. Approvazione dell’Avviso pubblico per l’attivazione della prima annualità dell’Assistenza Indiretta Personalizzata per persone in condizione di non autosufficienza gravissima e loro nuclei familiari.

Il contributo ha importo mensile pari a 800,00 Euro per un massimo di 9.600,00 euro annui per nucleo familiare e per persona non autosufficiente ed è erogato ad integrazione del reddito dello stesso nucleo familiare per sostenere il carico diretto, derivante dal lavoro di cura del familiare, tale da incidere sulla capacità lavorativa, e quindi sulla capacità reddituale, dei componenti adulti del nucleo; ovvero indiretto nel caso in cui il lavoro di cura sia assicurato da care giver privato.

Leggiamo inoltre: Si precisa che l’Assistenza Indiretta Personalizzata si configura come contributo economico onnicomprensivo destinato alla realizzazione dei cd.“progetti per la vita indipendente”, cui hanno diritto quei nuclei familiari che assicurano assistenza continuativa a congiunti che si trovano in condizioni di non autosufficienza gravissima, avendo scelto di far proseguire la permanenza a domicilio in alternativa al ricovero in struttura residenziale - in presenza di adeguate prestazioni sanitarie a domicilio.

Per chi:

1. anziani e persone disabili, con disabilità fisica o psichica o sensoriale, ovvero plurima, in condizioni di non autosufficienza gravissima assistiti a domicilio da care giver familiare o privato;

2. persone affette da gravi patologie neurodegenerative che si trovino in uno stadio avanzato della malattia, ovvero da gravi situazioni invalidanti post-traumatiche, incondizioni di non autosufficienza gravissima*, ivi inclusi gli stati di coma vigile, successivi alla dimissione ospedaliera con patologia stabilizzata, già intervenuti alla data di pubblicazione sul BURP del presente Avviso;

3. minori gravemente disabili, con disabilità fisica o psichica o sensoriale, ovvero plurima, in condizioni di non autosufficienza gravissima che ricevono assistenza continuativa a domicilio dai genitori o da altro care giver privato.

Requisiti:

redditi a ogni titolo percepiti dalla persona non autosufficiente (compresi gli emolumenti per diritti soggettivi, quali pensioni e indennità, nonché le prestazioni assicurative) non superiori a Euro 20.000

*Si precisa che le gravissime condizioni di non autosufficienza, dovranno essere attestate mediante la documentazione disponibile e la autocertificazione di un fabbisogno di assistenza che derivi da almeno tre delle seguenti condizioni di limitazione dell’autonomia:

- disturbi dell’area cognitiva;

- mobilità limitata o assente (la persona non è in grado di spostarsi da sola);

- necessità di cure sanitarie media o alta (necessità di cure per più di 2 giorni alla settimana);

- assente o limitata capacità di svolgimento delle attività della vita quotidiana (Alimentazione/Igiene personale/Il vestirsi/L’uso del bagno);

- necessità di una persona dedicata per la comunicazione con l’esterno

Inoltre il contributo:

- è cumulabile con pensioni, indennità di accompagnamento e ogni altro assegno o emolumento riconosciuto con carattere previdenziale e/o assicurativo;

- NON è cumulabile con altre misure di sostegno economico al reddito familiare per la non autosufficienza (a titolo esemplificativo: Assegno di Cura, Assegno di Cura per la SLA, contributi straordinari per il contrasto alle nuove povertà, ecc…) promosse dalla Regione e/o dagli enti locali

 

CONSIDERAZIONI

E' ovvio che, pur introducendo i concetti di "vita indipendente" e l'"assistenza indiretta personalizzata", questa delibera è molto "sorella" della prima, dedicata agli assegni di cura. Poco condivisibili poi i requisiti e la platea di accesso. Non è logico paragonare una non autosufficienza neurodegenerativa di un anziano con una disabilità di una giovane persona che ha comunque una vita davanti. Un contributo di 800€ non garantisce sicuramente ad un disabile adulto di crearsi una propria vita indipendente, tantomeno di assumere una persona che lo assista, pagando i contributi, 13ma mensilità ecc, soprattutto se il criterio è una "disabilità gravissima". A nostro avviso sarebbe stato meglio forse destinare una cifra, anche solo di poche unità di milioni, espressamente per una sperimentazione di veri progetti personalizzati, autogestiti, in base a criteri diversi, come l'autodeterminazione, escludendo le patologie dell'età anziana. Ancora una volta ci sarà poco spazio per i giovani e adulti disabili che, sebbene in grado di crearsi i presupposti di una vita propria, giocoforza, devono mettersi in graduatoria con il popoli anziano, creando la solita guerra fra poveri.

Bando assegno di cura

Delibera sull'"assistenza indiretta"

Avviso non autosufficienza "gravissima"

vai alla pagina delle delibere regione Puglia

 

4 Marzo 2010

Piemonte: definito il nuovo Piano di assistenza per le persone non autosufficienti

La Regione Piemonte continuerà anche nel 2010 a erogare i contributi economici a sostegno della domiciliarità per le persone non autosufficienti. La Giunta regionale, su proposta degli assessori alla tutela della salute e sanità e al welfare, ha deciso lo stanziamento di 31 milioni di euro per il finanziamento degli assegni di cura istituiti lo scorso anno, estendendo il diritto a usufruirne anche ai portatori di gravi disabilità di età inferiore ai 65 anni. Dei 31 milioni di euro, 25 saranno destinati alla prosecuzione degli interventi a favore degli anziani e si andranno ad aggiungere ai 21 milioni messi a disposizione lo scorso anno. I restanti 6, invece, saranno finalizzati a sperimentare la domiciliarità per le persone non autosufficienti con meno di 65 anni. I cittadini interessati potranno presentare la richiesta presso gli sportelli unici, oppure presso la sede del Distretto sanitario o del Consorzio socio-assistenziale del proprio territorio.

Attraverso il lavoro delle Commissioni di valutazione multidisciplinari (composte da medici, infermieri, assistenti sociali e altre eventuali figure professionali ritenute opportune per ogni singolo caso) e in base al grado di non autosufficienza e alle necessità sanitarie e sociali della persona, sarà definito il piano di assistenza individualizzato (P.A.I). In caso si ritengano necessari interventi domiciliari, al paziente verrà riconosciuta una somma per il pagamento dei servizi di assistenza tutelare previsti dal P.A.I, che potranno essere anche più di uno, ma che nel loro complesso non potranno superare gli 800 euro mensili nei casi di bassa intensità assistenziale, i 1.100 euro nei casi di media intensità e i 1350 euro in quelli di medio-alta intensità (elevabili a 1.640 per i soggetti senza rete familiare). L’assegno potrà essere utilizzato per il lavoro svolto sia da figure professionali regolarmente assunte, sia da familiari o da volontari, nonché per l’acquisto di servizi come il telesoccorso o la consegna di dei pasti presso la propria abitazione.

I progetti di Vita indipendente continuano il proprio percorso, secondo le Linee Guida e le delibere specifiche.

(come indicato nella pag n°4 delle delibera): "I progetti di Vita indipendente, disciplinati dalle Linee guida approvate dalla D.G.R. n. 48-9266 del 21 luglio 2008, sono alternativi alle prestazioni tutelari socio sanitarie domiciliari previste dalla presente deliberazione, fino a che sussistono i requisiti per il mantenimento del progetto medesimo di Vita indipendente"

fonte: regione.piemonte.it - R.F

vedi la legge regionale n°10 del feb2010

vedi la delibera 56-13332 del 15feb2010

Allegato A

Allegato B

Allegato C

Allegato D

Allegato E

Allegato F

 

15 gennaio 2010

La nuova delibera della Sardegna: si prospettano tagli di 1000€, già in atto la mobilitazione

dal sito dell'Associazione abcsardegna

Era attesa con tanta trepidazione la deliberazione che da il via ai finanziamenti dei piani personalizzati per le persone con disabilità grave da parte della Giunta Regionale, da attuarsi nel 2010. PER IL 2010 LA REGIONE HA FINANZIATI 28.351 PIANI PERSONALIZZATI DI SOSTEGNO ALLE PERSONE CON HANDICAP GRAVE (L.162/98), con un impegno di spesa totale di circa euro 105.500.000.

La Delibera è la  n° 55/33 del 16.12.2009 sulla Legge n. 162/1998. Fondo per la non autosufficienza: Piani personalizzati in favore delle persone con grave disabilità

Purtroppo ci sono dei tagli ai finanziamenti, di cui parla l’assessore “Al fine di minimizzare il taglio alla spesa sociale, prosegue l’Assessore, la Direzione generale delle Politiche Sociali ha censito tutte le risorse rinvenibili nelle pieghe del bilancio 2009 utilizzabili per i succitati programmi personalizzati 2010” , che hanno comportato per la Giunta una diminuzione del contributo pari a euro 1.000 per ognuno dei 28.351 piani presentati.
Sappiamo bene che le risorse non sono infinite, ma sappiamo anche che la 162 è un investimento per le casse pubbliche e non un costo, è prevenzione sociale e sanitaria, un risparmio per la collettività....

vai alla pagina dedicata

 

 

 

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